Pubblicato in: Sab, Mar 22nd, 2014

Tesi Issr/Michele Mincuzzi e la Chiesa di Lecce

Il lavoro di Ricerca finale per la Laurea in Scienze Religiose di Arianna Moscagiuli. 

Il primato della Comunione, l’appello accorato a non essere isolato in una prigione dorata, il richiamo al radicalismo evangelico racchiudono il senso del suo prezioso magistero. 

mincuzzi

La Chiesa di Lecce è stata, da sempre, fucina di grandi personalità, spesso poco apprezzate durante il loro tempo, ma che acquistano rilevanza con il trascorrere degli anni. Ne è l’esempio mons. Michele Mincuzzi, un arcivescovo mosso da una grande carica innovativa che è riuscito ad approfondire e assimilare i documenti del Concilio Vaticano II, traendone numerose intuizioni che caratterizzano il suo ministero episcopale.

Già nel suo discorso di ingresso nella città, il 5 aprile del 1981, egli dichiara le sue intenzioni: “è tempo che il mondo cattolico si liberi dal complesso di inferiorità e di colpa” e chiede fiducia, amicizia e lealtà di linguaggio, esortando gli ascoltatori a parlargli con franchez­za. Nelle linee programmatiche della sua azione pastorale è racchiuso in anteprima tutto il senso del suo magistero: il primato della comunio­ne, l’appello accorato a non essere isolato in una “prigione dorata”, il richiamo al radicalismo evangelico e, infine, un’accorata richiesta di amicizia.

È un vescovo che, già nella sua prima settimana nel capo­luogo salentino, non si risparmia e va a conoscere tutte le realtà della diocesi: gli ammalati dell’Ospedale “Vito Fazzi”, gli anziani della casa di riposo “Marangi”, i minorenni carcerati, le monache benedettine di San Giovanni, i membri degli uffici di Curia, le autorità civili, i semi­naristi, i confratelli e i devoti del santuario della Madonna Addolo­rata, i cresimandi, le persone che chiedono udienza privata e i fedeli. Il suo comportamento da un messag­gio forte, che è quello di eliminare il clericalismo, in vista della condivi­sione e della comunione, esortando anche i laici a sentirsi parte viva e attiva sia all’interno delle comunità parrocchiali, sia nella diocesi.

Mincuzzi

Il Vescovo nutre una forte passione per l’uomo, per la sua dignità, la sua libertà, la sua salvezza integra­le e la totale riuscita della sua vita personale ed associata. Non si tira indietro nemmeno per le questioni più “spinose” come il problema del Mezzogiorno che, per lui, è un problema di conversione dell’uomo del sud, un problema educativo a cui la Chiesa dovrebbe contribuire cercando una nuova cultura. Le sue linee operative di fondo sono tre: la condivisione, la denuncia del consu­mismo e la lotta all’emarginazione. Egli stesso si presenta come servo di queste linee guida operando gesti di condivisione come, per esem­pio, recarsi in nell’Irpinia colpita dal terremoto o facendo costruire nell’estate nel 1985 un centro sanita­rio a Mugombwa (Ruanda). Il suo interesse per la questione meridio­nale rimane sempre vivo ranto che nel Convegno di Loreto dello stesso anno, egli ripropone le proposte che aveva mosso la Conferenza Episco­pale Italiana nel 1967 per accorciare le distanze, il divario e la mentalità, fatta soprattutto di prevenzioni verso il Sud, e che erano rimaste incompiute.

Notevole anche l’impegno nel campo culturale, tanto che l’8 luglio del 1986 è trasmesso, da parte del Cardinale Camillo Ruini, il decreto di riconoscimento dell’Istituto Supe­riore di Scienze Religiose dell’Ar­cidiocesi di Lecce in forza del quale l’Istituto verrà inserito dalla Presidenza della Cei nell’Elenco tra­smesso al Ministero della Pubblica Istruzione, comprendente gli Istituti che rilasciano titoli qualificanti in or­dine all’insegnamento della religione cattolica, nelle scuole pubbliche.

Nell’appello di pace lanciato l’anno successivo, poi, insiste nell’afferma­re che bisogna formare una mentalità di pace. L’Arcivescovo rimanda le manifestazioni popolari per la pace a fine gennaio e impegna il primo mese dell’anno in una ricca serie di iniziative per stimolare una forma­zione di mentalità di pace, di non violenza, non lasciandosi frastornare da quanti si ostinano a difendere una certa fisiologia della guerra. La figura di questo splendido esem­pio di cristianità autentica emerge con chiarezza nella tesi di Laurea in Scienze Religiose di Arianna Mo­scagiuli, dal titolo “Mons. Michele Mincuzzi e la Diocesi di Lecce”, simbolo anche di una lucida lungi­miranza del prelato nel promuovere il lavoro dell’Istituto teologico leccese.

Eugenia Quarta

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