Pubblicato in: Sab, Mar 8th, 2014

Tesi Issr/Minerva, pioniere del Concilio a Lecce

Nella ricerca di Trifona Rossetti i tratti di un Pastore illuminato e aperto al cambiamento.

Per meglio capire le dina­miche che si instaurano all’interno della Chiesa moderna, è necessario, il più delle volte, analizzare i suoi personaggi, veicoli e fautori di cambiamenti, a volte impercettibili nell’immediato, ma che hanno gran­de impatto sulle generazioni future. È il caso della tesi della Laurea in Scienze Religiose di Trifona Ros­setti, dal titolo “Il cammino della pastorale familiare nella Chiesa di Lecce durante l’Episcopato di mons. Francesco Minerva (1951-1981)”. Nell’elaborato viene dato largo spa­zio al tema della pastorale familiare, analizzata nel suo percorso storico, ponendo maggior cura nella lettura dei documenti del Concilio Vatica­no II come la Gaudium et spes e la Familiaris consortio. Tramite l’inter­vista al testo chiariamo come si inne­stano le vicende conciliari con quelle della chiesa locale.

Perché è importante la figura di questo Vescovo?

La figura di Francesco Minerva è importante per il particolare mo­mento in cui ha operato, facendo da ponte tra il “passato” e il “presen­te”, che è scaturito dall’evoluzio­ne degli insegnamenti del Concilio Vaticano II, portatori di uno spirito nuovo in ambito ecclesiale. Il suo episcopato è durato a lungo (1951- 1981) ed egli è stato definito il vesco­vo del Concilio e del dopo Concilio in quanto lo ha preparato, lo ha vis­suto, lo ha realizzato nella comunità leccese, dando inizio ad un rinnova­mento ecclesiale che ha coinvolto molti settori: dalla preghiera alla ri­forma liturgica, alla catechesi conci­liare, alla parrocchia, alla famiglia.

Qual è stato il suo contributo alla Chiesa di Lecce?

I contributi sono stati innume­revoli, a partire dalla celebrazione, nel 1956, del riuscitissimo e parte­cipatissimo quindicesimo Congresso Eucaristico Nazionale, presieduto da eminenti personalità ecclesiastiche, politiche e civili. Oltretutto, durante il suo lungo mandato, ha realizzato nella diocesi innumerevoli opere che hanno contribuito a dare un nuovo volto alla città di Lecce e lui stesso si è operato nell’incrementare la devozione mariana e lo spirito eu­caristico, capaci di creare un nuovo clima spirituale nel popolo di Dio.

minerva

Perché viene definito il Vescovo del Concilio?

Nel 1962 Minerva si impegna con zelo e determinazione per pre­parare la diocesi all’approssimarsi del grande evento e, inoltre, dall’11 ottobre di quell’anno all’8 dicembre del 1965, egli partecipa attivamente a tutte le sessioni del Concilio, tan­to da ricevere, in occasione del suo venticinquesimo dall’ordinazione episcopale, le lodi dello stesso Papa Paolo VI.

Qual è stata la risposta della cit­tadina leccese verso questo Pa­store?

La cura zelante e il lavoro in­cessante del vescovo sono state ben ripagate dalla diocesi, che più volte si è stretta con affetto attorno a lui, specie nella preparazione dell’Anno Santo (1975) o nel cinquantesimo anniversario della sua ordinazione (1977), solo per fare degli esem­pi. Nel 1979, poi, alla presenza del Sindaco Salvatore Meleleo e dell’Onorevole Emilio Colombo, gli viene conferita una pergamena e una me­daglia aurea, come segno del conferimento della cittadinanza onoraria di Lecce.

Quali sono stati, in concreto, i cambiamenti avvenuti alla dio­cesi, sotto la sua guida?

Innanzi tutto si è premurato di far costruire nuove chiese (per la precisione ventotto) ed opere par­rocchiali (dodici in città e otto in diocesi), compreso il palazzo dell’A­zione Cattolica, ha ammodernato il Seminario, ristrutturato la Curia diocesana, il palazzo vescovile e la Basilica di Santa Croce. Nel 1975 ha fatto costruire il consultorio “La Famiglia” per poter servire la stessa nel territorio e nella comunità, pri­mo passo verso il Centro Diocesano per l’accoglienza alla vita (1980) che ha per fine l’aiuto alle donne e alle famiglie che si trovano in dif­ficoltà di fronte alla nascita di un bambino. Dopo aver concluso il suo mandato episcopale si ritira a Cano­sa, sua terra natia, ma non rinuncia alle vacanze estive nel Salento, pres­so l’Oasi di Roca, seminario estivo da lui stesso fondato. Segni concreti, dunque, accompagnati con premu­ra dall’impegno più difficile, quel­lo spirituale di guidare una diocesi attraverso i cambiamenti dettati dal Concilio, con apertura al nuovo e con un’attenzione particolare sem­pre rivolta alle problematiche della famiglia, dettate anche dalla difficile condizione di quegli anni.

Eugenia Quarta

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