Pubblicato in: Sab, Gen 18th, 2014

Testimoni di Verità. E in tempo di crisi anche di Carità

La Festa dei Giornalisti 2014/Incontro proficuo tra l’Arcivescovo D’Ambrosio e gli Operatori della Comunicazione. 

D’AMBROSIO: “Sia la vostra penna libera da pressioni, da condizionamenti e da stili preimpostati. Sarebbe bello incontrarci per una giornata di approfondimento e di riflessione per capire insieme come servire al meglio la comunità”. 

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D’AMBROSIO: “Sono affascinato dai miracoli che la carità esercita nella Chiesa, che per mia fortuna riesco a vedere ogni giorno. Posso affermare con vanto di essere parte di una comunità aperta e pronta a servire”.

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“Sia la vostra penna libera da pressioni, condizionamenti o da ‘stili’ preimpo­stati; siate testi­moni di verità”, è stato questo il leit motiv che l’Arcivescovo di Lecce mons. Domenico Umberto D’Am­brosio ha ripetuto più volte durante la giornata dedicata alla Festa dei giornalisti. Nell’incontro, tenutosi nell’episco­pio leccese il 12 gennaio scorso, il vescovo ha ascoltato con interesse le proposte dagli operatori della comunicazione.

Diversi gli interventi sul grave momento di crisi dell’editoria e sui compiti della comunicazione sociale. Dal clima amichevole e colloquiale che si è venuto a creare, è scaturita l’idea comune di essere e diventare non solo testimoni di verità, ma an­che e soprattutto testimoni di carità. Si è auspicata, quindi, in vista di un prossimo incontro, l’urgenza di una solida collaborazione tra la Chiesa e i sistemi di informazione, a favore dei meno fortunati.

“Mi piacerebbe – ha detto il Vescovo – rivederci per una giornata di appro­fondimento e di riflessione per capire insieme come servire la comunità, con questo particolare strumento che è il vostro e vi ringrazio per l’atten­zione che sapete portare a questa realtà di Chiesa che è presenza. È realtà che serve una comunità che non può essere relegata o ignorata, perché così facendo non riuscirem­mo a comprendere i sogni, le speran­ze e le aspettative e dei bisognosi”.

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Ha spiegato, inoltre, dati alla mano, quali e quante siano le difficoltà che incontra quotidianamente la Chiesa locale nell’aiutare i poveri e i disa­giati, anche in virtù dei recenti tagli che ha operato l’Unione Europea in questo senso, e dell’impegno con cui tanti volontari si prestano alla distribuzione di 70mila pacchi di ali­menti all’anno per le famiglie meno fortunate.

“Io sono affascinato – ha continuato – dai miracoli che la carità esercita nella Chiesa italiana e che per mia fortuna riesco a vedere ogni giorno ed è con vanto ed orgoglio che posso affermare di far parte di una Chiesa così aperta sul fronte della carità”. Che cosa fare quindi?  I giornalisti, in veste di comunicatori responsabili devono poter offrire la loro testimonianza, molte volte anche privata, a favore di una sensi­bilizzazione maggiore dell’opinione pubblica.

Che sia carta stampata, radio, tv o internet, il mezzo non importa, ma è fondamentale il tipo di messaggio che si vuole e si deve mandare. L’ar­civescovo ha poi lanciato l’idea, da sviluppare nei prossimi mesi, di un incontro finalizzato al dialogo, nella prospettiva di una collaborazione proficua tra gli organismi di carità diocesani e i mezzi di comunicazio­ne sociale.

Eugenia Quarta

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