Testimoni di Verità. E in tempo di crisi anche di Carità
La Festa dei Giornalisti 2014/Incontro proficuo tra l’Arcivescovo D’Ambrosio e gli Operatori della Comunicazione.
D’AMBROSIO: “Sia la vostra penna libera da pressioni, da condizionamenti e da stili preimpostati. Sarebbe bello incontrarci per una giornata di approfondimento e di riflessione per capire insieme come servire al meglio la comunità”.
D’AMBROSIO: “Sono affascinato dai miracoli che la carità esercita nella Chiesa, che per mia fortuna riesco a vedere ogni giorno. Posso affermare con vanto di essere parte di una comunità aperta e pronta a servire”.
“Sia la vostra penna libera da pressioni, condizionamenti o da ‘stili’ preimpostati; siate testimoni di verità”, è stato questo il leit motiv che l’Arcivescovo di Lecce mons. Domenico Umberto D’Ambrosio ha ripetuto più volte durante la giornata dedicata alla Festa dei giornalisti. Nell’incontro, tenutosi nell’episcopio leccese il 12 gennaio scorso, il vescovo ha ascoltato con interesse le proposte dagli operatori della comunicazione.
Diversi gli interventi sul grave momento di crisi dell’editoria e sui compiti della comunicazione sociale. Dal clima amichevole e colloquiale che si è venuto a creare, è scaturita l’idea comune di essere e diventare non solo testimoni di verità, ma anche e soprattutto testimoni di carità. Si è auspicata, quindi, in vista di un prossimo incontro, l’urgenza di una solida collaborazione tra la Chiesa e i sistemi di informazione, a favore dei meno fortunati.
“Mi piacerebbe – ha detto il Vescovo – rivederci per una giornata di approfondimento e di riflessione per capire insieme come servire la comunità, con questo particolare strumento che è il vostro e vi ringrazio per l’attenzione che sapete portare a questa realtà di Chiesa che è presenza. È realtà che serve una comunità che non può essere relegata o ignorata, perché così facendo non riusciremmo a comprendere i sogni, le speranze e le aspettative e dei bisognosi”.
Ha spiegato, inoltre, dati alla mano, quali e quante siano le difficoltà che incontra quotidianamente la Chiesa locale nell’aiutare i poveri e i disagiati, anche in virtù dei recenti tagli che ha operato l’Unione Europea in questo senso, e dell’impegno con cui tanti volontari si prestano alla distribuzione di 70mila pacchi di alimenti all’anno per le famiglie meno fortunate.
“Io sono affascinato – ha continuato – dai miracoli che la carità esercita nella Chiesa italiana e che per mia fortuna riesco a vedere ogni giorno ed è con vanto ed orgoglio che posso affermare di far parte di una Chiesa così aperta sul fronte della carità”. Che cosa fare quindi? I giornalisti, in veste di comunicatori responsabili devono poter offrire la loro testimonianza, molte volte anche privata, a favore di una sensibilizzazione maggiore dell’opinione pubblica.
Che sia carta stampata, radio, tv o internet, il mezzo non importa, ma è fondamentale il tipo di messaggio che si vuole e si deve mandare. L’arcivescovo ha poi lanciato l’idea, da sviluppare nei prossimi mesi, di un incontro finalizzato al dialogo, nella prospettiva di una collaborazione proficua tra gli organismi di carità diocesani e i mezzi di comunicazione sociale.
Eugenia Quarta



















