Testimonianza e Annuncio: il dizionario del Pastore
UN ANNO DI PAPA FRANCESCO…
In questi ultimi giorni in tanti ci affanniamo a fare ‘un bilancio di Papa Francesco o a Papa Francesco’. È una strana ma più che diffusa abitudine: indossare le lenti di ingrandimento per scorgere, sottolineare, ingigantire, vagliare, valutare, giudicare il comportamento, le scelte, le intuizioni, le decisioni di persone che occupando posti di particolare responsabilità e servizio, generano un impatto significativo nella vita di molti. Papa Francesco da un anno è alla guida della Chiesa che non cessa ogni giorno di stupirsi e interrogarsi sulla novità di atteggiamenti, scelte, parole ma soprattutto semplicità, che creano un nuovo e accattivante stile di prossimità del Successore di Pietro alla Chiesa che prega ogni giorno incessantemente per lui.
Le parole e i gesti di Papa Francesco non possono e non sono soltanto fonte di stupore o interrogativi che lasciano il tempo che trovano. Ci interrogano sul modo spesso autoreferenziale e rassicurante con cui viviamo e testimoniamo la nostra fede. Le tante nuove parole che fanno parte del dizionario corrente di Papa Francesco: vicinanza, prossimità, incontro, gioia, uscire, misericordia, periferie esistenziali, odore delle pecore, accoglienza, cultura dello scarto, non sono una sorta di neologismi per infiorettare e rendere accattivante il discorso. Sono parole che ci restituiscono la concreta bellezza della nostra fede e l’invito a una testimonianza profetica che ci fa uscire dalle tranquille e sterili nostre sicurezze e ci spinge a una vera prossimità che genera compassione e culmina nella comunione.
Papa Francesco con i suoi gesti, con le sue parole, con la sua motivata semplicità, con il suo andare, libero da formalismi e regole, verso l’uomo, ogni uomo, ci fa gustare e assaporare la ‘carezza di Dio’ non solo, ma ci impegna in uno stile di annunzio e di testimonianza che mai è venuto meno nella comunità dei credenti ma che necessitava di trovare un primato di gesti e di testimonianza che aveva smarrito la sua facile e chiara evidenza.
Abbiamo da apprendere e riposizionare lo stile con cui il Vangelo va vissuto e annunziato. Abbiamo da cambiare modi e stili di vita che ci separano e ci allontanano. Abbiamo da accogliere e riservare i primi posti ai tanti che sono rimasti alle periferie esistenziali. Abbiamo da ringraziare il Signore per questa forte ventata e novità dello Spirito e invocarlo perché la forza del suo amore, la ricchezza della sua grazia e la sua santa libertà continuino a sostenere e accompagnare il ministero del Vescovo di Roma per la Chiesa universale.
+ Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo

















