Testimonianze Storiche/Da Roberto Guiscardo a Guglielmo Paladini
Numerosi ritrovamenti documentati da Nicola Vacca smontarono i dubbi di Pietro Palumbo.
Si accenna qui ad una vecchia questione su culto di S. Oronzo, sorta con la pubblicazione in fascicoli della Storia di Lecce di Pietro Palumbo (Lecce, Giurdignano, 1909 – 10). Un capitolo di questa storia, che s’intitolava S. Oronzo – Leggenda (pag. 187 e segg.), in cui l’autore esaminava o tentava di esaminare criticamente le fonti della tradizione di S. Oronzo e del suo ignorato o dimenticato culto, risorto in occasione della peste, provocò una cortese quanto prolissa risposta da parte del canonico Sante De Sanctis diluita in ben 9 lettere, uscite in opuscolo (S.D.S., Se Sant’Oronzio sia leggenda – Alcune lettere amichevoli all’egregio prof. Pietro Palumbo, Lecce , Tip. Coop. Dante Alighieri, 1909, pagg. 40,in 8°). Il Palumbo in una breve lettera (Corriere Meridionale, XX, 1909, 42), spiegando perché aveva parlato di leggenda e invocando una commissione di studiosi che avesse indagato storicamente su S. Oronzo, si riservava di rispondere al De Sanctis a pubblicazione ultimata della sua Storia di Lecce. Ma, ch’io sappia, la risposta non fu mai data. (Palumbo dubitava della esistenza reale del Santo).
Qualche anno fa mi misi a cercare per conto mio. Purtroppo le mie esplorazioni furono interrotte. Tuttavia non credo sia inutile esporre il risultato delle mie incomplete ricerche, nella speranza che altri le proseguano. Uno degli argomenti più importanti – e certo importante lo era – posti innanzi dal Palumbo a dimostrazione della sua tesi, era che nel Breviarium Liciense ex antiquo ecclesiae ritu (Venetiis MDXXVI) – una copia esiste nella Biblioteca del nostro Seminario – manca S. Oronzo. Com’è noto il Breviarium è un libro di preghiere che i sacerdoti recitano quotidianamente. Come va, osservava giustamente il Palumbo, che in questo breviario della diocesi di Lecce , nel cui calendario sono notati tutti i santi della Chiesa lupine, manca proprio S. Oronzo? E si noti che il breviarium fu compilato da Roberto Volturio, Vescovo di lecce dal 1210 al 1254, e che fino al 1526 – anno in cui fu dato alle stampe a Venezia – era adoperato dai sacerdoti manoscritto per le quotidiane preghiere. (Sul volturio ed il Breviario, v. Fatalò, Serie dei Vescovi di Lecce, Mss.37 in Bibl. Prov. Fol. 69 a 72; Infantino, Lecce Sacra ( Lecce, 1634, p.6; De Simone, Lecce e i suoi monumenti (Lecce 1974), pp.55 e 98).
Ma se l’obbiezione del Palumbo è grave, e se nulla può dirsi sulle origini del Santo, testimonianze che ci parlino del culto di S. Oronzo dal secolo XI al secoli XVII, non mancano.
Anno 1082: Roberto Guiscardo dona e conferma al Monastero di S. Lorenzo di Aversa la Chiesa di S. Oronzo in Taranto: “…. ecclesiam Sancti Orontii de Tarento etc….”. Il documento è pubblicato in Monumenta edita ac illustrata Regii Neapolitani Archivii, Neapoli, MDCCLVII. …. ;
Anno 1112: “…. a prima parte terra sancti arontii…”, ivi, Vol. V p. 356 (pergamena DXL);
Anno 1115: “sancti aroncii de civitate Tarenti…”, ivi, Vol. VI, p. 1 (pergamena DLIX);
Anno 1181: Diploma di Tancredi. Si parla di una via che mena a S. Oronzo (di fuori?) in Lecce: “… et exit ad viam quae vadit ad Santium Orontium…..” (Collana di scrittori di Terra d’Otranto, Lecce, Tip. Garibaldi, 1867;
Anno 1192,…. Ind. XV: “…. et sanctum oroncium de Tarento et quinque et …. etc., in Monumenta citati, Vol . V , p. 137;
Il primo cronista leccese che fa un accenno a S. Oronzo è Antonello Coniger sotto l’anno 1483… (A. C. , Le cronache ecc. Brindisi, nella Stamperia Arcivescovile, 1700). Nel libro delle Conclusioni Capitolari del 1593, al dire di Guglielmo Paladini (La Chiesa Cattedrale di Lecce, Lecce, Giurdignano 1923, p. 11), si parla di un altare di S. Oronzo nella Cattedrale. Peregrino Scardino nel suo Discorso sull’antichità e sito della fedelissima Città di Lecce (Bari, 1607) parla di S. Oronzo, come pure il Beatillo nella sua Historia di Sant’Irene, e l’Infantino in Lecce Sacra. Non diciamo cosa nuova per gli studii patri facendo sapere che il culto di S. Oronzo è vivissimo si dall’alto medio evo nella Dalmazia. S. Oronzo era festeggiato il 22 gennaio a Grado, si festeggia a Zara e se ne commemora il martirio i… A Zara esiste un reliquiario di arte bizantina, nel quale è conservato il capo di S. Oronzo. Catalogo delle Cose d’ Arte e di Antichità d’Italia – Zara (Roma, Libreria dello Stato, s. d., ma 1932). Fu S. Oronzo, secondo la tradizione secentesca dei nostri scrittori, cittadino leccese dei tempi di Roma? Dove avrebbe subito il martirio? Dove potrebbe trovarsi il corpo del Santo, se nel reliquario di Zara si troverebbe il capo? Dove s’iniziò il suo culto? Il S. Oronzo venerato in Zara è tutt’uno col nostro? Fu un Santo importato, e da chi? Com’è che il culto si stabilì nelle due opposte sponde dell’Adriatico e in Calabria? E gli interrogativi potrebbero continuare.
LO STORICO NICOLA VACCA/CULTORE DI STORIA SALENTINA
Nicola Vacca (1899-1977). Medico, Umanista, Storico. Ha indagato a fondo la storia del Salento e, da medico, ha lottato contro la tubercolosi. Autore di 264 pubblicazioni (Studi di Storia Pugliese in onore di Nicola Vacca 1971), tra queste I rei di stato salentini del 1799 (1944; Congedo, Galatina 1999); La ceramica salentina (1953); Nuova edizione postillata da Nicola Vacca di “Lecce e i suoi monumenti” di L. De Simone (1964); Brindisi Ignorata (1954), per questo saggio di topografia storica la Città di Brindisi deliberò nel 1958 una medaglia in oro con dedica: “A Nicola Vacca ultimo figlio del Galateo – offre la Città di Brindisi…”. Socio dell’Accademia Pontaniana; Componente della Società di Storia Patria, sez. Puglia. Fondò e diresse dal 1933 al 1943 la rivista Rinascenza Salentina. Fu amico di Benedetto Croce, Gerahard Rholfs gli dedicò il suo “Vocabolario dei dialetti salentini” (1956). La Città di Lecce gli conferì nel 1971 la Cittadinanza Onoraria; gli sono state intitolate vie a Lecce, Nardò e Squinzano, suo paese natale.

















