Toma, Casciaro e Scorrano, Salentini di fama
Il ruolo storico e culturale della società promotrice di belle arti e la scuola napoletana.
La tipologia del collezionismo di opere d’arte cambiò radicalmente nel corso del XIX secolo con l’avvento della diffusione di nuovi stili, che contrastavano con la consuetudine di esporre le opere nei facoltosi saloni delle abitazioni nobiliari. La realizzazione di opere d’arte nelle chiese registrò una battuta d’arresto in seguito al decreto napoleonico Impérial sur les Sépultures (12 giugno 1804), meglio conosciuto come l’Editto di Saint Cloud.
Scorrano L.-La Maddalena
Il provvedimento napoleonico stabiliva l’impossibilità di seppellire i defunti all’interno delle mura cittadine, per questo motivo, l’esecuzione di opere d’arte commissionate per le cappelle funerarie patronali, ebbe una brutale battuta d’arresto.
Scorrano L.-Gioie intime, olio su tela, Lecce-Museo Provinciale
I privati non investivano più in opere destinate in ambito ecclesiastico. Pur tuttavia le opere d’arte realizzate in questo periodo iniziarono a circolare, ed ebbero nuova richiesta, grazie alle esposizioni promosse da “Sindacati” degli artisti e dalle Accademie di Belle Arti che apparvero su tutto il territorio nazionale.
Scorrano L.-Cristo morto-Basilica di Santa Croce
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, in concomitanza con la prima Esposizione Nazionale di Firenze, un gruppo di artisti e amatori napoletani fondò la Società Promotrice di Belle Arti “spinti dal vivo e forte proponimento di ravvivare il culto delle Belle Arti” con l’intento di rendere le arti accessibili ad ogni classe sociale. L’attività della Società Promotrice di Belle Arti proseguì senza interruzioni sino al 1897 e promosse centinaia di artisti che, altrimenti, non avrebbero avuto modo di proporsi all’attenzione dei collezionisti d’arte.
Scorrano L.-La Vergine col Bambino, Tempera su carta
La società, attraverso un sistema di azioni a basso costo, riuscì ad ottenere una larghissima base di consensi: fra gli azionisti spiccavano i maggiori personaggi del mondo finanziario e collezionistico napoletano, come gli Aselmayer, i Rotschild, i Vonwiller, gli Zir, i Meuricoffre, gli Schlaepfer, appartenenti per lo più a famiglie straniere naturalizzate a Napoli.
Scorrano L.-Bozzetto del Cuore Immacolato di Gesù
La nostra attenzione va rivolta, quindi, alla scuola napoletana che, dalla seconda metà dell’Ottocento in poi, fu dominata da splendide figure di artisti salentini quali: Gioacchino Toma, Giuseppe Casciaro e Luigi Scorrano. Quest’ultimo, in modo particolare, ha realizzato molti dipinti che, ancora oggi, possiamo ammirare in alcune chiese di Lecce e in particolare in quella di Sant’Antonio a Fulgenzio.
Foto Archivio Oronzo Fari
Giuseppe Mancarella




















