Pubblicato in: Ven, Feb 15th, 2013

STAGIONE LIRICA/TORNA “UN BALLO IN MASCHERA”

Non era in cartellone dal 1994.

 

Dopo le godibilissime Zanetto e Cavalleria Rusticana, opere brevi di Mascagni che hanno aperto la stagione lirica della Provincia di Lecce 2013, seguite all’anteprima verdiana della Messa di Requiem, è ora il turno del secondo titolo in cartellone. Torna al Politeama Greco, venerdì 22 febbraio, “Un ballo in maschera” assente in cartellone dal 1994.

La prima assoluta ebbe luogo il 17 febbraio 1859 all’Apollo di Roma, anche se doveva essere il San Carlo di Napoli il teatro dove l’opera doveva esser rappresentata la prima volta. Titolo sempre amatissimo sui palcoscenici di tutto il mondo, ha trovato in D’Annunzio un critico puntiglioso: lo definiva “il più melodrammatico dei melodrammi”, con significato decisamente negativo.

Il libretto di Antonio Somma sotto la stretta supervisione di Giuseppe Verdi, trae spunto da Gustave III di Eugène Scribe ed era già stato portato sulla scena operistica da Auber (Gustave III, ou Le Bal masqué, 1833) e in seguito da Mercadante (Il reggente, 1853). Il progetto fu ripetutamente censurato: l’ambientazione venne trasferita in un improbabile Massachusetts, così come al protagonista venne dato lo status di conte.

La censura romana infatti, dopo il fallito attentato a Napoleone III, non voleva monarchi morti in scena elemento di forza è quello che in passato ha costituito il maggior capo di accusa, cioè la commistione tra ironia e dramma: una commedia con lati oscuri l’ha definita Julian Budden, segno di chiara modernità drammaturgica. La trama vede il Conte Riccardo, governatore della colonia inglese di Boston, sotto la minaccia di un piccolo gruppo di congiurati.

Il governatore ama, segretamente ben riamato, Amelia, moglie di Renato, suo segretario ed amico carissimo. Per costruire la trama del dramma torna utile la presenza di una maga, Ulrica. Riccardo vuole incontrarla per burlarsi di lei, piuttosto che firmare semplicemente l’atto di condanna che un giudice gli richiedeva.

Si reca così, travestito da pescatore, nel suo antro chiedendole di predirgli il futuro. La profezia è infausta: sarà ucciso da un amico, la prima persona che gli stringerà la mano. Arriva in quel momento Renato e la sua amichevole stretta di mano fuga ogni timore e sembra dimostrargli quale sia il vaneggiare della donna.

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