Pubblicato in: Ven, Set 6th, 2013

Tribunale del Malato in Puglia/Perché non accada ad altri. Mai più

A colloquio con Anna Maria De Filippi, Presidente Regionale dell’Ente. 

“Ogni attività è volta a rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia, non esclude la protesta pubblica e il ricorso all’attività giudiziaria”. 

Ippocrate di Cos, medico greco, scriveva “Il corpo umano è un tem­pio e come tale va curato e rispet­tato, sempre”. Ma spesso, anche se non sempre, questo tempio non vie­ne rispettato e quando in casi estremi viene persino profanato per incuranza (noncuranza) volontaria, inadempienza accidentale, e azioni errate o non com­piute a causa di impedimenti esterni, allora la medicina apre il campo alla giurisprudenza e nasce il Tribunale del Malato. Succede, in questi casi, che i professionisti della medicina lascino il posto ai saggi (Prudentes) del dirit­to (iuris), affinché per un malato che è diventato vittima, non seguano altri martiri della malasanità. Parliamo del Tdm con Anna Maria De Filippi, Pre­sidente Regionale dell’ente.

Anna Maria De Filippi

Dottoressa De Filippi, cosa è il Tribunale del Malato?

Il Tribunale del Malato o tribunale per il diritto del malato (Tdm) è un’i­niziativa di Cittadinanzattiva nato nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sa­nitari e assistenziali, e contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale.

Cosa è “Cittadinanzattiva” e di cosa si occupa?

Cittadinanzattiva è un movimento di impegno civico fondato nel 1978, formato da individui, gruppi e reti ac­cumunati dalla volontà di affermare e praticare un ruolo attivo del cittadino nel governo della società. La sua mis­sion si basa soprattutto sull’art.118 della Costituzione Italiana, e sulla sintesi di due elementi strettamente collegati tra loro: la promozione della partecipazione civica e l’impegno per la tutela dei diritti. Il movimento ope­ra da sempre attraverso reti che col­legano cittadini singoli o organizzati per un fine comune, per cui può essere descritto come una “rete di reti”. Tra le principali reti che operano a livello nazionale e regionale c’è anche il Tri­bunale per i diritti del malato.

Da chi è formato il Tribunale del malato?

Il Tdm è costituito da cittadini co­muni ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti (in tutto più di 10.000) che si impegnano a titolo volontario.

Secondo quale modalità organiz­zativa operano i componenti del tribunale?

Il tribunale opera mediante 300 sezioni locali, presenti su tutto il territorio na­zionale attivi negli ospedali e nei ser­vizi territoriali, una struttura centrale che coordina le attività della rete e pro­muovere le iniziative nazionali, gruppi tematici, a livello nazionale regionale e locale, collegati a programmi specifi­ci; coordinamenti regionali di suppor­to alle reti locali e per la promozione di politiche regionali tutela dei diritti in ambito sanitario e infine il Progetto Integrato di Tutela o Pit-Salute.

Cosa è il Pit?

Il Pit è un servizio di informazione consulenza e assistenza ai cittadini sui servizi sanitari e socio-assistenziali, attivo sia a livello nazionale che regio­nale e locale. I servizi del Progetto in­tegrato di tutela salute raccoglie ogni anno circa 25.000 segnalazioni che dal 1997 vengono elaborate e pubblicate nell’Annuale Rapporto Pit.

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Displaying 1 Comments
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  1. luigi ha detto:

    buon giorno sono luigi da lecce, vorrei sapere alcune delucitazioni in merito ad una situazione che si e creata nell’ambito lavorativo.Sono un assistente capo della polizia penitenziaria in serv.zio a lecce pero’ distaccato c/o l’uepe di lecce, il distacco lo avuto su mia richiesta per il fatto che ho il beneficio della legge 104/92 per assistenza alla propria madre inoltre figlio unico,la direzione dell’uepe a mio avviso cerca in tutti i modi a non concedermi i tre giorni di permesso retribuito per assistenza al diversamente abile.spiego che tempo fa’ sempre la direzione non mi ha concesso dei giorni in questione,la dootssa De Filippi intervenne con una telefonata all’uepe,pero’ il problema non si e risolto in quanto sempre la direzione mi sta’ creando dei problemi seri al sottoscritto sempre in merito ai tre giorni di permesso in quanto nel mese di agosto facendo una programmazione dei tre giorni ho dovuto spostare un giorno anticipandolo alcuni giorni prima telefonando all’ufficio il giorno stesso che mi serviva il gg.di 104. al giorno di rientro in servizio producevo un atto notorio dove specificavo che la mattina stessa mia madre in quanto oltre tutte le patologie c’e’ anche quella di demenza senile grave, la stessa direzione non accettava la documentazione e nonostante tutto mi faceva rapporto disciplinare nei miei confronti. vorrei sapere in merito della questione come mi dovrei comportare in quanto devo pagare uningiustizia nei miei confronti quando la legge dovrebbe tutelare non tanto me ma il diversamente abile fiducioso di una vostra risposta. grazie.

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