Tribunale del Malato in Puglia/Perché non accada ad altri. Mai più
Quali sono le attività principali del Tribunale del malato?
Ogni attività del Tdm è volta alla ricerca delle soluzioni finalizzate a rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia, non esclude la protesta pubblica e il ricorso all’attività giudiziaria, ma privilegia l’esercizio dei poteri di interpretare le situazioni, di mobilitare le coscienze, di rimediare gli intoppi istituzionali, e infine di conseguire nel più breve tempo possibile i cambiamenti materiali della realtà che permettano il soddisfacimento dei diritti violati. Ci tengo a sottolineare il fatto che l’attività è attuata senza fini di lucro.
Quali sono gli obiettivi perseguiti da quest’ente?
Nel quadro più ampio di uno scopo di promozione e realizzazione di politiche orientate a far valere il punto di vista dei cittadini nella riforma del welfare sanitario, e a contribuire al miglioramento, della qualità e dell’umanizzazione dei servizi sanitari, mira a: 1) garantire che, ovunque un cittadino abbia necessità di assistenza, consulenza, aiuto per far valere legittime aspettative, possa trovare strumenti e opportunità per ottenere la protezione dei suoi diritti; 2) promuovere la partecipazione civica, affinché i cittadini stessi siano protagonisti delle azioni di tutela in ambito sanitario, sia mediante l’accoglienza nelle attività del Tdm, sia mediante l’apertura di spazi di attivismo civico nell’organizzazione sanitaria.
Nello specifico quando nasce il Tdm in Provincia di Lecce, qual è il suo organigramma attuale?
Il Tribunale per i diritti del Malato nella provincia di Lecce nasce nel 1978 a Lecce ad opera della dott.ssa Carmen Starace eletta presidente e di un gruppo di amici, tra i quali Carmen Bredariol, allora segretaria politica. Al loro fianco vollero un comitato promotore, costituito dalle personalità più rilevanti della società civile, di area cattolica e di sinistra. Erano gli anni della fase della denuncia che portò all’elaborazione della Carta per i Diritti del Malato il 30 giugno 1980, la prima del Sud,la quinta in Italia.
L’obiettivo successivo fu l’apertura dei Centri per i diritti del Malato che fu raggiunto nel dicembre del 1984: grande fu la mobilitazione popolare e il coinvolgimento di molte forze della società civile, politica e sindacale. In testa a sostenere la battaglia l’Arcivescovo Michele Mincuzzi che partecipò all’inaugurazione dei due Centri – uno nell’Ospedale “V. Fazzi”, l’altro nell’allora “A. Galateo” – facendone una tappa della Marcia della Pace da lui promossa il 23 dicembre 1984. Varie le battaglie dei Centri, vera istituzione della società civile e i successi nel governo della sanità, in applicazione dei diritti proclamati nella Carta per i Diritti del Malato. La dott.ssa Starace rimane alla Presidenza sino al 1989, anno in cui il Tdm non è più un soggetto politico.
In base alla sua esperienza ultra decennale può riportarci degli esempi concreti di malasanità per i quali è intervenuto il Tribunale?
Ci tengo a precisare che ci sono tanti esempi di sanità competente, che tuttavia hanno meno risonanza mediatica anche se riguardano tanti operatori del settore che assumono comportamenti umani e rispettosi dei diritti del malato. Per quanto concerne i casi di malasanità spesso sono riportati dalla stampa perché i cittadini si rivolgono direttamente alla giustizia. Casi specifici in provincia di Lecce riguardano casi di decessi legati al disagio logistico generato dalla chiusura, nel 2005, del reparto di Chirurgia Vascolare al Vito Fazzi. Il ripristino del reparto presso il nosocomio è una battaglia che il Tdm di Lecce sta portando avanti da anni, e per la quale continua a lottare.
C’è qualche iniziativa speciale legata all’attività che svolge il Tdm?
Ho ideato personalmente il premio “Umanizzazione e Buone Pratiche in Sanità” che si svolge ogni due anni, ed è dedicato a tutti quegli operatori che maggiormente si distinguono per la loro umanità e professionalità.















