Pubblicato in: Sab, Apr 27th, 2013

Triste primato/Salento, terra degli aborti

In provincia di Lecce nel 2012 raggiunta quota 1456. il 30%  in più del 2011 quando le IVG erano state 1090.

in-Gravidanza

BEN 4 OSPEDALI: LECCE, GALLIPOLI, CASARANO E POGGIARDO

IN TUTTO NOVE MEDICI NON OBIETTORI

Troppi obiettori di coscienza e impossibilità di aborto per le donne italiane. È partita dal capoluogo lombardo la de­nuncia che punta il dito sull’eccessivo numero di disertori della Legge 194 del 22 maggio 1978 che rende possibile le interruzioni volontarie di gravidanza nei primi mesi di gestazione.

Tra dissensi, convinzioni etiche e dichiarazioni di inammissibilità la legge ha attraversato un trentennio lasciando ai medici la libertà di scegliere di praticare o meno l’aborto. Oggi, però, la situazione è divenuta pesante: le associazioni a tutela della salute delle donne denunciano che in tutta Italia sono oramai ‘rari’ i medici non obiettori di coscienza. La situazione non varia di molto nella nostra zona.

Nel brindisino il servizio sanitario pubblico consente la pratica dell’aborto solo in due ospedali, quello di Ostuni e il ‘Perrino’ di Brindisi; in entrambi i casi, però, non è impresa facile trovare la disponibilità dell’unico ginecologo non obiettore di coscienza. Idem al ‘SS. Annunziata” di Taranto.

Più facile abortire, invece, nella provincia di Lecce dove sono disponibili ben quattro ospedali a Lecce, Gallipoli, Casa­rano e Poggiardo con un totale di nove medici non obiettori al servizio delle pazienti.

A fronte della ‘moria’ di medici non obiettori, però, si registrano effetti differenti sul numero degli aborti praticati nell’ul­timo biennio. Se tra Brindisi e Taranto si registra un discreto calo, a Lecce la risposta è inversamente proporzionale. Nell’ultimo anno, infatti, si è raggiunta quota 1.456 con un aumento di oltre il 30% confronto ai 1.090 del 2011. Tra gli svariati metodi abortivi, a spuntarla la ‘pratica’ pillola RU-486 da somministrare entro la settima settimana.

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