Pubblicato in: Sab, Lug 4th, 2015

Ufficio Catechistico/Formare Servitori del Vangelo

Un gruppo di Leccesi guidati da Don Carlo Calvaruso.

Convegno

La Conferenza Episco­pale Italiana Ufficio Catechistico Naziona­le, in collaborazione con l’Università Pon­tificia Salesiana, ha organizzato il III Percorso formativo per collaboratori della catechesi diocesana a Salerno dal 26 al 28 giugno 2015. Formare Servi­tori del Vangelo: questo il tema dell’incontro. “La catechesi costituisce, certamente, una pe­renne e insieme fondamentale forma di attività della Chiesa, in cui si manifesta il suo ca­risma profetico” (Redemptor Hominis, 19). La formazione diventa, di con­seguenza, ‘elemento decisivo’ nell’evangelizzazione e nella catechesi; la comunità cristiana considera perciò, quale compito prioritario, la preparazione e formazione dei catechisti. “La capacità evangelizzatrice delle nostre comunità dipende in buona misura dal servizio dei catechisti; di qui l’importanza, l’urgenza e, al tempo stesso, la delicatezza nella scelta di un percorso formativo adeguato” (Incontriamo Gesù, 79). Il percorso di formazione di Salerno, articolato nelle due se­zioni della Formazione e Cate­chesi per le persone disabili, ha consentito all’équipe dell’Uffi­cio Catechistico della Diocesi di Lecce, diretto da don Carlo Calvaruso, di attingere alla competenza di formatori quali padre Miguel Lopez Varela e don Salvatore Soreca. Lo stile laboratoriale, utilizzato nel corso, ha rappresentato una fonte di arricchimento meto­dologico per i partecipanti pro­venienti dall’intero territorio nazionale.

S

La direzione forma­tiva impressa al corso ha, però, inteso stimolare non semplice­mente un nuovo metodo di for­mazione, ma un nuovo metodo di ‘fare’ formazione. Partendo dalla rielaborazione dell’espe­rienza personale, il catechista ha il compito di tradurla in processi che rivisitino gli sche­mi di riferimento originali. Le profonde trasformazioni della contemporaneità interpellano il catechista ad acquisire maggio­ri competenze, per relazionarsi più efficacemente con giovani e famiglie. Diventa fondamentale, allora, penetrare le nuove prospettive nella dimensione della fede. Secondo il modello di appren­dimento trasformativo (Jack Mezirow, Apprendimento e tra­sformazione, Cortina 2003) l’e­sperienza formativa attiva di­namiche di evoluzione di signi­ficati La consapevolezza delle resistenze al cambiamento, come primo step di riflessione personale e di gruppo, conduce all’approfondimento dei propri schemi di significato secondo codici percettivi e concettuali. Individuandone gli elementi fondanti, si può pervenire ad una trasformazione di prospetti­va: cioè a nuove mentalità. Queste consentiranno di entrare più intimamente in dialogo con l’altro: dal modello dialogale Trinitario alle ‘comunità di pratica’. La formazione, allora, si trasforma da informazione a cambiamento di prospettiva; questo permetterà di penetrare la mentalità di fede in un’ottica di maggiore aderenza ai tempi e ai linguaggi che evolvono. Oggi al termine ‘catechesi’ si sta sostituendo quello di ‘evangelizzazione’, proprio per evidenziare che vi è una ne­cessità di inculturazione della fede, non più di trasmissione: ‘essere’ catechista, quindi, prima che ‘fare’ il catechista, secondo il modello pedagogico di Cristo. Dall’esperienza cristiana, allo­ra, capace di far emergere tutta la verità dell’essere umano, prende avvio la ricerca di nuovi stili catechistici, che si giocano sul terreno della motivazione e della condivisione. Solo così si può innestare la “conversione pastorale” auspicata da Papa Francesco.

Giuseppina Capozzi

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