Ufficio Catechistico/Formare Servitori del Vangelo
Un gruppo di Leccesi guidati da Don Carlo Calvaruso.
La Conferenza Episcopale Italiana Ufficio Catechistico Nazionale, in collaborazione con l’Università Pontificia Salesiana, ha organizzato il III Percorso formativo per collaboratori della catechesi diocesana a Salerno dal 26 al 28 giugno 2015. Formare Servitori del Vangelo: questo il tema dell’incontro. “La catechesi costituisce, certamente, una perenne e insieme fondamentale forma di attività della Chiesa, in cui si manifesta il suo carisma profetico” (Redemptor Hominis, 19). La formazione diventa, di conseguenza, ‘elemento decisivo’ nell’evangelizzazione e nella catechesi; la comunità cristiana considera perciò, quale compito prioritario, la preparazione e formazione dei catechisti. “La capacità evangelizzatrice delle nostre comunità dipende in buona misura dal servizio dei catechisti; di qui l’importanza, l’urgenza e, al tempo stesso, la delicatezza nella scelta di un percorso formativo adeguato” (Incontriamo Gesù, 79). Il percorso di formazione di Salerno, articolato nelle due sezioni della Formazione e Catechesi per le persone disabili, ha consentito all’équipe dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Lecce, diretto da don Carlo Calvaruso, di attingere alla competenza di formatori quali padre Miguel Lopez Varela e don Salvatore Soreca. Lo stile laboratoriale, utilizzato nel corso, ha rappresentato una fonte di arricchimento metodologico per i partecipanti provenienti dall’intero territorio nazionale.
La direzione formativa impressa al corso ha, però, inteso stimolare non semplicemente un nuovo metodo di formazione, ma un nuovo metodo di ‘fare’ formazione. Partendo dalla rielaborazione dell’esperienza personale, il catechista ha il compito di tradurla in processi che rivisitino gli schemi di riferimento originali. Le profonde trasformazioni della contemporaneità interpellano il catechista ad acquisire maggiori competenze, per relazionarsi più efficacemente con giovani e famiglie. Diventa fondamentale, allora, penetrare le nuove prospettive nella dimensione della fede. Secondo il modello di apprendimento trasformativo (Jack Mezirow, Apprendimento e trasformazione, Cortina 2003) l’esperienza formativa attiva dinamiche di evoluzione di significati La consapevolezza delle resistenze al cambiamento, come primo step di riflessione personale e di gruppo, conduce all’approfondimento dei propri schemi di significato secondo codici percettivi e concettuali. Individuandone gli elementi fondanti, si può pervenire ad una trasformazione di prospettiva: cioè a nuove mentalità. Queste consentiranno di entrare più intimamente in dialogo con l’altro: dal modello dialogale Trinitario alle ‘comunità di pratica’. La formazione, allora, si trasforma da informazione a cambiamento di prospettiva; questo permetterà di penetrare la mentalità di fede in un’ottica di maggiore aderenza ai tempi e ai linguaggi che evolvono. Oggi al termine ‘catechesi’ si sta sostituendo quello di ‘evangelizzazione’, proprio per evidenziare che vi è una necessità di inculturazione della fede, non più di trasmissione: ‘essere’ catechista, quindi, prima che ‘fare’ il catechista, secondo il modello pedagogico di Cristo. Dall’esperienza cristiana, allora, capace di far emergere tutta la verità dell’essere umano, prende avvio la ricerca di nuovi stili catechistici, che si giocano sul terreno della motivazione e della condivisione. Solo così si può innestare la “conversione pastorale” auspicata da Papa Francesco.
Giuseppina Capozzi

















