Pubblicato in: Dom, Dic 16th, 2012

Ugo e Iolanda, senza casa…con tanta voglia di dignità e riscatto sociale

La situazione dei due coniugi leccesi che negli ultimi giorni ha occupato le pagine dei giornali locali: i bisogni tra diritti e doveri.  

Ritratto di una realtà divisa tra la “Lecce bene” e la miseria che, in silenzio, si lascia vivere ai margini della città.  

A due passi da una delle vie più traffica­te di Lecce, mobili addossati alle mura una vecchia casa, suppellettili sull’a­sfalto e un fiorino bianco fermo sul ciglio della strada raccontano la storia di due coniugi rimasti senza un tetto sulla testa, vit­time di una delle piaghe sociali più drammatiche: lo sfratto.

È questo il ritratto di una realtà divisa tra la “Lecce bene” e la miseria che, silente, si lascia vivere ai margini della città. Si tratta di situazioni spesso lontane da quanto l’immaginario comune possa attribuire al senso di bisogno, povertà, ingiu­stizia sociale. Si tratta di gente cui la crisi ha strap­pato persino il coraggio di chiedere aiuto.

Eppure, di storie come quella di Ugo e Iolanda ce ne sono tante, storie in cui l’eterno tiro alla fune tra doveri e diritti del cittadino viene intervallato da bisogni individuali che spingono verso situazio­ni di abusivismo. Ma non tocca a noi, scendere a fondo tra dettagli di vite che non ci appartengono, arrogarci il diritto di giudicare.

A noi non rimane che porgere loro una mano, preoccupandoci solo di bilanciare humana pietas e recta ratio, coscienti del fatto che se compito della società civile è soc­correre chi ha bisogno, è altrettanto vero che ad ogni abuso corrisponde inevitabilmente un diritto negato. 

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