Umanità oltre la pena/Un monito per ‘quelli di fuori’ nella Giornata del Carcerato: “Non spegnere mai la luce”
Spiragli di Speranza/Anche l’Arcivescovo per celebrare con i detenuti di Borgo San Nicola una giornata per riflettere.
La Giornata del Carcerato ritorna puntuale nella prima domenica di marzo, per noi della Pastorale Carceraria e della Chiesa di Lecce, come momento di preghiera e di sensibilizzazione al problema dei carcerati. Nell’Anno della Fede abbiamo scelto come tema “non spegnere la luce” ed è un monito per “quelli di fuori” a non mortificare attese e speranze di chi ha già pagato il suo debito con la giustizia e timidamente si riaffaccia alla società. Forse questa non lo ha preso nella dovuta considerazione durante la detenzione e ora lo ha marchiato per sempre.
La luce di una speranza, di una ripresa, di una riconsiderazione è frutto di quella Risurrezione che solo Cristo può portare al mondo perché Lui è il Risorto; la novità della vita resta prerogativa cristiana a cui attingere per un futuro diverso. Rimanere nel chiuso delle proprie paure e del proprio egoismo significa spegnere la luce! Il carcerato, di per sé, non vuole vedere “il sole a scacchi” e il suo più grande anelito è la riconquista di quella libertà che, spesso per colpa propria, ha perduto.
Quanto sarebbe bello se tutta la società contribuisse al reinserimento dell’ ex, dandogli una serena fiducia nell’aiuto e nella comprensione di chi, forse farisaicamente, si ritiene a posto. Noi abbiamo pregato in modo particolare in questa giornata, accompagnati anche dal nostro Arcivescovo, perché il Signore guidi il cuore di tutti a tenere sempre viva la fiamma della fede per illuminare tante situazioni di buio.















