Un nuovo patto di solidarietà per sostenere i più deboli
È aperto il dibattito dopo il Messaggio del Vescovo al termine della Processione.
PARLANO I PROTAGONISTI…
UNA BOCCATA D’OSSIGENO PER RILANCIARE L’OCCUPAZIONE
L’Arcivescovo, in occasione dei festeggiamenti dei SS. Patroni cittadini, ha invitato ancora una volta a riappropriarsi “del senso religioso” della ricorrenza, ormai “perdutosi a fronte di luminarie e aspetti ludici troppo ridondanti”. Lo scorso 28 agosto il “Quotidiano di Puglia – Lecce” ha pubblicato un’intervista di Francesca Sozzo a mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, dal titolo perentorio “Serve una festa più povera. E faremo credito ai giovani”. Il suo messaggio, tra l’altro, ineriva alla novità del microcredito promossa dalla Chiesa leccese. Infatti, essa ha intrapreso innumerevoli iniziative caritative a sostegno e ausilio di chi ha bisogno come le “mense”, la “Casa della Carità”, l’istituzione “Migrantes” e ora quella del microcredito, operativo da ottobre.
È un modo per rilanciare l’occupazione, contrastare il fenomeno migratorio dei giovani e aiutare quanti desiderino avviare attività imprenditoriali o artigianali, ma non dispongono dei mezzi. Si tratta di fare “una convenzione con le banche” che daranno il credito a interessi nulli e possibile rateizzazione da 1 a 3 anni. Dice il presule: “Noi daremo una somma e la banca raddoppierà”. Se qualcuno non riesce a pagare, sarà la Chiesa a chiudere il credito con la banca. Chiunque può supportare l’iniziativa, recando la propria offerta alla Caritas per il microcredito.
Infatti, i soldi deriveranno dalle “piccole rinunce” nelle parrocchie, da qualche istituzione che liberamente vorrà contribuire e ricusando gli aspetti sfavillanti della festa Patronale. Il monito dell’Arcivescovo induce a riflettere. A tale proposito alcuni commercianti, pur considerando l’idea del microcredito positiva, ne prevedono improbabile l’attuazione a interessi nulli, pensando che qualche turlupinatore potrebbe intascare il denaro e, dichiarando il fallimento, non restituire l’importo.
È, comunque, confortante che D’Ambrosio abbia invitato in un recente incontro con Confindustria a “essere più caritatevoli e meno egoisti”, rammentando come con l’8 per mille e i proventi del “Progetto Policoro” la Chiesa riesca ad aiutare i bisognosi. È giusto, inoltre, non dimenticare che il Papa ha introdotto leggi più rigide per punire gli illeciti amministrativi e finanziari anche in ogni ente dipendente dalla S. Sede, tutto all’insegna della trasparenza e onestà. Per gli esercenti della salumeria di Lecce “Francesca Rosato” il microcredito è un buon sistema per rilanciare l’occupazione, sapendo che il Pontefice ha asserito come la “cultura del benessere ci fa vivere in bolle di sapone e porta alla globalizzazione dell’indifferenza”.
“L’iniziativa del microcredito – dice Lory Larva, divulgatrice scientifica di Telerama – è straordinaria, ma sembra assurdo il prestito del denaro a interessi nulli. È bellissimo che la Chiesa si faccia garante, perché in questo momento di empasse soprattutto per gli imprenditori e per i giovani, è una risposta forte ai poteri che “dicono, ma non fanno”. “Ma – prosegue – le banche offrono prestiti ad interesse agevolato, il 2-3%, e credo poco al tasso zero. Questo microcredito è fonte per molti disperati, a livello psicologico è una panacea. E, se è lapalissiano da un recente studio che dall’8xmille molti milioni sono rimasti inutilizzati, quanti presentando domanda non scambieranno la Chiesa per una banca?”.
All’imprenditore di Lecce Fernando Pedone sembra abbastanza buona l’iniziativa del microcredito “per valorizzare i giovani talenti che si vogliono affacciare al mondo del lavoro. Con la crisi che ci attanaglia, essa apre un piccolo spiraglio a chi ha buona volontà di creare, fare l’imprenditore. Offre opportunità per tutti, fa crescere la domanda e avvantaggia anche aziende avviate da tempo o comunque già note”. La promozione dello sviluppo umano integrale sul piano materiale e morale richiede una profonda riflessione sulla vocazione nei settori economico finanziari e sulla corrispondenza al fine ultimo della realizzazione del bene comune.
Pur tuttavia, secondo il punto di vista dei commercianti, non è giusto limitare la festa a svantaggio di chi ne può trarre un utile economico. Anche per la dott.ssa Lory Larva, sobrietà sì, ma fino ad un certo punto, perché sul mercato bisogna saper attrarre. “È un circolo vizioso, non virtuoso – sostiene – in quanto occorre dare pane anche ai negozianti che in quei tre giorni di agosto lucrano.
La crisi morde la cinghia a tutti. Intanto, rileva che non si è recuperata la dimensione spirituale della festa. “L’Arcivescovo ha detto giustamente che la processione patronale non è sentita, è solo vista, non è seguita. Tra due ali di folla la gente la vede scorrere, ma non c’è quel sentimento di tradizione popolare di un tempo. Ad ogni modo, l’effetto benefico dell’esempio del Papa, che sta avvicinando tante persone, si sta riversando come una nuvola venuta dal cielo, perché la gente ha bisogno di vero contatto con la Chiesa e anche mons. D’Ambrosio non ha lesinato premure verso i malati, i bambini e i bisognosi”. Insomma, se da taluna parte ci si proietta al futuro con innegabile scetticismo all’opposta sponda si guarda l’orizzonte con fiduciosa speranza. Al di sopra di tutto risplende l’operosa carità e generosità dei credenti.
Sonia Marulli
















