Pubblicato in: Mer, Set 4th, 2013

Un nuovo patto di solidarietà per sostenere i più deboli

È aperto il dibattito dopo il Messaggio del Vescovo al termine della Processione.

PARLANO I PROTAGONISTI…

UNA BOCCATA D’OSSIGENO PER RILANCIARE L’OCCUPAZIONE 

L’Arcivescovo, in occasione dei festeggiamenti dei SS. Patroni citta­dini, ha invitato ancora una volta a riappropriarsi “del senso religioso” della ricorrenza, ormai “perduto­si a fronte di luminarie e aspetti ludici troppo ridondanti”. Lo scorso 28 agosto il “Quotidiano di Puglia – Lecce” ha pubblicato un’intervista di Francesca Sozzo a mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, dal titolo perentorio “Serve una festa più povera. E faremo credito ai giovani”. Il suo messaggio, tra l’altro, ineriva alla novità del microcredito promossa dalla Chiesa lec­cese. Infatti, essa ha intrapreso innumerevoli iniziative caritative a sostegno e ausilio di chi ha bisogno come le “mense”, la “Casa della Carità”, l’istituzione “Migrantes” e ora quella del microcredito, operativo da ottobre.

È un modo per rilanciare l’occupazione, contrastare il fenomeno migratorio dei giovani e aiutare quanti desiderino avviare attività imprenditoriali o arti­gianali, ma non dispongono dei mezzi. Si tratta di fare “una convenzione con le banche” che daranno il credito a interessi nulli e possibile rateizzazione da 1 a 3 anni. Dice il presule: “Noi daremo una somma e la banca raddoppierà”. Se qualcuno non riesce a pagare, sarà la Chiesa a chiudere il credito con la banca. Chiunque può supportare l’iniziativa, recando la propria offerta alla Caritas per il microcredito.

Infatti, i soldi deriveranno dalle “piccole rinunce” nelle par­rocchie, da qualche istituzione che liberamente vorrà contribuire e ricusando gli aspetti sfavil­lanti della festa Patronale. Il monito dell’Ar­civescovo induce a riflettere. A tale proposito alcuni commercianti, pur considerando l’idea del microcredito positiva, ne prevedono improbabile l’attuazione a interessi nulli, pensando che qual­che turlupinatore potrebbe intascare il denaro e, dichiarando il fallimento, non restituire l’impor­to.

È, comunque, confortante che D’Am­brosio abbia invitato in un recente incontro con Confindustria a “essere più caritatevoli e meno egoisti”, rammentando come con l’8 per mille e i proventi del “Progetto Policoro” la Chiesa riesca ad aiutare i bisognosi. È giusto, inoltre, non dimenticare che il Papa ha introdotto leggi più rigide per punire gli illeciti amministrativi e finanziari anche in ogni ente dipendente dalla S. Sede, tutto all’insegna della trasparenza e onestà. Per gli esercenti della salumeria di Lecce “Francesca Rosato” il microcredito è un buon sistema per rilanciare l’occupazione, sapendo che il Pontefice ha asserito come la “cultura del benessere ci fa vivere in bolle di sapone e porta alla globalizzazione dell’indifferenza”.

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“L’i­niziativa del microcredito – dice Lory Larva, divulgatrice scientifica di Telerama – è straordi­naria, ma sembra assurdo il prestito del denaro a interessi nulli. È bellissimo che la Chiesa si faccia garante, perché in questo momento di empasse soprattutto per gli imprenditori e per i giovani, è una risposta forte ai poteri che “dico­no, ma non fanno”. “Ma – prosegue – le banche offrono prestiti ad interesse agevolato, il 2-3%, e credo poco al tasso zero. Questo microcredito è fonte per molti disperati, a livello psicologico è una panacea. E, se è lapalissiano da un recente studio che dall’8xmille molti milioni sono rimasti inutilizzati, quanti presentando domanda non scambieranno la Chiesa per una banca?”.

All’im­prenditore di Lecce Fernando Pedone sembra abbastanza buona l’iniziativa del microcredito “per valorizzare i giovani talenti che si vogliono affacciare al mondo del lavoro. Con la crisi che ci attanaglia, essa apre un piccolo spiraglio a chi ha buona volontà di creare, fare l’imprenditore. Offre opportunità per tutti, fa crescere la domanda e avvantaggia anche aziende avviate da tempo o comunque già note”. La promozione dello svilup­po umano integrale sul piano materiale e morale richiede una profonda riflessione sulla vocazione nei settori economico finanziari e sulla corrispon­denza al fine ultimo della realizzazione del bene comune.

Pur tuttavia, secondo il punto di vista dei commercianti, non è giusto limitare la festa a svantaggio di chi ne può trarre un utile econo­mico. Anche per la dott.ssa Lory Larva, sobrietà sì, ma fino ad un certo punto, perché sul mercato bisogna saper attrarre. “È un circolo vizioso, non virtuoso – sostiene – in quanto occorre dare pane anche ai negozianti che in quei tre giorni di agosto lucrano.

La crisi morde la cinghia a tutti. Intanto, rileva che non si è recuperata la dimen­sione spirituale della festa. “L’Arcivescovo ha detto giustamente che la processione patronale non è sentita, è solo vista, non è seguita. Tra due ali di folla la gente la vede scorrere, ma non c’è quel sentimento di tradizione popolare di un tem­po. Ad ogni modo, l’effetto benefico dell’esem­pio del Papa, che sta avvicinando tante persone, si sta riversando come una nuvola venuta dal cielo, perché la gente ha bisogno di vero contatto con la Chiesa e anche mons. D’Ambrosio non ha lesinato premure verso i malati, i bambini e i bisognosi”. Insomma, se da taluna parte ci si pro­ietta al futuro con innegabile scetticismo all’op­posta sponda si guarda l’orizzonte con fiduciosa speranza. Al di sopra di tutto risplende l’operosa carità e generosità dei credenti.

 Sonia Marulli

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