Un secolo di vita/I coriandoli di Nonna Neni
Maria Angela Sparascio/Un’altra leccese ha varcato la soglia dei Cento Anni.
Nelle grandi e rugose mani non ha più filo e uncinetto, ma le basta una copertina per viaggiare con la mente e riprodurre piccole opere d’arte.
Così un nuovo anno si è concluso, portando con sé dolori, crisi, delusioni, ma anche tanti motivi di gioia e di condivisione, come quello che ha visto un rione leccese riunirsi attorno ad una piccola grande donna il giorno del suo centesimo compleanno.
Il 29 dicembre Maria Angela Sparascio, detta Neni, ha varcato la soglia di un secolo di vita, restando fedele alla longevità che ha sempre caratterizzato la sua famiglia. Una donna d’altri tempi, una figura minuta e consunta dagli anni, ma che dall’ossatura robusta lascia trapelare la forza fisica e quella interiore che l’hanno resa una quercia dinanzi allo svolgersi di tanti eventi, lieti e tragici che fossero.
I familiari, anche e ancor più durante la giornata del 29 dicembre, hanno scaldato il suo cuore con il loro affetto: quattro generazioni di parenti si sono strette attorno all’altare in occasione della Messa di ringraziamento per il dono di “nonna Angela” che il parroco del quartiere, don Giovanni Serio, ha celebrato a casa.
Proprio come un albero secolare, dal tronco ben saldo, è vista dalle persone che la conoscono da tanti anni, seppure adesso che i lineamenti spigolosi del viso e lo sguardo rigido abbiano lasciato il posto ad un più innocente e beato sorriso. Chissà con quali occhi e quali pensieri nonna Angela guarda il mondo, ora che vive in un universo che conosce solo lei, e che nel naturale ciclo evolutivo della vita è divenuta, come nel racconto “Il curioso caso di Benjamin Button”, poco più che una bambina con il corpo da anziana.
Animata dal pascoliano fanciullino, si stupisce osservando le foglie che ondeggiano sulla cima degli alberi, si cimenta nella stesura di lettere che sembrano pagine di diario scritte da chi si sta appena approcciando con il mondo dell’alfabeto. E passa molte ore della giornata a ricavare coriandoli da riviste di moda, a contare ciò che la circonda e svolgere con la stessa instancabile passione l’attività cui ha dedicato forse gran parte della sua vita: il ricamo.
Nelle grandi e rugose mani non ha più filo e uncinetto, ma le basta una copertina per viaggiare con la mente e riprodurre meccanicamente gli stessi movimenti con cui negli anni ha creato tovaglie, centrini e decorato stoffe di ogni tipo, con una precisione e una verosimiglianza che nemmeno il miglior attore di teatro saprebbe eguagliare.
È il mistero della mente umana, che compie percorsi a noi sconosciuti e sembra talvolta vivere di vita propria rispetto ad un corpo che non sempre risponde ai comandi della razionalità.
Proprio Pascoli ha tentato poeticamente di dare una risposta a questo inspiegabile fenomeno. “Non l’età grave impedisce di udire la vocina del bimbo interiore, anzi invita forse e aiuta, mancando l’altro chiasso intorno, ad ascoltarla nella penombra dell’anima. E se gli occhi con cui si mira fuor di noi, non vedono più, ebbene il vecchio vede allora soltanto con quelli occhioni che son dentro di lui, e non ha avanti sé altro che la visione che ebbe da fanciullo e che hanno per solito tutti i fanciulli”.
Grazia Pia Licheri















