Una ragazza speciale/Monica, amore senza confini
I temi della natura, delle memorie e delle persone più care in un suo singolare libro.
Non vi scandalizzi, proprio nel leggere le prime parole, l’incedere tortuoso, farraginoso, non proprio “corretto” dal punto di vista grammaticale, ortografico, sintattico, di punteggiatura dei brani che si susseguono senza ordine cronologico e spesso senza una datazione precisa. La bellezza della presente silloge non consiste nell’architettura della stessa, nella purezza della lingua, nella chiarezza espressiva, nell’armoniosità nelle clausole ritmiche, insomma nella “concinnitas” e nel “numerus ciceroniani”, bensì nella pregnanza di sentimenti profondi e intimi in essa espressi e propri di un cuore palpitante, vivo anche se in un corpo esteticamente non proprio perfetto. (Monica Giannelli, l’autrice appunto, è una ragazza down, affetta pertanto da una malattia, purtroppo piuttosto frequente che comporta complessa malformazione somatica dovuta alla presenza del cromosoma Trisomia 21). Ed ecco puntuale il sentimento dell’Amore, non solo dell’amore con la lettera maiuscola, ma dell’amore scolpito con lettere cubitali, amore universale per esseri animati e cose in genere, amore per il Creatore, Creato e creature. Accanto a questa tematica estroversa e variopinta che ha come oggetto fatti e persone, soprattutto le più care ( papà, mamma, fratelli, Antonio, Giorgio), troviamo il tema dell’amicizia vera, viscerale, sincera e duratura (a Patrizia, Enzo, Francesca, Maria Antonietta) che non esclude la commossa simpatia per i piccoli (Marta, Sara) e addirittura per gli animali, cari compagni dell’uomo (al mio piccolo micio). Il tema della natura, anche se non ha nulla di pittoresco e colorito è vissuto intensamente ed è profondamente legato a quello delle memorie. L’anima della giovane innamorata della vita e così piena di speranze, tuttavia spesso appare adombrata da qualcosa di inappagato, di qualcosa che è perito per sempre.
Ottimismo – pessimismo, stati d’animo altalenanti, umori cangianti, ma tanta sincerità anche quando il tono, il calore, l’umore, i sentimenti stessi possono apparire contrastanti con quelli espressi nella pagina precedente. Mai invidia, sempre ammirazione, stupore per cose belle e grandi, gioia di vivere (pag. 55 Vivere) anche se la chiusa (pag. 79) nella quale invoca la morte fa pensare il contrario. Si tratta invece di amore per chi per lei soffre e pensa che la sua morte segnerà la fine delle sofferenze sue e altrui. Amore e immolazione insieme. Catarsi, infine, come processo che libera da esperienze traumatizzanti e situazioni spirituali conflittuali. Il titolo “Senza confini” sta proprio ad indicare con autocritica coscienziosa i limiti “illimitati”, “senza confini” appunto della raccolta. Lontanissima ogni intenzione letteraria o pretesa artistica anche se qua e là affiora qualche spunto in cui la giovane azzarda inconsapevolmente per sé titoli che non le si addicono certamente. Nonostante tutto, comunque, le pagine hanno una bellezza insolita, un fascino e una suggestione particolare che altre pagine di altri autori non hanno.
IL COMPLEANNO DEL 1999
“Sono arrivata ho trovato tutti i miei amici e amiche mi hanno dato tutti insieme gli auguri di buon compleanno. Sono rimasta di stucco, sono rimasta incantata di fronte a loro scendevano le mie lacrime dai miei occhi, di fronte vedendo i miei amici e amiche del cuore adesso mi hanno dato tutti insieme gli auguri di buon compleanno, tutti insieme mi hanno dato i regali stupendi.
Da tutti ho accettato e tutti i miei amici e le mie amiche mi hanno fatto il tifo per tutta la serata del mio compleanno, ci siamo messi a sedere per mangiare e chiacchierare io le stavo vicino seduta per darmi coraggio e forza per affrontare la realtà della vita di un campo c’erano quasi tutti gli altri io non sapevo niente della festa a sorpresa che mi aveva fatto mio padre io vicino ancora a lui per affrontarmi con lui poi alla fine è arrivata la torta e gli ho dato un morso non immaginavo a vedere tutta questa gente quanto amore mi ha dato alla mia festa”.
GRAZIE ALLA MIA FAMIGLIA
“Alla mia famiglia tutta riunita voglio dire grazie davvero di cuore perché mi avete dato tanta dolcezza e tenerezza e tanto amore. Famiglia quanto vi voglio bene io non vedo l’ora di vedervi per dirvi quanto bene vi voglio un mondo di immensità di felicità e spero che la mia pazienza ha un limite famiglia resterò per sempre nel vostro cuore famiglia siete solo voi la mia famiglia.
Siete solo voi la mia vita intera famiglia spero che queste parole siano di buon auspicio per voi non voglio che voi vi preoccupiate per me io sarò felicissima del mio lavoro scrittrice vi raccomando se mancherò io nella famiglia i guai ce li avete voi e dovete affrontare da solo vi voglio tutti bene”.
IL PROFILO/GIORNATE INTENSE E PIENE DI VITA
Mi chiamo Monica Giannelli, sono nata l’8 agosto del 1977 a Manerbio provincia di Brescia dove ho vissuto per due anni. Nel 1979 mio padre decise di ritornare a Racale paese nativo dei miei genitori. Ho fatto tutte le scuole obbligatorie fino alla terza media poi ho finito la terza media. Ho inziato a fare un corso di videoscrittura, un corso di computer a Casarano. Dopo di aver finito il corso mio padre mi ha scritta subito a una associazione delle perso- ne down sempre nella provincia di Lecce e una associazione delle persone down sede a Nardò faccio di tutto in generale non posso scrivere tanto. Poi ho fatto a 4-5 com- medie sempre della associazione dove faccio parte. Poi ho fatto parte a un teatro insieme a una commedia Chiù niuru te cusi nu putia vanire con l’insegnante di Franco Manni, un mio carissimo parente. Mi piace moltissimo leggere nelle sante messe le letture, o già letto tantissime volte. Infine sto andando al campo scuola con la mia associazione e sto partendo lunedì mat- tina a parto Cesario ho tantissime amiche.
Ho perso il conto delle mie amatissime amiche. Poi ho lavorato nel negozio di profumeria che si chiama Beautyline che sta di fronte casa mia. Ho fatto la commessa fino a qual- che anno fa Poi ho smesso e poi mio fratello lo a voluto lui l’azienda famigliare e diventato il padrone si chiama Daniele ho una meravigliosa cognata che si chiama Milena che vado molto d’accordo con lei mi piace moltissimo come cognata. Ho una sorella che si chiama Cinzia e una fisioterapista lavora con il metodo Meserier. E a uno studio in città Brescia città. Mi piace moltissimo viaggiare mi piace moltissimo andare da mia sorella Cinzia. Ho un principe azzurro come cognato che si chiama Domenico Gandini e lavora anche lui al computer fa il commercialista e mia sorella sgobba come terapista poveraccia la mia gioia. Ho due signorine di nipotone la grande si chiama Sara ha 19 anni, la seconda si chiama Marta che a 15 anni. Ecco la mia ricchezza cose veramente. (M. G.)
Pagine a cura di Giuseppe Troisi





















