Pubblicato in: Sab, Ago 31st, 2013

Unisalento “getta” le reti anti-meduse

GLI ESEMPLARI DEI NOSTRI MARI 

Negli ultimi anni, lungo i 300 chilometri di coste salentine, si è assistito a quella che oramai ha preso le dimensioni di una vera e propria invasione di meduse. Forme, colori e dimensioni scandiscono le innumerevoli sfumature di un mondo che solo in pochi indagano. Tuttavia, per i non addetti ai lavori, l’unica clas­sificazione verso cui si presta attenzione rimane quella tra specie innocue e quelle pericolose per l’uomo. Di seguito, una brevissi­mo elenco degli esemplari di frequente avvistati nel Salento.

SPECIE INNOCUE

VELELLA 

velella

“Definita anche “barchetta di San Pietro” è comune nel Mediterraneo. Può formare sciami lunghi chilome­tri, ma è innocua. 

COTYLORHIZA

Cotyloriza

È tra le meduse più belle che popo­lano il Mediterraneo. L’ombrello può raggiungere dimensioni di 30 cm, ma i cortissimi tentacoli la rendono inoffensiva.

SPECIE URTICANTI

PELAGIA

Pelagia

Dal 2003 la sua presenza è costante nel bacino occidentale ed è respon­sabile del 90% delle punture nei nostri mari. L’ombrello misura 10-15 cm con otto lunghi tentacoli che pos­sono raggiungere anche i 10 metri; grazie alle otto lunghe braccia che si diramano dalla bocca mangia uova e larve di pesci con un devastante impatto sul mercato ittico.

CHRYSAORA

Crysaora

Simile alla Pelagia ma meno urti­cante. L’ombrello può raggiungere i 30 cm di diametro. Vive in Atlantico quasi sempre isolata, ma di fre­quente è stata avvistata anche nel Mediterraneo e nell’alto Adriatico.

PHYSALIA

Physalia

Chiamata anche “caravella porto­ghese”, ha misure limitate (può mi­surare poco più di 15cm) ma i suoi tentacoli, sottili e numerosissimi, possono raggiungere diversi metri. Si trova nei mari tropicali e sub-tro­picali di tutto il mondo, ma di recente è stata avvistata nel Mediterraneo, Sardegna, Corsica, Spagna e a Malta. È velenosa e chi viene colpito avverte una fortissima scarica.

Pagine a cura di Serena Carbone

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