Unisalento “getta” le reti anti-meduse
GLI ESEMPLARI DEI NOSTRI MARI
Negli ultimi anni, lungo i 300 chilometri di coste salentine, si è assistito a quella che oramai ha preso le dimensioni di una vera e propria invasione di meduse. Forme, colori e dimensioni scandiscono le innumerevoli sfumature di un mondo che solo in pochi indagano. Tuttavia, per i non addetti ai lavori, l’unica classificazione verso cui si presta attenzione rimane quella tra specie innocue e quelle pericolose per l’uomo. Di seguito, una brevissimo elenco degli esemplari di frequente avvistati nel Salento.
SPECIE INNOCUE
VELELLA
“Definita anche “barchetta di San Pietro” è comune nel Mediterraneo. Può formare sciami lunghi chilometri, ma è innocua.
COTYLORHIZA
È tra le meduse più belle che popolano il Mediterraneo. L’ombrello può raggiungere dimensioni di 30 cm, ma i cortissimi tentacoli la rendono inoffensiva.
SPECIE URTICANTI
PELAGIA
Dal 2003 la sua presenza è costante nel bacino occidentale ed è responsabile del 90% delle punture nei nostri mari. L’ombrello misura 10-15 cm con otto lunghi tentacoli che possono raggiungere anche i 10 metri; grazie alle otto lunghe braccia che si diramano dalla bocca mangia uova e larve di pesci con un devastante impatto sul mercato ittico.
CHRYSAORA
Simile alla Pelagia ma meno urticante. L’ombrello può raggiungere i 30 cm di diametro. Vive in Atlantico quasi sempre isolata, ma di frequente è stata avvistata anche nel Mediterraneo e nell’alto Adriatico.
PHYSALIA
Chiamata anche “caravella portoghese”, ha misure limitate (può misurare poco più di 15cm) ma i suoi tentacoli, sottili e numerosissimi, possono raggiungere diversi metri. Si trova nei mari tropicali e sub-tropicali di tutto il mondo, ma di recente è stata avvistata nel Mediterraneo, Sardegna, Corsica, Spagna e a Malta. È velenosa e chi viene colpito avverte una fortissima scarica.
Pagine a cura di Serena Carbone




















