Verso gli Altari/Don Tonino, il fascino del Profeta
La Testimonianza/Piccinni: Ricchi della Sua Eredità
Il dott. Giancarlo Piccinni, Presidente della Fondazione “Don Tonino Bello” prosegue in una seppur breve ma pregnante intervista rievocando un don Tonino sognatore ma concreto che mai svanì del tutto dalle menti come dai cuori, ravvisando una certa empatica corrispondenza tra la sua visione e quella di Papa Francesco: una Chiesa che stia al passo con i tempi, maggiormente protesa verso gli ultimi e verso i lontani.
A distanza di diversi anni dalla morte don Tonino Bello diventa sempre più significativo, punto di riferimento per le comunità ecclesiali e civili, può offrirci una sua considerazione personale?
Sono passati circa vent’anni dalla morte di don Tonino e in tutto questo tempo Alessano è diventato un luogo in cui tantissima gente proveniente da tutta la Penisola ma non solo è quotidianamente sulle orme di don Tonino ricercando un incontro con Dio, un momento di conversione, un granello di speranza, passando dalla sua tomba, come dalla sua casa, incontrando le persone che lo hanno conosciuto.
La cosa bella è che don Tonino sia da vivo che da morto continua a contagiare le persone e a seminare in termini di comunione e di convivialità. Personalmente auspicherei che, se in questi anni abbiamo fatto memoria di quella che è stata la sua vita e la sua testimonianza, ora dovremmo cominciare a vedere quale è la sua eredità, più volte accennata ma non ancora presa bene in esame, e, ora più che mai, la figura di questo pontefice sembra quasi aiutare la gente nel comprendere questa dolce eredità che don Tonino ha lasciato.
Ravvisa, quindi, una qualche consonanza tra gli insegnamenti di Papa Francesco e quelli di don Tonino?
Ancor di più che una consonanza c’è una notevole empatia nello stile di Papa Francesco e quello di mons. Bello. Non appena giunto, questo pontefice si è subito distinto con alcuni comportamenti che ne hanno delineato lo stile nuovo che personalmente mi ha subito suscitato un’osservazione importante di don Tonino che recita: “Il Vangelo va annunciato dando risalto a quello che è il potere dei segni”.
È questa pertanto anche la scelta del nostro Santo Padre questo continuo voler annunciare il Vangelo con uno stile nuovo, povero, scegliendo anche di avere con sé una croce pastorale in legno d’ulivo, che, seppur indimenticato, riporta certamente alla memoria il caro don Tonino, come pure la scelta di una croce che non fosse d’oro.
Anche lo stile è quello conviviale, questo vivere tra la gente, rievoca quell’insegnamento di don Tonino, secondo cui quel profumo di popolo che il Pastore di Molfetta voleva vivere testimoniando il Vangelo stando fra la gente, un “pastore di strada”, nel senso che costantemente ribadiva l’importanza di uscire dalla cattedrale di pietra per incontrare le cattedrali di carne, praticamente i poveri e tutti gli uomini che popolano le nostre città.
Inoltre, anche il recente viaggio del Papa a Lampedusa fa eco alla scelta di don Tonino di voler spendersi a favore dei poveri di tutto il mondo e da parte di Francesco il ricordare che anche i mercanti di morte gestiscono purtroppo spesso gli eventi biblici e Tonino Bello ricordava appunto che la guerra è solo e soltanto follia, mera scelta di tipo economico.
Tra le testimonianze che lei ha sperimentato in prima persona ve n’è qualcuna che l’ha colpita in modo particolare?
Racconto l’episodio di una donna ricoverata nell’Ospedale di Lecce per un grave linfoma. Un quadro clinico piuttosto chiaro che non ammetteva incertezze. Noi medici eravamo molto scettici, ma ad un certo punto la signora si è risvegliata ed ha riferito di un sogno nel quale è stata raggiunta da don Tonino che le ha chiesto di camminare insieme con lei e questo camminare insieme è un richiamo frequente negli insegnamenti del Servo di Dio.
“Il camminare con Cristo sulle strade del mondo” è una chiara testimonianza che egli ha voluto, insieme al suo popolo percorrere camminando, appunto, insieme al Maestro per le vie del mondo. Vi è anche un libro che sarebbe utile proporre in quest’ottobre missionario… “Ventuno Riflessioni” che fanno riferimento agli Anni Ottanta, pronunciate pubblicamente da Don Tonino ma pubblicate postume, esse ci rivelano l’amore che egli aveva per l’uomo, per il suo gregge e per la Chiesa.
Christian Tarantino

















