Pubblicato in: Ven, Gen 25th, 2013

Vertenze Scuola/Ventimila precari a tempo determinato…potrebbe salvarli la Corte Europea

SENTENZA VINCOLANTE/Uno di loro ha ottenuto dal Giudice del Lavoro di Napoli il rinvio all’Organo Europeo perché si esprima sulla eventuale illegittimità della situazione dal punto di vista delle norme comunitarie.

Potrebbe esserela Cortedi Giustizia Europea a dare una opportunità ai 20mila precari della scuola con contratti a tempo determinato per un periodo superiore a 36 mesi. Nel privato una simile evenienza dà diritto all’assunzione a tempo indeterminato. Nell’intento di veder riconosciuto questo diritto, sostenendo che una prassi diversa è incostituzionale e viola una direttiva comunitaria, in questi anni si sono susseguiti migliaia di ricorsi da parte dei precari.

Uno di loro ha ottenuto dal giudice del lavoro di Napoli il rinvio alla Corte Europea perché questa si esprima sulla eventuale illegittimità della situazione proprio dal punto di vista delle norme comunitarie. La sentenza sarà vincolante per ogni giudice nazionale che, quindi, anche in presenza di una sentenza della Corte di cassazione o della Corte costituzionale italiana, dovrà adeguarsi. La vicenda ha preso il via nel gennaio 2010 quando l’associazione di categoria Anief ha lanciato sulla stampa la campagna

di denuncia di violazione della direttiva comunitaria 1999/70/Ce da parte dello Stato italiano. Secondo la tesi della associazione i 300mila precari utilizzati per coprire incarichi anche su posti vacanti e disponibili dovrebbero essere assegnati in ruolo dopo 36 mesi di servizio, come nel privato. È così che nel 2011 sono partiti i ricorsi per migliaia di precari, ricorsi seriali cui hanno fatto seguito anche quelli di altre organizzazioni sindacali.

Non sono mancate le condanne alle spese e in alcuni – pochi – casi alla stabilizzazione. Tutto questo sino al decreto legge, una norma derogatoria, presentato dal precedente governo, la legge 106 del 2011, che, con efficacia retroattiva, ha escluso i precari della scuola dalla procedura di stabilizzazione. A supporto di questa norma è giunta poi la contestata decisione della Cassazione, espressasi lo scorso giugno, che ha considerato legittimo il continuo ripetersi dei contratti di supplenza ed ha stabilito che non è dovuta alcuna forma di risarcimento e di stabilizzazione.

L’ulteriore ricorso dell’Anief alla Corte di Giustizia dell’Ue ha dato avvio ad altre migliaia di denunce dal contenuto analogo da parte dei precari della scuola. Infine il giudice del lavoro di Napoli ha rimesso gli atti a Strasburgo per un parere sulla legittimità dell’intervento retroattivo e derogatorio del legislatore italiano in tema di stabilizzazione dei precari della scuola. Ora, in caso di censura della norma italiana, ogni giudice del lavoro dovrà adeguarsi e ordinare la stabilizzazione del ricorrente precario oltre a condannare alle spese legali il Miur.

C’è da chiedersi ora cosa succederà, se Strasburgo darà ragione ai ricorrenti. Per certo questi potrebbero chiedere alla Commissione Ue di aprire una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano. è ipotizzabile credibilmente che il prossimo governo ritenga opportuno chiamare al tavolo i sindacati per cercare una soluzione concertata, anche se una simile “stabilizzazione di massa” potrebbe spaventare qualunque esecutivo. Ci sono valutazioni sindacali che sostengono una tesi che

il nuovo esecutivo dovrà verificare: la stabilizzazione – la stima è della Flc Cigl – costituirebbe un risparmio che andrebbe quantificata attorno a un 2,5% su ogni singolo stipendio di un precario divenuto stabile, un risparmio quantificato in un miliardo di euro, poiché tanto si risparmierebbe se si procedesse con le stabilizzazioni al posto delle spese di chiamata dei supplenti.

Ancora una vicenda questa che suggerisce come il nostro Paese sia giunto a un bivio che impone un ripensamento di molti meccanismi che regolano la gestione della cosa pubblica. Una imponente opera di riordino razionalizzazione non sembra, infatti, ulteriormente differibile.

Loredana di Cuonzo

Dirigente Scolastico

 

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