Pubblicato in: Ven, Ago 30th, 2013

“Vescovo Fernando, non sarai solo nella Vigna”

“Comunicare la bellezza, la ve­rità e la bontà di Gesù Risorto… Vengo a voi con animo aperto e disponibile, per vivere con voi l’esaltante avventura della fede e per essere in mezzo a voi ser­vo di unità… Ci attendono mol­ti fratelli che cercano la verità. Non bastano i bei discorsi… Servendo Cristo nel povero, la Chiesa cresce nella carità e nel­la giustizia, cioè nella condivi­sione fraterna ma anche nella lotta contro ogni ingiustizia…” (Saluto alla Chiesa di Nardò- Gallipoli). Quale Chiesa, dun­que, attende il nuovo Vescovo?

Una Chiesa che vuole cammi­nare nella consapevolezza di essere un popolo di pellegrini in cammino verso il regno e non verso il nulla eterno; una Chie­sa che vuole dire a tutti che non siamo zingari sperduti in un uni­verso gelido che si disinteressa di noi (J. Monod); una Chiesa che vuole annunciare la bel­lezza di essere cristiani, figli di Dio, popolo di fratelli e che per questo è consapevole di dover affrontare le tantissime sfide di un mondo secolarizzato, a volte disperato, e che tuttavia lancia segnali di un bisogno profondo di valori alternativi che vanno ben oltre un piatto materialismo che soffoca; una Chiesa che cammina tra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio (S. Agostino); una Chiesa che vuole camminare con gli ultimi e che è consapevole di quanta, troppa, strada c’è da percorrere per essere presenti nelle “pe­riferie”; una Chiesa che vuole scrollarsi di dosso ogni forma di apatia e di amnesia per spri­gionare l’entusiasmo che nasce dall’incontro con il Risorto.

Una Chiesa che desidera guari­re dall’afasia di Cristo per farsi voce di chi non ha voce. Il com­pito che attende il Vescovo Fer­nando è dunque impegnativo! Ma il Signore chiede, come agli Apostoli della prima ora, di non aver paura e promette di essere presente tra i suoi. Il servo di Dio don Tonino Bello al popolo da lui affidato rivolgeva questi struggenti interrogativi: “Se io, cari fratelli nella fede sono stato inviato a voi a proclamare che Gesù è risorto ed è l’unico Re e Signore; se io, chiamato ad es­sere vostro Vescovo, sono stato incaricato di svegliare l’aurora che già vi dorme nel cuore… chi porterà questo annunzio di speranza agli “altri”, a quel­la porzione di popolo che non coincide più con il perimetro della Chiesa, a coloro ai quali i valori cristiani non dicono più nulla?… dovrò essere solo io, vostro Vescovo, ad assumermi questo compito così gravoso nei confronti del mondo?” (A. Bel­lo, Lessico di comunione).

Se questo dubbio dovesse af­fiorare nel cuore e nella mente del nuovo Pastore, a nome dei sacerdoti, religiosi, laici e del­le sorelle dei quattro monasteri di clausura che da tempo sono state mobilitate, mi permetto di dire: “Vescovo Fernando, non sarai solo a lavorare nella vi­gna poiché toccherai con mano la presenza del Signore che mai delude e la nostra concreta fra­terna e disinteressata vicinan­za”.

Luigi Ruperto

Amministratore Diocesano Nardò-Gallipoli

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti