“Vescovo Fernando, non sarai solo nella Vigna”
“Comunicare la bellezza, la verità e la bontà di Gesù Risorto… Vengo a voi con animo aperto e disponibile, per vivere con voi l’esaltante avventura della fede e per essere in mezzo a voi servo di unità… Ci attendono molti fratelli che cercano la verità. Non bastano i bei discorsi… Servendo Cristo nel povero, la Chiesa cresce nella carità e nella giustizia, cioè nella condivisione fraterna ma anche nella lotta contro ogni ingiustizia…” (Saluto alla Chiesa di Nardò- Gallipoli). Quale Chiesa, dunque, attende il nuovo Vescovo?
Una Chiesa che vuole camminare nella consapevolezza di essere un popolo di pellegrini in cammino verso il regno e non verso il nulla eterno; una Chiesa che vuole dire a tutti che non siamo zingari sperduti in un universo gelido che si disinteressa di noi (J. Monod); una Chiesa che vuole annunciare la bellezza di essere cristiani, figli di Dio, popolo di fratelli e che per questo è consapevole di dover affrontare le tantissime sfide di un mondo secolarizzato, a volte disperato, e che tuttavia lancia segnali di un bisogno profondo di valori alternativi che vanno ben oltre un piatto materialismo che soffoca; una Chiesa che cammina tra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio (S. Agostino); una Chiesa che vuole camminare con gli ultimi e che è consapevole di quanta, troppa, strada c’è da percorrere per essere presenti nelle “periferie”; una Chiesa che vuole scrollarsi di dosso ogni forma di apatia e di amnesia per sprigionare l’entusiasmo che nasce dall’incontro con il Risorto.
Una Chiesa che desidera guarire dall’afasia di Cristo per farsi voce di chi non ha voce. Il compito che attende il Vescovo Fernando è dunque impegnativo! Ma il Signore chiede, come agli Apostoli della prima ora, di non aver paura e promette di essere presente tra i suoi. Il servo di Dio don Tonino Bello al popolo da lui affidato rivolgeva questi struggenti interrogativi: “Se io, cari fratelli nella fede sono stato inviato a voi a proclamare che Gesù è risorto ed è l’unico Re e Signore; se io, chiamato ad essere vostro Vescovo, sono stato incaricato di svegliare l’aurora che già vi dorme nel cuore… chi porterà questo annunzio di speranza agli “altri”, a quella porzione di popolo che non coincide più con il perimetro della Chiesa, a coloro ai quali i valori cristiani non dicono più nulla?… dovrò essere solo io, vostro Vescovo, ad assumermi questo compito così gravoso nei confronti del mondo?” (A. Bello, Lessico di comunione).
Se questo dubbio dovesse affiorare nel cuore e nella mente del nuovo Pastore, a nome dei sacerdoti, religiosi, laici e delle sorelle dei quattro monasteri di clausura che da tempo sono state mobilitate, mi permetto di dire: “Vescovo Fernando, non sarai solo a lavorare nella vigna poiché toccherai con mano la presenza del Signore che mai delude e la nostra concreta fraterna e disinteressata vicinanza”.
Luigi Ruperto
Amministratore Diocesano Nardò-Gallipoli















