Pubblicato in: Lun, Apr 1st, 2013

Viaggio nel Pianeta delle Adozioni/Noi Famiglie, per amore dei bambini

Due storie: il racconto di Michele e Franca e la storia di Sara. 

Continua la campagna informa­tiva sul com­plesso tema delle adozioni. Dopo aver fatto ricorso, nelle uscite precedenti, alla professionalità e all’esperienza della dott.ssa Maria Rita Verardo, Giudice minorile già presiden­te del Tribunale per i Minorenni di Lecce e dell’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minori e per la Famiglia (A.I.M.M.F.), questa settimana presentiamo due storie diverse tra loro ma, come sempre, accomunate dall’a­more e del senso di responsabilità verso la famiglia: il caso dell’adozione interna­zionale raccontato da Michele e Franca, e l’esperienza ripetuta di affido di Sara. 

TESTIMONIANZA 1/ADOZIONE INTERNAZIONALE, UN GESTO D’AMORE 

“DA DUE A CINQUE SENZA ACCORGERCENE”

Quella di Michele e Franca è la storia di una giovane coppia che da due anni vive o – come preferiscono dire – ‘condivide’ la straordinaria esperienza dell’adozione internazionale. Loro sono tra i fortunati che si sono visti presto riconoscere il diritto di essere genitori. La loro storia è iniziata appena tre anni fa quando, dopo alcuni tentativi di gravidanza non andati a buon fine, hanno subito optato per l’adozione. La richiesta, il colloquio e dopo pochi mesi una ipotesi di abbinamento che hanno subito confermato. A loro abbiamo rivolto una semplice domanda: “Sulla base della vostra esperienza, cosa vuol dire per voi oggi l’adozione?”.

È un’esperienza personale e interiore – scissa dal sen­timento propriamente religioso – che porta a essere in grado di amare in maniera incondizionata, di amare il figlio (e non solo l’idea si esso) senza conoscerne le sue sembianze. Ma è anche la capacità di compiere un’impre­sa ancora più ardua: farsi adottare come papà e mamma e questo non è sempre facile se si prova anche solo ad im­maginare le esperienze da cui provengono questi bambini.

Inutile dire che, come per la maggior parte delle coppie che cercano un’adozione, anche per noi il percorso è ini­ziato dalla constatazione di non riuscire ad avere bambi­ni. Il nostro desiderio di essere genitori era in noi ancora prima del matrimonio e la paura di non poterlo essere secondo l’ordine naturale delle cose ci aveva già sfiorato. La risposta? Lo adottiamo… e così è stato!

Non fraintendeteci, il dolore ad ogni test negativo c’era e, in alcune circostanze, è stato talmente forte da irrigidire per qualche giorno i nostri rapporti di coppia. Purtrop­po si sa, quando si presentano complicazioni di questo genere, inconsciamente si tende a dare la colpa all’altro oppure ad assumersi la totale responsabilità di quella che consideriamo una mancanza. Noi però siamo stati razio­nali e, dopo che le analisi hanno appurato che non era colpa di nessuno, non ci siamo persi in inutili piagnistei e abbiamo preferito pensare che forse i figli destinati a noi erano già nati in qualche parte del mondo.

Pages: 1 2 3 4

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti