Pubblicato in: Lun, Apr 1st, 2013

Viaggio nel Pianeta delle Adozioni/Noi Famiglie, per amore dei bambini

 

TESTIMONIANZA 2 / ISTINTO MATERNO E FORZA D’ANIMO, UNA CONVIVENZA ARMONIOSA 

“SARA, UN’HABITUÈ DELL’AFFIDO FAMILIARE” 

“Certo, non è per niente facile dover lasciar andare questi ragazzi dopo averli amati così tanto” .

Sara, invece, è una donna di mezz’età che da pochi anni ha coronato il suo so­gno di indossare l’abito bianco. Per lei, fortemente credente, l’affido è non solo un’esigenza ma anche una sorta di mis­sione d’amore. Una storia particolare quella di Sara, una donna in cui istinto materno, amore per il prossimo e forza d’animo convivono armoniosamente nel segno di quella che lei crede essere una strada indicatola da Dio sin dall’infan­zia; una strada sicuramente meraviglio­sa, ma molto più dura e impegnativa dell’adozione.

La prima esperienza di affido risale al 2008. Ero sposata da poco più di un anno e, di certo, con mio marito, non speravamo in una gravidanza anzi, per dirla tutta, io non ci ho mai sperato a causa di una malformazione congenita all’utero. Di contro, però, sono convinta che “Qualcuno” avesse sin da sempre segnato per me una strada diversa, mostrandomi poco a poco i passi da seguire. Io sono molto credente e, per me, il fatto di aver sempre abitato a due passi da un orfanotrofio, poi divenuto una casa famiglia, era un segno.

Negli anni ho visto entrare e uscire da quella porta centinaia di bambini… alcuni in lacrime, altri col sorriso stampato in volto e la mano stretta a quella di ‘nuo­vi’ mamme e papà. Con alcuni di loro ci ho anche giocato e ricordo ancora, come fosse ieri, il loro mutamento di espressione quando mia mamma veniva a chiamarmi. Nonostante fossi solo una bambina, col tempo avevo imparato a comprendere il loro vissuto senza chiedere nulla: quando alla visione di un adulto gli occhi diventavano lucidi, molto probabilmente quel bambino aveva malinconia dei ricordi, della sua casa, dei suoi cari; se invece sgranava gli occhi o abbassava lo sguardo, non era indice di timidezza ma l’ovvia rea­zione di chi ha subito maltrattamenti, di chi ha paura.

E allora, prima un’infanzia a stretto contatto con questi bambini, poi la diagnosi di una malformazione che (stando a quanto dicevano i medici) difficilmente mi avrebbe permesso di rimanere incinta, infine l’amore trovato solo dopo l’età fertile… Per me queste non sono che le tappe di un cammino che mi porta a dare amore senza posse­dere. Poi mi fu proposto di dichiarare la disponibilità all’affidamento. Certo, sarebbe stato temporaneo, ma non potevo negare e negarmi questa possi­bilità di essere felici! No, proprio io che avevo conosciuto da vicino il dramma di questi ragazzi, proprio io che avevo creduto in una strada mostratami poco alla volta nel corso degli anni, proprio io così credente, non potevo dire di no. Da allora tante tante meravigliose esperienze.

Pages: 1 2 3 4

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti