Pubblicato in: Sab, Mar 16th, 2013

Viaggio nel Pianeta delle Adozioni/Una famiglia per ogni bambino

IL PUNTO/NON ASPETTARE NOVE MESI. ADOTTALO  

“Vuoi un figlio? Non aspetta­re nove mesi, adottalo”, recitava lo slogan lanciato qualche mese fa dall’Associazione Amici dei Bambini (Aibi). Nell’ultimo decennio si è registrata una grande riduzione dei bambini italiani abbandonati alla nasci­ta e, quindi, adottabili. Un tra­guardo decisamente positivo se tra le cause, oltre alla dra­stica riduzione della natalità, non comparisse anche l’ora­mai diffusa pratica dell’aborto, risultato di una società in cui l’autodeterminazione forte­mente voluta dall’individuo moderno ha finito per cedere il passo all’indiscriminata srego­latezza.

Paradossalmente, alla diminuzione dei bambini adot­tabili corrisponde un notevole aumento di coppie desiderose di adottare uno o più figli, fat­to questo che ha indirizzato molte coppie verso l’adozione di bambini stranieri. Gli ultimi dati provenienti dalla Commis­sione Adozioni Internazionali (C.A.I.) mostrano, tuttavia, un calo di adozioni internazionali rispetto agli anni precedenti: nel 2012, infatti, le coppie che hanno adottato minori stranieri sono state 2.469, con una di­minuzione del 21,7% rispetto al 2011.

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Ciononostante, l’Italia continua a rimanere nella ‘top ten’ dei maggiori paesi di accoglienza dei minori nelle adozioni internazionali. Nella tabella che riporta il tasso di adozioni internazionali ogni 100.000 abitanti, l’Italia è se­conda solo agli Usa, seguita da Francia, Spagna, Germa­nia, Canada, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca e Belgio. Un risultato più che lusinghiero per la nostra Nazione.

Ad ogni modo, il discorso – tanto in campo nazionale che internazionale – è particolar­mente complesso e per nulla facilitato dalla ricorrente diffu­sione di notizie non conformi alla verità e alla realtà. Non è vero, infatti, che esistono molti minori italiani dichiarati adottabili abbandonati nelle strutture residenziali in quan­to l’inserimento del minore adottabile nella famiglia adot­tiva segue immediatamente l’accertamento dello stato di abbandono soprattutto attra­verso l’affidamento a rischio giuridico che la legge prevede e consente (v. art. 10 legge 184/83). Per quanto riguarda, invece, i minori stranieri an­drebbe meglio conosciuta la legge 321/12/1998 n. 476 che ha profondamente innovato sul vecchio abusato regime del “fai da te”. 

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