Viaggio nel Pianeta delle Adozioni/Una famiglia per ogni bambino
IL PUNTO/NON ASPETTARE NOVE MESI. ADOTTALO
“Vuoi un figlio? Non aspettare nove mesi, adottalo”, recitava lo slogan lanciato qualche mese fa dall’Associazione Amici dei Bambini (Aibi). Nell’ultimo decennio si è registrata una grande riduzione dei bambini italiani abbandonati alla nascita e, quindi, adottabili. Un traguardo decisamente positivo se tra le cause, oltre alla drastica riduzione della natalità, non comparisse anche l’oramai diffusa pratica dell’aborto, risultato di una società in cui l’autodeterminazione fortemente voluta dall’individuo moderno ha finito per cedere il passo all’indiscriminata sregolatezza.
Paradossalmente, alla diminuzione dei bambini adottabili corrisponde un notevole aumento di coppie desiderose di adottare uno o più figli, fatto questo che ha indirizzato molte coppie verso l’adozione di bambini stranieri. Gli ultimi dati provenienti dalla Commissione Adozioni Internazionali (C.A.I.) mostrano, tuttavia, un calo di adozioni internazionali rispetto agli anni precedenti: nel 2012, infatti, le coppie che hanno adottato minori stranieri sono state 2.469, con una diminuzione del 21,7% rispetto al 2011.
Ciononostante, l’Italia continua a rimanere nella ‘top ten’ dei maggiori paesi di accoglienza dei minori nelle adozioni internazionali. Nella tabella che riporta il tasso di adozioni internazionali ogni 100.000 abitanti, l’Italia è seconda solo agli Usa, seguita da Francia, Spagna, Germania, Canada, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca e Belgio. Un risultato più che lusinghiero per la nostra Nazione.
Ad ogni modo, il discorso – tanto in campo nazionale che internazionale – è particolarmente complesso e per nulla facilitato dalla ricorrente diffusione di notizie non conformi alla verità e alla realtà. Non è vero, infatti, che esistono molti minori italiani dichiarati adottabili abbandonati nelle strutture residenziali in quanto l’inserimento del minore adottabile nella famiglia adottiva segue immediatamente l’accertamento dello stato di abbandono soprattutto attraverso l’affidamento a rischio giuridico che la legge prevede e consente (v. art. 10 legge 184/83). Per quanto riguarda, invece, i minori stranieri andrebbe meglio conosciuta la legge 321/12/1998 n. 476 che ha profondamente innovato sul vecchio abusato regime del “fai da te”.
















