Viaggio nel Sindacato/Al fianco dei docenti di Religione
A colloquio con Tommaso Dimitri, Coordinatore Regionale e Consigliere Nazionale. Il sindacato autonomo rappresenta il 30% degli IRC italiani.
“Lottiamo affinché essi ottengano: una graduatoria e un nuovo Corso-Concorso nelle Regioni con graduatorie esaurite”.
Il viaggio nel mondo dei sindacati prosegue la sua corsa scandagliando le caratteristiche e ripercorrendo le tappe storiche di una particolare categoria professionale, quella degli insegnanti di religione. Ad occuparsi di tale realtà lavorativa è lo SNADIR, Sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di religione, il cui coordinatore regionale della Puglia è Tommaso Dimitri.
Prof. Dimitri, cos’è lo Snadir?
Lo Snadir, Sindacato Nazionale Autonomo Degli Insegnanti di Religione, è un sindacato della Scuola Italiana ed è l’unico Sindacato degli insegnanti di Religione. Lo SNADIR rappresenta il 30% degli insegnanti di religione in servizio nella scuola italiana. Il suo impegno è rivolto alla tutela di tutti i docenti di religione, sia coloro che sono in servizio con contratto a tempo indeterminato sia coloro che sono impegnati con incarichi annuali. Lo Snadir è aperto, inoltre, a tutti coloro che vogliono condividere il progetto di una scuola fondata sui valori della convivenza civile, del confronto interculturale del dialogo interreligioso.
Quali sono i vostri obiettivi?
Un motto come obiettivo: “Sogni e desideri condivisi cambiano il mondo”. “Il 23 novembre 1993 – così ricorda il Segretario Nazionale dello SNADIR, prof. Orazio Ruscica – cinque di noi hanno deciso che era venuto il momento di dire basta alle promesse mai mantenute (ricordo che nel 1990 si parlò di uno stato giuridico, ma non se ne fece nulla). Era tempo che si costituisse un sindacato che avesse davvero a cuore i docenti di religione e che risolvesse i loro problemi, che li mettesse nelle condizioni di reagire agli abusi fanta-giuridici e di affermare con forza i loro diritti sistematicamente negati e che avesse un obiettivo alto: una legge dello Stato che li facesse passare da incaricati annuali a docenti di ruolo”.
Quali sono i risultati raggiunti?
Dal novembre del 1993 ad oggi lo Snadir con più di 8.000 iscritti rappresenta 1/3 di tutti gli insegnanti di Religione a livello Nazionale. In Puglia gli iscritti sono quasi 800.
Queste sono alcune memorabili conquiste ottenute: interviene per far inserire l’ora di religione nel quadro orario del Progetto Sirio; ottiene che il voto del docente di religione in sede di scrutinio finale sia valido ai fini della determinazione della maggioranza (cfr. C.G.A. – Sicilia; Tar-Puglia; Tar-Toscana; Tar-Lombardia); interviene ad opponendum nel 1999 e nel 2007 per resistere al ricorso sul credito scolastico.
Il Tar del Lazio dà ragione allo Snadir:
l’insegnamento della religione cattolica incide sul credito scolastico; raccoglie 150.000 firme per la petizione popolare a sostegno dello stato giuridico dei docenti di religione; contribuisce alla definizione della circolare sulla ricostruzione di carriera dei docenti di religione;
ottiene lo stato giuridico degli insegnanti di regilione: il 15 luglio 2003 la Camera dei Deputati con 253 voti favorevoli, 115 contrari e 13 astenuti ha approvato il disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti di religione (Legge n. 186 del 18.07.2003);
interviene per evitare il depennamento dei docenti di religione di ruolo dalla graduatoria ad esaurimento; ottiene dal Mef la precisazione che il trattamento economico dei docenti di religione di ruolo di scuola secondaria di 1° grado deve essere uguale a quello dei docenti di scuola secondaria superiore;
si costituisce ad opponendum per sostenere e tutelare le ragioni degli Insegnanti di Religione: il TAR Lazio conferma il carattere “determinante” del voto degli Insegnanti di Religione in sede di scrutinio finale ed il diritto degli stessi a partecipare all’attribuzione del credito scolastico;
partecipa alle trattative sul Ccnl e sui Ccni per assicurare, nel rispetto delle norme concordatarie, la piena equiparazione dei docenti di religione agli altri docenti; propone ricorsi per la riqualificazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato e la procedura di infrazione alla Commissione Europea contro lo Stato Italiano;
sostiene ricorsi per la copertura dei posti (70%) anche dopo il triennio di validità del concorso, ottenendo per gli aventi diritto l’immissione in ruolo; continua a lottare affinché il Governo – l’ultimo incontro con i Parlamentari è avvenuto lo scorso 13 giugno a Roma – il Miur e i Parlamentari diano a tutti gli IdR risposte certe sul proprio futuro di lavoratori della scuola.
Quali tipi di risposte chiedete per gli Insegnanti di Religione?
Lottiamo in particolare affinchè essi ottengano: una graduatoria ad esaurimento; un nuovo Corso-Concorso da svolgersi nelle Regioni in cui sono già esaurite le graduatorie di merito dell’ultimo concorso, e non è stata raggiunta la prevista misura di copertura del 70% delle dotazioni organiche; l’istituzione della Classe di Concorso IdR, così come avviene per tutti gli altri docenti e per tutte le altre discipline.

















