Pubblicato in: Sab, Giu 22nd, 2013

Viaggio nel Sindacato/Al fianco dei docenti di Religione

A colloquio con Tommaso Dimitri, Coordinatore Regionale e Consigliere Nazionale. Il sindacato autonomo rappresenta il 30% degli IRC italiani. 

SNADIR-logo

“Lottiamo affinché essi ottengano: una graduatoria e un nuovo Corso-Concorso nelle Regioni con graduatorie esaurite”.

Il viaggio nel mondo dei sindacati prosegue la sua corsa scandagliando le ca­ratteristiche e ripercorren­do le tappe storiche di una particolare categoria professio­nale, quella degli insegnanti di religione. Ad occuparsi di tale realtà lavorativa è lo SNADIR, Sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di religione, il cui coordinatore regionale della Puglia è Tommaso Dimitri.

Prof. Dimitri, cos’è lo Sna­dir?

Lo Snadir, Sindacato Na­zionale Autonomo Degli Inse­gnanti di Religione, è un sin­dacato della Scuola Italiana ed è l’unico Sindacato degli inse­gnanti di Religione. Lo SNA­DIR rappresenta il 30% degli insegnanti di religione in servi­zio nella scuola italiana. Il suo impegno è rivolto alla tutela di tutti i docenti di religione, sia coloro che sono in servizio con contratto a tempo indetermi­nato sia coloro che sono impe­gnati con incarichi annuali. Lo Snadir è aperto, inoltre, a tutti coloro che vogliono condivide­re il progetto di una scuola fon­data sui valori della convivenza civile, del confronto intercultu­rale del dialogo interreligioso.

Quali sono i vostri obietti­vi?

Un motto come obiettivo: “Sogni e desideri condivisi cambiano il mondo”. “Il 23 novembre 1993 – così ricorda il Segretario Naziona­le dello SNADIR, prof. Orazio Ruscica – cinque di noi hanno deciso che era venuto il momen­to di dire basta alle promesse mai mantenute (ricordo che nel 1990 si parlò di uno stato giu­ridico, ma non se ne fece nulla). Era tempo che si costituisse un sindacato che avesse davvero a cuore i docenti di religione e che risolvesse i loro problemi, che li mettesse nelle condizioni di reagire agli abusi fanta-giu­ridici e di affermare con forza i loro diritti sistematicamente negati e che avesse un obiettivo alto: una legge dello Stato che li facesse passare da incaricati annuali a docenti di ruolo”.

Snadir sciopero nazionale Roma

Quali sono i risultati rag­giunti?

Dal novembre del 1993 ad oggi lo Snadir con più di 8.000 iscritti rappresenta 1/3 di tutti gli insegnanti di Religione a livello Nazionale. In Puglia gli iscritti sono quasi 800.

Queste sono alcune memo­rabili conquiste ottenute: in­terviene per far inserire l’ora di religione nel quadro orario del Progetto Sirio; ottiene che il voto del docente di religione in sede di scrutinio finale sia valido ai fini della determina­zione della maggioranza (cfr. C.G.A. – Sicilia; Tar-Puglia; Tar-Toscana; Tar-Lombardia); interviene ad opponendum nel 1999 e nel 2007 per resistere al ricorso sul credito scolastico.

Il Tar del Lazio dà ragione allo Snadir:

l’insegnamento della religione cattolica incide sul credito scolastico; raccoglie 150.000 firme per la petizio­ne popolare a sostegno dello stato giuridico dei docenti di religione; contribuisce alla de­finizione della circolare sulla ricostruzione di carriera dei docenti di religione;

ottiene lo stato giuridico degli insegnanti di regilione: il 15 luglio 2003 la Camera dei Deputati con 253 voti favorevoli, 115 contrari e 13 astenuti ha approvato il di­segno di legge sullo stato giu­ridico dei docenti di religione (Legge n. 186 del 18.07.2003);

interviene per evitare il depen­namento dei docenti di religio­ne di ruolo dalla graduatoria ad esaurimento; ottiene dal Mef la precisazione che il tratta­mento economico dei docenti di religione di ruolo di scuola se­condaria di 1° grado deve esse­re uguale a quello dei docenti di scuola secondaria superiore;

si costituisce ad opponendum per sostenere e tutelare le ragioni degli Insegnanti di Religione: il TAR Lazio conferma il carat­tere “determinante” del voto degli Insegnanti di Religione in sede di scrutinio finale ed il diritto degli stessi a partecipare all’attribuzione del credito sco­lastico;

partecipa alle trattative sul Ccnl e sui Ccni per assicu­rare, nel rispetto delle norme concordatarie, la piena equipa­razione dei docenti di religione agli altri docenti; propone ri­corsi per la riqualificazione dei contratti di lavoro da tempo de­terminato a tempo indetermina­to e la procedura di infrazione alla Commissione Europea con­tro lo Stato Italiano;

sostiene ri­corsi per la copertura dei posti (70%) anche dopo il triennio di validità del concorso, ottenendo per gli aventi diritto l’immissio­ne in ruolo; continua a lottare affinché il Governo – l’ultimo incontro con i Parlamentari è avvenuto lo scorso 13 giugno a Roma – il Miur e i Parlamenta­ri diano a tutti gli IdR risposte certe sul proprio futuro di lavo­ratori della scuola.

Quali tipi di risposte chie­dete per gli Insegnanti di Religione?

Lottiamo in particolare af­finchè essi ottengano: una gra­duatoria ad esaurimento; un nuovo Corso-Concorso da svol­gersi nelle Regioni in cui sono già esaurite le graduatorie di merito dell’ultimo concorso, e non è stata raggiunta la previ­sta misura di copertura del 70% delle dotazioni organiche; l’i­stituzione della Classe di Con­corso IdR, così come avviene per tutti gli altri docenti e per tutte le altre discipline.

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