Viaggio tra le Professioni/Vita da…Insegnante
Trasmettere la cultura nella Scuola Italiana dove a volte mancano anche le risorse per la didattica ordinaria.
Remunerazione non competitiva e ambiente di lavoro poco stimolante.
Motivazioni sempre più in calo.
Eppure tutti concordano sul fatto che oggi l’istruzione e la formazione di base sono sempre più cruciali per la vita e per il lavoro, ma nello stesso tempo in molti paesi la professione degli insegnanti perde prestigio e ha difficoltà ad attirare nuovi membri.
C’era una volta… e adesso non c’è più, verrebbe da dire pensando alla autorevolezza suscitata dalla professione docente. Sono molti i motivi per cui la professione docente ha sempre meno attrattiva sui giovani, ma nonostante tutto, vista la crisi sono state in oltre 126mila a presentarsi alla prova di preselezione dell’ultimo concorso scuola. Allora furono 88.610 gli aspiranti che riuscirono a superar il cosidetto “quizzone” e ognuno di loro ha potuto concorrere per diverse classi di concorso. A concorso in fase di chiusura – si stanno svolgendo infatti le ultime fasi degli orali, in alcune regioni o per alcune classi di concorso l’iter è già terminato – il nuovo ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza parla di 15mila assunzioni subito e 59mila nel prossimo quadriennio. Sono queste le stime fornite rispondendo a metà giugno in un question time alla Camera.
Stando così le cose nell’anno scolastico 2013- 2014 il piano triennale di assunzioni a tempo indeterminato di personale scolastico previsto dal decreto legge n.70 del 2011 “giungerà a conclusione con la richiesta di immissione in ruolo di circa 15.000 precari e potrà essere avviata la programmazione delle nuove assunzioni previa verifica delle disponibilità esistenti”, ha dichiarato il numero uno di viale Trastevere. Le stime del turn over del personale docente per i prossimi anni scolastici sono di circa 44.000 unità di personale docente e Ata. Da tali dati emerge che l’entità del personale che potrà essere assunto in conseguenza diretta del turn over ammonta complessivamente a circa 59.000 unità nel prossimo quadriennio. “Naturalmente tale stima – aveva aggiunto il ministro – vale a normativa vigente tanto per ciò che riguarda i requisiti minimi per il pensionamento, tanto per ciò che attiene alla gestione degli organici”.
Sarebbe infine allo studio la definizione di un nuovo piano triennale di immissioni in ruolo (2014-2017) del personale precario che consenta di ridurre il numero di soggetti che ancora prestano servizio nella scuola con contratti a tempo determinato, nonché misure “per introdurre, gradualmente e compatibilmente con le risorse disponibili, l’organico funzionale del sostegno e in prospettiva l’organico funzionale, come nuovo metodo di gestione degli organici”. Al di là delle dichiarazioni programmatiche è certo che pesantissimo è stato il tributo pagato dalla scuola in questi anni di crisi. L’eco dei titoli dei giornali nei giorni caldi di tutte le manovre che si sono susseguite ancora è viva nella memoria dei lettori e soprattutto degli insegnanti.
Se nel XX secolo l’obiettivo strategico è stato elevare al massimo il livello di scolarizzazione (“una scuola per tutti”), l’obiettivo strategico del XXI secolo è garantire una “scuola di qualità per tutti”. Non solo economisti e sociologi utilizzano i concetti di stock di capitale umano e di capitale sociale, sono questi termini entrambi considerati da tutti coloro i quali osservano il muoversi dei decisori politici come indicatori significativi e funzionali allo sviluppo della persona, alla partecipazione democratica, al progresso economico e alla coesione sociale. Non è un caso che l’Ocse abbia negli anni passati svolto una importantissima ricerca con il coinvolgimento di ventitré nazioni sul tema “Attracting, developing and retaining effective teachers” e che, su incarico della Commissione Europea, il centro di ricerca Eurydice European Unit abbia pubblicato nell’ormai lontano 2003 “The Teaching Profession in Europe: profile, trends and concern”. Già dieci anni addietro appariva una priorità, attraverso dati, analisi e proposte, la valorizzazione della professione docente e la modernizzazione del management scolastico.

















