Vigili del Fuoco di Lecce/A guardia della sicurezza
Eroi per definizione, eroi spesso senza nome perché celati dietro l’umiltà delle loro divise.
Eroi capaci di domare il fuoco, liberarci da un’auto divenuta una trappola, scavare a mani nude tra le macerie per salvare vite umane.
Eppure vivono le medesime sensazioni di chi è dall’altra parte a chiedere aiuto: fatica, paura, angoscia, ma anche soddisfazione e gioia di aver scritto il lieto fine di una chiamata d’emergenza. Sono i vigili del fuoco, protagonisti di miracoli e tragedie, che solo in Italia compiono più di 700.000 interventi ogni anno. Si tratta di interventi di vario tipo: incendi, alluvioni, terremoti, frane, disagi dovuti agli agenti atmosferici e ogni altro tipo di calamità.
“Ardor in igne” è la frase storica del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecce, coordinata dal Comandante dott. ing. Michele Angiuli.
La nostra provincia, sotto certi aspetti, rappresenta un territorio pressoché tranquillo. Ciononostante l’attività dei vigili del fuoco si rivela impegnativa e difficile perché, a differenza delle altre province pugliesi, è molto estesa e con una densità abitativa decisamente elevata. Durante le stagioni estive, come è ovvio immaginare, la provincia di Lecce raggiunge punte importanti: basti pensare che solo a Gallipoli, in alcuni periodi, si raggiungono anche le 100.000 presenze. E’ proprio in estate, infatti, che il 115 registra centinaia di telefonate al giorno rendendo oltremodo complesso garantire il soccorso a 360°. “Quotidianamente si presentano problemi – sottolinea l’ing. Angelo Miglietta, Vice-Comandante Provinciale – che ci obbligano a prendere decisioni non sempre facili”. Come dargli torto? Non è mai facile decidere di un gesto che potrebbe compromettere la salute (se non la vita) di qualcun altro. D’altra parte, invece, la cronaca ci insegna che appiccare un rogo è sin troppo facile: basta una svista, una leggerezza, un niente per dar vita ad un impero di fuoco difficile da domare. Nonostante ciò, i vigili del fuoco del Comando provinciale di Lecce, hanno più volte dimostrato di saper svolgere il loro compito in modo preciso e impeccabile anche in situazioni eccezionali. Il loro impegno per la sicurezza è, inoltre, evidente nelle numerose inizi ative di sensibilizzazione e nelle campagne di prevenzione degli incendi, diffuse a livello nazionale.
DATI: 220 uomini per il Salento
Sono stati 9485 gli interventi del 2011, che mostrano un preoccupante incremento rispetto agli 8851 dell’anno precedente. Tra gli ambiti d’intervento, ad occupare il primo posto in questa infelice classifica con 6612 interventi sono gli incendi, di cui ben 4366 riguardano gli incendi boschivi che nel solo 2011 hanno portato alla distruzione di quasi 5000 ettari tra boschi, campi coltivati e sterpaglia. 1509 sono, invece, gli interventi per contrastare i danni provocati dall’acqua. Seguiti dai 283 interventi per incidenti stradali, 123 verifiche statiche e operazioni conseguenti sugli edifici e 69 interventi di recupero di veicoli e di sostanze radioattive, un fenomeno, quest’ultimo, per il quale si segnala un progressivo pericoloso aumento soprattutto a ridosso delle discariche abusive.
A far fronte a questo notevole numero di emergenze, sono circa 220 uomini che garantiscono una rassicurante presenza sul territorio leccese, operando 24 ore su 24. L’ing. Angelo Miglietta, Vice-Comandante Provinciale, ha però precisato che “nonostante il personale operativo risulti sufficiente per gli interventi ordinari – così come adeguati, in rapporto all’attuale esigenza del territorio, sono i mezzi a loro disposizione – con l’avvicinarsi dell’estate, l’aumento degli incendi costringe il personale operativo ad incrementare i turni di lavoro”.
Pompieri in cattedra all’ Università
Il 25 gennaio 2012 è stata stipulata una convenzione tra Università del Salento e Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, che promuove attività di formazione in materia di sicurezza. L’intento è quello di inserire nei piani di studio alcuni moduli d’insegnamento nel settore della prevenzione agli incendi, della sicurezza e l’igiene nei luoghi di lavoro, oltre che, in un’ottica più generale, della sicurezza “in seguito a eventi disastrosi o incidenti”. L’ateneo leccese valuterà l’opportunità di assegnare funzioni didattiche alle figure professionali facenti parte del nucleo dei Vigili del Fuoco, per lo più ingegneri, al fine di portare in cattedra conoscenze ed esperienze. Oltre alle lezioni frontali, nei laboratori sarà avviata una sperimentazione utile alla ricerca scientifica e tecnologica sul comportamento dei materiali sotto l’azione del fuoco, sulla valutazione del rischio e degli interventi in caso di calamità naturali o incidenti.
Una sinergia che dimostra non solo un notevole impegno a favore della sicurezza del cittadino, ma anche la crescita di consapevolezza di quanto importante sia la ricerca e la formazione.
Serena Carbone















