Vino Salentino, largo ai giovani
Vendemmia 2013/A colloquio con il Presidente di Assoenologi di Puglia e Basilicata e Calabria, Massimiliano Apollonio.
Cercasi Gioventù/“L’impegno principale di Assoenologi è quello di far tornare i giovani all’agricoltura e al vino in particolare, perché c’è molta necessità di ringiovanire ed ammodernare. Per questo c’è proprio bisogno dell’entusiasmo dei ragazzi”.
Giovane imprenditore, “figlio d’arte” impegnato sin da ragazzo nel mondo della produzione vinicola salentina, è stato eletto recentemente presidente di Assoenologi di Puglia, Basilicata e Calabria: Massimiliano Apollonio, dopo aver terminato gli studi e aver compiuto numerose esperienze all’estero e nelle più importanti aziende italiane, oltre ad incrementare l’attività della sua azienda con ottimi consensi in molte parti del mondo, è ormai un sicuro referente per affrontare alcune tematiche e prospettive del settore.
L’agricoltura rappresenta una delle più importanti risorse per l’economia della provincia. Quali sono le possibilità per i giovani e i nuovi imprenditori che intendono investire in questo settore?
Sicuramente l’agricoltura – per alcuni aspetti sembra un po’ assurdo dirlo – rappresenta il futuro, e non un tornare indietro. In Puglia abbiamo la fortuna di avere una terra baciata dal clima e dal sole, con un terreno molto buono tanto che in genere con qualsiasi coltivazione si riesce a ottenere prodotti di qualità. Ora è il momento di puntare su piantagioni di qualità, poiché tanti altri tipi di lavorazione non riescono a trovare un futuro in quanto ciò che la globalizzazione del mercato richiede è sempre più esigente e concorrenziale. Esistono incentivi per iniziare attività in questo settore e altri stanno per essere posti in essere anche nel settore del vino. Normalmente, per quanto riguarda il lavoro per i giovani, l’acquisizione di nuovi vigneti, i nuovi diritti di reimpianto, la possibilità di dedicarsi ai vigneti potranno usufruire di ulteriori opportunità di investimento. Comunque va ribadito che gli stessi giovani devono puntare molto sulla qualità, in un contesto in cui il mercato italiano è magari un po’ in crisi ed invece l’export gode di un momento molto favorevole. È certo che alla distanza la qualità ripaga sempre.
Si è da poco conclusa la vendemmia. Quest’anno ci si può ritenere soddisfatti per la qualità e la quantità di uva e vino prodotti dalle nostre terre?
Come quantità c’è stata una produzione notevole, tanto che si parla di un 30% superiore rispetto allo scorso anno a livello regionale e nel Salento di un aumento del 10-15%. Nonostante sia mancato qualche grado nei rilevamenti rispetto allo scorso anno, quando si erano avuti degli eccessi di maturazione che favorivano alcuni vini ma non tanto i bianchi e rosati, quest’anno la qualità è molto buona, poiché le uve sono pervenute perfettamente mature e sane al momento della vendemmia. Oggi si parla di vini molto più equilibrati rispetto alla passata stagione con bianchi e rosati sicuramente eccezionali; anche per il negramaro e tutto sommato anche per il primitivo c’è stata una buona annata, soprattutto nel Salento.

















