Pubblicato in: Lun, Lug 2nd, 2012

Violenza e sicurezza delle donne/Consigli e Corsi di autodifesa

In aumento aggressioni sessuali e rapine: necessario reagire e denunciare.

Per difendersi dalle aggressioni fisiche la donna deve assumere consapevolezza delle sue capacità e sfruttare tutti gli strumenti a propria disposizione. Un aiuto importante per sviluppare queste potenzialità è dato dai corsi di difesa personale. Fernando Colaci, istruttore di antiaggressione femminile Metodo Difesa Donna® e di tecniche difensive e tattiche operative, ci spiega i presupposti da cui essi partono.

L’abbigliamento e il comportamento di una donna possono influire sulle decisioni del malintenzionato?

“Non c’è una regola fissa, possiamo subire aggressioni occasionali in cui forse abbigliamento, modo di atteggiarsi, comunicazione non verbale possono farci vedere come un bersaglio facile; viceversa possiamo identificare degli aggressori che non tengono assolutamente conto di tutto ciò”.

Cos’è il codice dei colori?

“Il codice dei colori serve per definire gli stati mentali e la consapevolezza necessaria per reagire ad una situazione di emergenza. Codice bianco: indica una persona rilassata, inconsapevole e impreparata, e se viene attaccata l’unica cosa che la può salvare è l’inettitudine del suo aggressore; codice giallo: persona consapevole e attenta, per cui non ci sono le condizioni specifiche per un’aggressione; codice arancio: situazione di allerta, qualcosa di strano ha attirato l’attenzione e si è convinti che qualcosa stia nell’immediato per accadere; codice rosso: si è pronti a combattere, a difendere se stessi”.

Quali sono le tipologie di aggressione?

“Sono diverse, da quelle perpetrate a scopo di rapina a quelle a scopo di stupro, o ancora a terze persone occasionali (marito, figli), caso in cui la donna deve avere un comportamento adeguato e consapevole. Non ultima, anzi altrettanto importante, la pressione psicologica chiamata stalking”.

Un corso di difesa come va incontro alle esigenze delle donne?

“I nostri corsi rendono le donne consapevoli riguardo al pericolo di aggressioni sessuali e a scopo di rapina. All’inizio si forniscono informazioni teoriche di “difesa passiva” con strumenti multimediali. Nelle lezioni successive si cura la parte fisica con il programma di antiaggressione femminile metodo difesa donna®”.

I casi di violenza sono in aumento o si fa solo più attenzione a questo tema?

“Le aggressioni femminili nella nostra zona, pur senza generare allarmismi, purtroppo esistono. L’apparente aumento è dato dal fatto che la vittima, grazie al supporto dei media, , è portata a non nascondersi, ma a denunciare”. 

I colori della difesa

Codice bianco: donna rilassata, inconsapevole e impreparata, se attaccata può salvarsi solo per l’inettitudine del suo aggressore.

Codice giallo: persona consapevole e attenta, non pone le condizioni specifiche per un’aggressione. Atteggiamento verbale del tipo: “Oggi potrebbe essere il giorno in cui dovrò difendere me stessa”.

Codice arancio: stato di allerta, qualcosa di strano ha attirato l’attenzione e si sta focalizzando il proprio pensiero su quello che c’è di sbagliato: si è convinti che qualcosa stia nell’immediato per accadere.

Codice rosso: la donna è pronta a combattere, a difendersi; atteggiamento verbale del tipo: “Se quella persona cerca di avvicinarsi, la colpisco immediatamente”.

Stalking e abusi: è il momento di svoltare

Una donna corre. Alta, bionda, fiera, corre verso la sua libertà. Scappa dalle paure, dalla debolezza, dalla sottomissione. Fugge dalla persona che nessuno dovrebbe mai temere nella vita: la propria metà, l’uomo con cui, forse, pensava “sarebbe stato per sempre”. Ci credeva davvero, ma una vorticosa spirale di ossessioni e violenza, prima psicologica e poi fisica, ha inghiottito le sue speranze di un amore che ti fa dono per gli altri. Finalmente prende coraggio, apre quella porta. Non era mai riuscita a fronteggiare la vergogna del maltrattamento e la sensazione di essere causa del proprio stesso male. Ora sì, rivuole la sua vita. Lui la insegue, corre più forte. Ma adesso lei sa cosa deve fare, e ne è sicura, ce la farà!

Questa non è la storia di una donna ma quella di tutte le donne che, nel nostro Salento come in tutto il mondo, sono vittime di maltrattamenti, spesso all’interno del focolare domestico. Le cronache degli ultimi giorni ci ricordano che questo dramma, antico quanto odierno, è lungi dalla parola “fine”. Tocca a noi donne volerci più bene.

 Grazia Pia Licheri

 

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