Pubblicato in: Ven, Giu 8th, 2012

Visita Pastorale/San Pietro in Lama/Un tempo di grazia per verificare il cammino

Dal 10 al 15 Giugno 2012/Una settimana di incontri e celebrazioni

La Visita Pastorale si apre la mattina di domenica 10 giugno a San Pietro in Lama con la celebrazione della  S. Messa e con la celebrazione del Sacramento della Confermazione. Lunedì 11, mons. Domenico D’Ambrosio incontrerà gli amministratori, le autorità comunali e militari, presso la sede del comune. Nel pomeriggio, alle 17.30, l’Arcivescovo incontrerà l’Ordo Virginum e i Ministri istituiti presso l’oratorio “Luca De Carlo”. Alle 19 è previsto l’ incontro con il Gruppo Carismatico Cattolico presso il Centro Liturgico “Don Tonino Bello”. Alle 20.30 sarà la volta dell’incontro con i gruppi Scout, nella zona Adriatica, presso l’oratorio “Luca De Carlo”. Martedì 12, mons. Domenico D’Ambrosio andrà a trovare gli ammalati e nel pomeriggio farà un pellegrinaggio al cimitero. Mercoledì 13 giugno, alle 10, visita agli anziani dell’Istituto “San Pio da Pietralcina”, mentre alle 17.30 è previsto un incontro con i Ragazzi della Catechesi insieme ai loro catechisti. Alle 18.30 incontro con i Gruppi famiglia parrocchiali e S. Messa con la celebrazione delle Nozze d’argento.

Giovedì 14, in mattinata il Presule prenderà visione del territorio parrocchiale e nel pomeriggio, alle 17, incontrerà le confraternite, presso il Centro Liturgico “Don Tonino Bello”. E alle 19 incontrerà l’Azione Cattolica, l’Apostolato della Preghiera, le Lampade Viventi, il “Gruppo di Preghiera “San Pio da Pietralcina”.
Venerdì 15 giugno giorno del Sacratissimo Cuore di Gesù, alle 10, si ricorda la visita alle Rettorie, alle 17.30, l’assemblea generale in Chiesa e, alle 19, il messaggio di chiusura della Visita Pastorale  che riprenderà dopo l’estate.

Vincenza Sava

La Comunità cittadina è pronta per accogliere il Presule. Sarà l’occasione per analizzare l’azione pastorale, progettare il rilancio delle attività della Parrocchia e di tutti i gruppi e movimenti che la animano

Una comunità di quasi 4mila anime, che nell’ultimo mezzo secolo è divenuta sempre meno popolosa e che è sita nella depressione geologica chiamata Valle della Cupa, a circa 6 km di distanza dal capoluogo messapico: è questa la “carta d’identità geografica” di San Pietro in Lama, la prossima tappa della Visita Pastorale di mons. D’Ambrosio, che vi sosterà dal 10 al 15 giugno, prima della sospensione estiva del suo “viaggio conoscitivo” tra i meandri della realtà
spirituale e civile salentina. San Pietro in Lama, culturalmente e storicamente, appare vicino alla figura dell’Arcivescovo leccese: le prime notizie documentate, infatti, attestano che nel sec. XII questo casale sia stato donato proprio al Pastore di Lecce, e da allora fu considerato una sorta di appendice della città.

“La comunità oggi presenta notevoli situazioni di difficoltà, sia sociali che economiche, ma anche grandi complessità, profonde contraddizioni che rispecchiano la situazione nazionale e quella mondiale”, spiega Franco Vantaggiato – Pisanò, presidente parrocchiale dell’Azione Cattolica e operatore della Pastorale familiare. La colpa viene imputata ad una difficoltà nel coniugare il binomio turismo-economia, potenzialmente fruttifero. “Anche nella nostra comunità si sta radicando il mito della felicità mediante il denaro, che impone un sistema di valori basato sul possesso di oggetti, sulla competitività e sull’individualismo”. Tra le criticità, si riscontrano una ridotta partecipazione alle liturgie e la mancanza di supporti pastorali per immigrati, anziani o separati.

Per Salvatore Tondo, il Sindaco del paese, “San Pietro in Lama, come tutte le comunità locali, presenta tra le tante emergenze quella della mancanza di lavoro, della carenza abitativa, del continuo impoverimento economico delle famiglie, del rischio di dover ridurre i servizi primari”, e l’inserimento della Visita Pastorale in questo frangente storico rappresenta un motivo di riflessione e di speranza anche per gli amministratori cattolici che cercando di adeguarsi alla parola evangelica. L’antica tradizione di vita ecclesiale è la peculiarità di San Pietro, stando alle dichiarazioni del parroco, don Domenico Fiore, che al contempo si mostra preoccupato per l’allontanamento di una fetta sempre più ampia di persone dalle celebrazioni liturgiche, soprattutto dei giovani, mentre rivolge il suo plauso all’attiva rete di associazioni presenti sul territorio.

L’arrivo dell’Arcivescovo provoca gioia, speranza e trepidazione, come pure il bisogno di ringraziare, benedire e lodare il Signore per un evento che costituisce una chiamata alla conversione, come afferma Paolo Giuseppe Tempesta, operatore pastorale. “La nostra comunità ha un presente ricco e variegato, perché da sempre ha sentito vivo il bisogno di essere in comunione profonda con il Papa e con la propria diocesi”. Si apre dunque una settimana intensa durante cui viene offerta al paese l’opportunità di scavare nella memoria storica per comprendere meglio il presente e sapersi proiettare con fiducia verso il futuro. “Con la Visita Pastorale il Vescovo si presenta in modo concreto come principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa particolare a lui affidata”.

Questa Visita sarà dunque “un banco di prova, un momento di verifica per prendere coscienza su quanto e su come si è camminato insieme ed ancora su quanta strada rimane da percorrere – prosegue Tempesta – affinché la porzione di popolo di Dio che è San Pietro in Lama- Lequile, infuocata da un forte spirito missionario, si apra ad un annuncio evangelico che tenga conto di una società sempre più multietnica e multireligiosa”. Da oltre un anno opera stabilmente, in loco, un centro liturgico intitolato a mon. Tonino Bello, uno strumento incisivo per essere più vicini alla voce della gente, accostandosi anche alla preghiera e alla Parola. L’azione missionaria, tuttavia, non si esaurisce all’interno del centro rionale, ma viene alimentata da altre realtà religiose e solidali, come la Caritas, sempre vicina alle esigenze dei bisognosi, e centro propulsore di ogni attività che intenda guardare alla persona nella sua interezza.

Grazia Pia Licheri

Il Parroco/Il paese attende una ventata di entusiasmo

Don Mimmo Fiore: “La preoccupazione più grande sono i giovani”

Don Domenico Fiore, parroco di San Pietro in Lama, indica senza indugio” l’antica tradizione di vita ecclesiale” come caratteristica specifica della sua comunità che definisce “molto viva a livello di feste patronali, di tradizione popolare, processioni e in genere in tutte quelle manifestazioni che fanno parte delle storia religioso-civile del paese”. Accanto a questi importanti momenti, l’azione parrocchiale cerca di portare avanti altre attività pastorali di aggregazione e testimonianza di fede. Don Mimmo, come familiarmente viene chiamato, lamenta a questo proposito la latitanza dei fedeli. Ci sono infatti alcuni che continuano nel solco indicato dalla formazione ricevuta dai loro parroci e pastori, altri invece, ed “è una percentuale che si va ingrossando, non partecipano ed anche la domenica come giorno del Signore viene messa da parte”.

La preoccupazione di don Mimmo riguarda soprattutto i giovani; c’è una parte che continua a vivere il cammino religioso a livello di Azione Cattolica, altri partecipano marginalmente, la maggior parte si allontana e una percentuale intraprende strade pericolose, pagando spesso duramente gli errori.
Un discorso a parte meritano le numerose associazioni presenti da vecchia data: “una comunità vivace come diceva San Paolo”. Il loro costante, impavido impegno è “motivo di grande serenità e gioia”, benché sia necessario un  rinnovamento, per renderle più adeguate alle esigenze della modernità.
La comunità parrocchiale si è preparata alla visita pastorale con la preghiera e la riflessione sulle modalità per rendere attivi “in modo vero e autentico  gli insegnamenti del sinodo e del Concilio” .
Dalla Visita si aspetta una ventata di entusiasmo in questo impegno quotidiano, nelle attività di formazione e testimonianza di fede.

Lucia Buttazzo

Il Sindaco/Emergenze sociali e disagi naturali

La comunità di San Pietro in Lama come molte altre che costituiscono il tessuto sociale nazionale rispecchia le problematiche, le ansie e gli sforzi di ripresa”. Con queste parole il sindaco dott. Salvatore Tondo inizia a tracciare alcune linee guida per meglio comprendere la situazione del suo piccolo centro. Prosegue quindi delineando le tematiche emergenti e le cure apportate dall’Amministrazione civica: “San Pietro in Lama, come tutte le comunità locali, presenta tra le tante emergenze quella della mancanza di lavoro, della carenza abitativa, del continuo impoverimento economico delle famiglie, del rischio di dover ridurre i servizi primari. Tuttavia, l’operato dell’Amministrazione comunale ha fatto sì che non solo i servizi non fossero ridotti ma, addirittura, ampliati. Si pensi, ad esempio, all’imminente apertura dell’Asilo nido comunale, così come alla diffusione del c.d. assegno civico che consente di ottenere da cittadini disoccupati un servizio per la collettività in cambio di un dignitoso contributo economico. Importante è stato anche lo sforzo di garantire una casa popolare agli effettivi aventi diritto”. Concludendo, il primo cittadino nell’esprimere la concreta importanza dell’evento che sta per verificarsi, ha altresì auspicato che si realizzi un’autentica partecipazione e comunione: “In un momento di grave crisi internazionale i cui effetti si riverberano
su ogni nucleo familiare quotidianamente, la Visita Pastorale di mons. D’Ambrosio rappresenta un’occasione di riflessione e speranza anche per noi amministratori cattolici che giorno dopo giorno tentiamo di operare secondo l’esortazione dell’apostolo Paolo ai Filippesi: Comportatevi da cittadini degni del Vangelo”.

Christian Tarantino

Gruppi e associazioni/Educatori e catechisti per il percorso cristiano

“La Visita del Pastore, momento generatore nella vita della comunità ecclesiale”

Il paese di San Pietro in Lama è una piccola comunità di 3620 anime circa che negli ultimi cinquant’anni ha visto diminuire progressivamente il numero dei suoi abitanti e dall’economia tipicamente artigianale e commerciale.
S. Pietro in Lama è da sempre molto vicina alla diocesi per tradizione sia culturale che storica, infatti nel 1190 Tancredi, Conte di Lecce donò all’allora Episcopus Lyciensis questo piccolo Casale.
La storia di San Pietro in Lama si intreccia quindi con la storia di Lecce perché era considerato un casale “de corpore” della città ossia una sorta di appendice, di frazione della città stessa.

Oggi, la comunità presenta notevoli situazioni di difficoltà, sia sociali che economiche, ma anche grandi complessità, profonde contraddizioni che rispecchiano la situazione nazionale e quella mondiale. Inoltre, si sta lentamente radicando il mito “della felicita mediante il denaro” che impone un sistema di valori basato sul possesso di oggetti, sulla competitività e sull’individualismo. È pertanto, in una situazione complessa e difficile ma altrettanto aperta e disponibile al cambiamento che si inserisce la Visita del nostro Pastore. La nostra Parrocchia è animata dalla presenza di numerosi gruppi e associazioni che operano grazie alla volontà di tante persone mosse da una fede profonda ed aperte all’accoglienza e all’ascolto dei più fragili.

Un discreto numero di educatori-catechisti accompagnano con tanto impegno i nostri fanciulli lungo il percorso dell’iniziazione cristiana attivandosi in modo che i sacramenti non siano un gesto tra gli altri della comunità, una tra le molte iniziative dell’anno, ma diventino il “momento generatore” della stessa vita della Chiesa, pur nella difficoltà della debolezza educativa della famiglia e della evanescenza della comunità. Con gioia ed entusiasmo accogliamo questa Visita Pastorale augurandoci che lo Spirito Santo possa modellare una Chiesa Giovane, radicata nelle tradizioni. Affinché si rinnovi nel Vangelo che è sempre giovane. 

Franco Vantaggiato – Pisanò

 Presidente Parrocchiale di A.C. e Operatore della Pastorale Familiare

 

Una realtà ricca e variegata alla continua ricerca della comunione

Un forte spirito missionario in una società globalizzata

Non appartiene certamente al quotidiano della gente comune vivere fianco a fianco con Colui che è Padre e Maestro nella fede; in modo particolare non appartiene alla ferialità della vita della nostra comunità parrocchiale l’essere visitata per quasi un’intera settimana dal suo amato e stimato Arcivescovo. Questo evoca gioia, speranza e trepidazione in tutti noi; è chiamata alla conversione, a rispondere affermativamente alla chiamata che Dio Padre rivolge ogni giorno ad ogni uomo che è su questa terra.

La Visita Pastorale, come dono dello Spirito, è sempre un momento “parusiaco” per la venuta del Pastore della Chiesa particolare, per la venuta dell’Apostolo; potremmo dire che sarà un “Kairòs” per il nostro amato paese. La comunità ha un presente storico particolarmente ricco e variegato, perché da sempre ha sentito vivo il bisogno di essere in comunione profonda, ieri come oggi, con il Papa e con la propria diocesi, guidata da mons. Domenico D’Ambrosio. In questi ultimi anni, si è scelto di privilegiare, l’ascolto della Parola e la preghiera, insistendo affinché si formino, nell’ambito del territorio di competenza, centri missionari rionali, aventi lo scopo di rendere presente e operante la Parrocchia, laddove la gente vive, lavora, studia, soffre, gioisce.

Già da qualche anno opera stabilmente il Centro Liturgico “Don Tonino Bello” nel Rione Paladini di Lequile, un luogo dove accostarsi alla Parola e pregare insieme, un tentativo concreto per passare da una pastorale intimistica, intraecclesiale, ad una pastorale di confronto, di presenza evangelizzante nella realtà socioculturale specifica del nostro territorio. In tal senso un ruolo significativo viene svolto dalla Caritas parrocchiale, centro propulsore di ogni attività che intenda guardare alla persona nella sua interezza. Sicuramente, questa Visita Pastorale sarà, per certi versi, un banco di prova, un momento di verifica per prendere coscienza su quanto e su come si è camminato insieme ed ancora su quanta strada rimane da percorrere, affinché questa porzione di gregge, infuocata da un forte spirito missionario, si apra ad un annuncio evangelico che tenga conto di una società sempre più multietnica e multireligiosa.

Con le lampade accese e la cintura ai fianchi, ci apprestiamo ad accogliere nella gioia e nella riconoscenza Colui che viene nel nome del Signore, portatore di una Parola che richiama alla pace e alla speranza, in un mondo lacerato dall’odio e dalla violenza, per riprendere, tutti insieme, con rinnovata fede e nuovo slancio apostolico, il cammino verso il Regno.

Paolo Giuseppe Tempesta

Operatore pastorale

 

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti