Pubblicato in: Ven, Mag 18th, 2012

Visita Pastorale/Villa Convento/Il piccolo gregge attende parole di speranza

19 e 20 Maggio/APPUNTAMENTI E INCONTRI

Costituita da meno di un migliaio di abitanti, Villa Convento, frazione di Novoli, ospiterà per ben due giorni la Visita Pastorale di mons. Domenico D’Ambrosio, accogliendo il messaggio di Cristo attraverso la figura del pastore della Chiesa di Lecce.
Il primo appuntamento con la comunità sarà sabato 19 maggio, alle ore 9.30, quando gli abitanti di Villa Convento daranno il loro benvenuto al Presule, con cui sarà successivamente celebrata l’ora media.
Alle 10.30 l’Arcivescovo di Lecce farà visita agli ammalati, per portar loro una goccia di speranza e una parola di conforto nella sofferenza fisica e morale cui sono costretti dalle malattie.
Nel pomeriggio, alle 17.30, i ragazzi della Catechesi insieme ai genitori e catechisti incontreranno il Pastore, mentre alle 19.00 è prevista la celebrazione della Messa seguita dall’Assemblea Parrocchiale. Domenica 20, giorno dell’Ascensione del Signore, una Santa Messa concluderà la Visita Pastorale di mons. D’Ambrosio in questo pezzo di terra salentina, che ha tanto da dare e da dire su se stesso, perché ognuno, nel suo piccolo, custodisce dentro di sé un racconto, un vissuto che si intreccia indissolubilmente a tutti gli altri vissuti, vicini e lontani che siano, divenendo parte della loro storia.

Vincenza Sava

Il cammino del Pastore fa tappa in una piccola frazione amministrata in parte dal Comune di Novoli e in parte dal comune di Lecce. Tanta attesa per un evento che sarà l’occasione per riflettere sulla strada percorsa e progettare il futuro pastorale di una piccola comunità.

Villa Convento è una piccola frazione del Comune di Novoli, popolata da meno di un migliaio di anime e divisa amministrativamente tra i Comuni di Novoli e di Lecce. La località prende il nome da una contrada novolese che ospitava un convento.

La dinastia degli Altavilla fondò nel XII secolo la Contea di Lecce, cui appartenevano i casali di Santa Maria de Nove e di Novale, che seguirono le stesse sorti del capoluogo passando dapprima sotto i domini
 di Svevi, Angioini e Aragonesi, ed in seguito sotto altre famiglie di feudatari. I due centri furono uniti nel comune di Novoli, e dall’antica contrada Convento, sita appena fuori dal Comune, nacque il nome della frazione. Con il passare del tempo i due centri si unirono e diedero vita a quello che è l’attuale comune di Novoli. La chiesa ed il convento di Villa Convento, entrambi dedicati alla Madonna delle Grazie, furono edificati intorno alla metà del XVI secolo. La prima comprende al suo interno un altare maggiore e sei minori finemente abbelliti da affreschi e quadri. Essi sono dedicati dedicati alla Madonna del Rosario, alla Madonna dei Fiori, alla Madonna di Costantinopoli, a Sant’Onofrio, a S. Domenico e alla circoncisione di Gesù.

La chiesa era inoltre dotata di giardino, refettorio, chiostro e di un dormitorio di sedici celle, come richiedeva la concezione luogo di convivenza e preghiera comunitaria costante. Durante l’occupazione militare ottocentesca, il convento fu ceduto dal re a mons. Nicola Caputo, vescovo di Lecce, che a sua volta lo concesse in enfiteusi, cioè in diritto di godimento per un periodo non inferiore al ventennio, ad un ingegnere, Antonio De Pandis, che lo suddivise dapprima in ville e fattorie e, successivamente, lo utilizzò come fabbrica di tabacchi orientali. La chiesa parrocchiale del centro abitato è attualmente in attesa dell’imprimatur da parte della Sovrintendenza ai Beni Architettonici affinché siano avviati i lavori di restauro, dal momento che da alcuni mesi i vigili del fuoco hanno dichiarato la struttura inagibile per l’infiltrazione di umidità che ha causato il crollo di calcinacci.

La Visita Pastorale dell’arcivescovo di Lecce si svolgerà perciò in un altro luogo, momentaneamente adibito al culto, come ha comunicato il parroco, don Bruno Spagnolo, che in Villa Convento riscontra una comunità piuttosto piccola, autosufficiente sotto certi aspetti, ma poco vivace. Nonostante ciò, in questa circostanza il centro novolese sta manifestando attenzione e voglia di conoscere il Pastore della Chiesa locale, come testimoniano le numerose occasioni con cui i parrocchiani si preparano da tempo all’evento.

Grazia Pia Licheri

Il Parroco/Seminare la Parola. Raccogliere novità di vita

Don Bruno Spagnolo: “Siamo pronti per accogliere il Vescovo”

La Visita Pastorale avverrà a Villa Convento in un locale adibito a chiesa e in cui si svolgono le funzioni religiose da quando, per infiltrazione di umidità, nella chiesa parrocchiale sono caduti calcinacci inducendo i Vigili del Fuoco a dichiarare inagibile l’edificio.

Per i lavori di restauro si attende il via da parte della Sovrintendenza alle Belle Arti, ancora non pervenuta a due mesi dalla presentazione di tutta la documentazione necessaria. Di questa situazione di disagio sia rammarica il parroco, don Bruno Spagnolo, che fa il punto sulla realtà sociale e religiosa di questa piccola frazione di circa mille abitanti. “Un supermercato, un bar permettono una minima autosufficienza, gli abitanti si recano per gli acquisti nei paesi limitrofi”. La situazione religiosa e definita “buona fino ad una certa età” perché i giovani, dopo la Cresima, tendono ad allontanarsi ed anche gli adulti non sempre si segnalano per una regolare frequenza.

Eppure la piccola comunità praticante si prepara con zelo all’incontro con mons. D’Ambrosio, attraverso “la convocazione di numerosi consigli pastorali per studiare i documenti inviati dal Vescovo, la preghiera costante, la preparazione di canti da parte dei ragazzi del catechismo”. Dalla visita, don Bruno e i suoi parrocchiani si attendono parole di speranza, un appoggio nel sollecitare gli Enti preposti a consentire l’avvio dei lavori di restauro, una salutare “scossa spirituale” che sia “stimolo ad una fede a volte sopita”.  Il Vescovo, conclude don Bruno, saprà trovare il modo “per seminare con frutto la sua parola di rinnovamento”.

Lucia Buttazzo

È PASSATO DA MONTERONI

Nella parrocchia Sacro Cuore: “È entrato in casa nostra”

Mons. D’Ambrosio ai giovani: “Non smettete mai di sognare”

“Siamo pronti ad accogliere il nostro Vescovo e tutti i suggerimenti che vorrà darci per continuare quest’opera di unità e di comunione con le altre chiese di Monteroni, con la diocesi, e con la Chiesa universale”: così don Luigi Lezzi, parroco del “Sacro Cuore di Gesù”, ha esordito nel corso della messa di apertura della visita di mons. D’Ambrosio presso la sua parrocchia. “È bello stare in mezzo a voi per un tempo più prolungato. Come ho scritto nella lettera pastorale, la Visita non si svolge guardando le lancette dell’orologio”, ha affermato l’Arcivescovo durante l’omelia. Il Pastore della Chiesa deve stare in mezzo ai fedeli, la cui guida gli è stata affidata dal disegno divino, per conoscerli, sull’esempio di Cristo Gesù. Si tratta, dunque, di una conoscenza non esteriore, fine a se stessa, ma che deve servire “per amare, per guidare, per annunziare la Parola e fare in modo che essa sia il mezzo attraverso cui si possa continuare a percorrere la via che Dio ha tracciato per la comunità, e che conduce all’incontro con Lui”. L’impressione che don Luigi ha avuto è “ottima, in quanto il Vescovo è stato accolto, incontrando serenamente le varie realtà, dai bambini del catechismo, con i rispettivi genitori e catechisti, agli ammalati, dagli anziani ai giovani. Riesce ad entrare nel mondo delle varie fasce di età in maniera splendida. I parrocchiani sono molto entusiasti perché hanno visto nell’Arcivescovo serenità e spiritualità che li ha messi a proprio agio. Sa ascoltare e dare risposte a tutti, superando anche i disagi con tenacia e voglia di fare”.  A livello cittadino, non sono mancati i momenti d’incontro comunitario, come quello con i giovani, lunedì 7 maggio, in cui mons. D’Ambrosio ha raccontato la storia della propria vocazione e risposto a diversi quesiti posti dai ragazzi. Ha consigliato loro di fare attenzione ai social network che tuttavia non devono essere demonizzati e, soprattutto di non smettere mai di sognare, nonostante il futuro incerto, perché chi non sogna smette di vivere.

Le Cresime in Piazza/Le Parrocchie tutte insieme

L’invito alle famiglie di riappropriarsi del ruolo educativo

Le attese e le speranze attraverso le parole del Pastore Come aveva preannunciato: “Vengo a incontrare ciascuno di voi… per leggere ansie, dubbi, domande, paure, desiderio forte di comunione. Non andrò via senza aver tentato di decifrare e offrirvi le risposte che il cuore di un padre, fratello e amico vi saprà dare”.

 Il 5 maggio, giorno della Cresima interparrocchiale la città di Monteroni vive per la prima volta un’esperienza del tutto nuova nel segno dell’intensa comunione ecclesiale. Già alcuni giorni prima, lunedì 30 aprile, mons. D’Ambrosio ha incontrato presso il teatro Evening i 135 cresimandi con genitori, padrini e madrine, per ritrovarsi e riflettere sul sacramento della Confermazione.

“La catechesi dell’Arcivescovo si è svolta in un clima di dialogo sereno e costruttivo; la cortesia, simpatia ed affabilità del Presule hanno scosso i ragazzi, generando un ricordo incancellabile. Numerosi e importanti sono stati gli spunti sui quali egli ha esortato i partecipanti a riflettere: il primato del ruolo educativo che oggi le famiglie devono svolgere nei confronti dei loro figli; le possibili soluzioni al problema di come la Chiesa può aiutare i coniugi a riscoprire il compito genitoriale di educatori e testimoni nella fede e nella vita dei ragazzi, il rapporto che lega la catechesi dell’iniziazione cristiana agli adolescenti del 2000”. Con queste parole la catechista Francesca Rampino descrive l’incontro con il Pastore. La celebrazione liturgica si è svolta con ordine, solennità e soprattutto profonda partecipazione.

“Una nuova consapevolezza sembra leggersi sui loro volti; voler vivere testimoniando la propria fede con le opere e gli atteggiamenti. Infatti, un nutrito gruppo di ragazzi delle tre realtà parrocchiali di Maria SS. Assunta, Maria SS. Ausiliatrice e Sacro Cuore hanno raggiunto questa nuova tappa con trepidazione per un nuovo percorso che li esige più maturi e responsabili nelle scelte di vita”, rileva con parole cariche di affetto la catechista Lidia Mazzotta descrivendo il pensiero, le emozioni e le ansie future dei suoi ragazzi per il dono ricevuto.

LA GENTE RACCONTA

Il Presidente del Comitato Festa Patronale: “Ci ha aiutati ad aprirci a Dio”

Una piazza gremita, una Vicaria raccolta insieme: “L’apertura della Visita Pastorale a Monteroni, osserva con viva soddisfazione il Presidente del Comitato Festa Patronale Vincenzo Cappello, è stata straordinariamente toccante nella forma e nei contenuti, poiché con parole essenziali e calorose mons. D’Ambrosio ha aiutato nell’aprirci al Signore senza timori e si è presentato come un vero Pastore che vuole bene alle sue pecore, cercando di conoscerne i problemi attraverso una valida analisi del territorio”.

Una catechista: “La Confermazione unitaria una scelta forte”

Tanti i momenti forti nella presenza del Presule, come evidenzia una catechista, Annarita Quarta: “Un’intera comunità cittadina si è riunita nella fede in occasione della celebrazione del Sacramento della Confermazione che, secondo quanto ha affermato l’Arcivescovo, “ha avuto come tetto la volta celeste”, a sottolineare l’unità dell’uomo al divino e la sua appartenenza al creato intero”. Una scelta che ha coinvolto le tre Parrocchie, sicuramente non semplice anche da un punto di vista organizzativo, rafforzando l’idea di comunione e condivisione.

La Presidente dell’Apostolato della Preghiera: “Messaggi profondi, ricchi di fiducia”

“Gioia ed entusiasmo ma, soprattutto, tanta compostezza e tanto raccoglimento: questo il clima della celebrazione eucaristica tenutasi nella gremita Piazza Falconieri, per l’apertura della Visita Pastorale. Un evento atteso, partecipato intensamente da un’assemblea che, in atteggiamento di ascolto, ha ricevuto dal suo Pastore messaggi forti, profondi, ricchi di fiducia e speranza”, asserisce a sua volta la Presidente dell’Apostolato della Preghiera, Rosa Fiorentino.

La Parrocchia Ausiliatrice ha accolto ed organizzato con la guida di don Carlo Calvaruso il Raduno interparrocchiale dei Giovani, arricchito da testimonianze e da un attento dialogo con il Presule.

L’accoglienza dei giovani: Benvenuto Padre. Benvenuto Mister!

“Le esprimiamo tutto il nostro bisogno di una guida che ci indichi la via”

Caro padre, è con immensa gioia che le diamo il benvenuto tra noi e, anche se molti di noi non lo daranno a vedere, avevamo tanto bisogno di incontrarla. Essere giovani oggi non è facile come potrebbe sembrare! Rischiamo di rimanere schiacciati tra un futuro incerto, dipinto dai cosiddetti esperti con cupe nubi all’orizzonte, e un presente troppo spesso vuoto o “riempito” da valori sbagliati. Diventa estremamente facile quindi per noi cedere alla paura e con essa alle facili risposte: ingoiare il primo anestetico allungatoci in discoteca per combattere il presente o cercare facili guadagni cadendo nel girone della malavita che sembra offrirci un futuro. Ma questa sera c’è lei qui con noi e a lei possiamo esprimere tutto il nostro bisogno di una guida che ci indichi il cammino oggi. Un cammino di speranza che porti ad un mondo migliore, che ci permetta di sognare, di amare, di vivere pienamente. Benvenuto padre in questo luogo che ci rappresenta come meglio non si potrebbe: un campo di calcio. Noi, come in un incontro di calcio, giochiamo la partita della nostra vita. Ma fatichiamo a trovare il nostro spazio e il nostro ruolo forse perché quella panchina, dove dovrebbe sedere l’allenatore, ci appare troppo spesso vuota. Ma questa sera c’è lei qui con noi. Benvenuto padre, o forse dovremmo dire: Benvenuto Mister!

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