Pubblicato in: Dom, Nov 9th, 2014

Vita da Cappellano/Nella Polizia di Stato, accanto agli Agenti servizio di prossimità

A colloquio con Don Antonio Sozzo, Assistente Spirituale presso la Questura di Lecce. 

questura-lecce

“Accanto agli agenti, agli uomini e alle donne della Polizia per le loro necessità spirituali o per vicinanza morale, di accompagnamento, di incoraggiamento”. 

29

Momenti profes­sionali impegna­tivi, coinvolgenti sul piano umano ed oggettivamen­te difficoltosi sono vissuti ogni giorno da uomini e donne del­la Polizia di Stato. È per loro importante la presenza, pur se discreta e nell’ombra, di un assistente spirituale, quale persona amica, a cui fare rife­rimento, su cui poter sempre contare. Ci offre la sua testi­monianza don Antonio Soz­zo, Cappellano della Polizia di Stato di Lecce.

20

Don Antonio, come è de­signato un Assistente spirituale della Polizia di Stato?

La Polizia, fino a quando era un Corpo militare, aveva Cappellani militari propri, come l’Esercito, la Guardia di Finanza, i Carabinieri. Nel momento in cui è stata smili­tarizzata, sono stati rimossi i Cappellani, lasciandone solo alcuni nelle scuole e negli Istituti di Istruzione. Poi, il Governo Italiano, a segui­to dell’Accordo di Revisione del Concordato ha chiesto il reintegro dei Cappellani nella Polizia. Però, essi non sono Forze dell’Ordine né sono Cappellani militari. Questi ultimi fanno parte del grado dei militari, mentre il Cap­pellano della Polizia non è inserito nell’Arma. In ogni Provincia fu chiesta la nomi­na di un assistente spirituale per ogni Questura. Anche al nostro Vescovo fu chiesto che nominasse un Cappellano e fui designato. Sono in carica dal 2007. Non c’è una data di sca­denza del mandato.

In cosa consiste l’assi­stenza spirituale?

È un ministero di “prossi­mità”, cioè di essere accanto agli agenti, agli uomini e alle donne della Polizia per le loro necessità spirituali o per vi­cinanza morale, di accompagnamento, di incoraggiamen­to. La Polizia fruisce anche del servizio di psicologi, poiché i poliziotti hanno in dotazione l’arma e, pertanto, il Corpo di Polizia cura di avere persone equilibrate e di giudizio. Lecce è una città di Provincia, gran parte dei poliziotti sono ori­ginari di queste zone, hanno famiglia nei paesi della nostra provincia, il riferimento spiri­tuale è il loro parroco, ma nei grandi centri urbani, Milano, Torino, Roma, in cui tanti po­liziotti giovanissimi vengono mandati per svolgere un servi­zio d’ordine, la presenza di un Assistente spirituale è ancora più importante.

Il bisogno di Assoluto è presente nei poliziotti?

C’è da parte di tutti un grande rispetto per il ruolo del Cappellano, perché sanno che è presente per qualsiasi ragione: da chi ha bisogno di documenti della Curia a chi ha un problema di salute o di ma­lattia nella propria famiglia e chiede un conforto spirituale. Ci sono alcuni che hanno di­mestichezza con la fede e altri no, ma tutti sono contenti che il Cappellano stia con loro. Quindi per il Cappellano è una strada in salita per con­quistarsi la fiducia, il rispetto e la confidenza del poliziotto. Sì, molto è basato su quanto riesci a costruire nel rapporto con le persone.

reb

Cosa significa incorag­giarli nella “pedago­gia della volontà”, cioè nell’allenamento al sacri­ficio e alla rinuncia, per formarsi un carattere sal­do con l’educazione alla fortezza interiore, per non cedere alla pigrizia, per essere fedeli alla parola e al dovere?

Non c’è bisogno di inco­raggiarli, lo fanno e lo sanno. Il Questore è un uomo che per il suo incarico e la sua respon­sabilità vive lontano dalla fa­miglia, è di stanza in una città per 2-3 anni, poi viene trasfe­rito e la sua famiglia rimane nel luogo di origine o dove i componenti lavorano e vivo­no. Il semplice poliziotto che fa il turno alle volanti o alla squadra mobile o alla polizia stradale conduce un’esisten­za disagiata, perché talvolta notturna, sempre pericolosa, senza conoscere precisamen­te l’ora di rientro a casa e le famiglie sono coinvolte in questo iter, per cui l’impegno è tanto, così il disagio, i soldi sono pochi rispetto al lavoro compiuto. Ma il poliziotto già sa tutto ciò. Un ragazzo che entra nell’Arma ne è consape­vole sin dall’inizio.

Diceva il Papa: “Siate lieti di servire Cristo e l’uma­nità come Cappellani Mili­tari, imitando Gesù che ri­colmò di grazia e amicizia anche il centurione roma­no”. Come lo commenta?

Nel Vangelo i soldati sono nominati spesso e general­mente sono personaggi positi­vi: dal centurione che ricono­sce Gesù come Figlio di Dio a coloro che pur essendo paga­ni chiedono miracoli. Gesù è sempre stato molto disponibile nei loro confronti.

Quali celebrazioni si rife­riscono precipuamente al Corpo di Polizia?

La messa per i Caduti in servizio il giorno della loro morte o uno concordato con i familiari; a novembre la mes­sa per tutti i defunti della Poli­zia; il precetto prima di Natale e Pasqua; a maggio-giugno la benedizione degli uffici della Questura; la messa il 29 set­tembre per il protettore S. Mi­chele Arcangelo con il Vesco­vo e i politici. Tra tutte queste celebrazioni le più importanti e significative, a mio avviso, son quelle per i caduti nell’a­dempimento del loro dovere perché esprimono la vicinanza della Polizia alle famiglie dei caduti.

SAN MICHELE ARCANGELO, IL SANTO PATRONO 

La Chiesa festeggia il 29 settembre gli Arcangeli San Michele, San Gabriele e San Raffaele. Il primo è anche Santo Patrono della Polizia di Stato, da sempre conside­rato il difensore della giustizia. Il suo nome in ebraico Mi-ka-El significa: Chi è come Dio? L’Arcangelo Michele appare nel Libro di Daniele come principe celeste e protettore di Israele. Nel Nuovo Testamento (capitolo 12° del libro dell’Apocalisse) viene presentato come avversario del demonio, vincitore dell’ultima battaglia contro Satana e i suoi sostenitori, l’artefice della caduta degli angeli ribelli.

DS

Il suo culto, originatosi probabilmente in Oriente, si diffuse in Occidente dopo una sua apparizione sul Monte Gargano in Puglia, nel tardo V secolo. Per i Cristiani l´Arcangelo è considerato il più potente difensore del Popolo di Dio, del bene contro il male. Ed è proprio per questi motivi che, con un Breve Apostolico Pontificio del 29 set­tembre 1949, Papa Pio XII proclamò ufficialmente S. Michele patrono e protettore della Polizia per la quotidiana lotta che il poliziotto combatte quale impegno professionale e vincolo d’onore al servizio dei cittadini per garantirne l’ordine e l’incolumità, nonché la costante vigilanza su tutte le cose.

Servizio a cura di Sonia Marulli

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti