Vita di Don Giussani/In questo mondo, una storia dell’altro mondo
Il prossimo 26 novembre all’Hilton di Lecce la presentazione del libro di Alberto Savorana.
L’appuntamento è di quelli da salvare in agenda. Mercoledì 26 novembre alle ore 19.00 presso l’Hotel Hilton di Lecce, si terrà la presentazione del libro di Alberto Savorana “Vita di Don Giussani” (Rizzoli), nella quale interverranno, oltre all’autore, mons. Domenico D’Ambrosio, Antonio Polito (direttore del Corriere della Sera), Vincenzo Zara (Rettore dell’Università del Salento) e Marcello Tempesta (Docente dell’Università del Salento e coordinatore dell’incontro). Ma chi era don Luigi Giussani? Difficile, se non impossibile, sintetizzare in poche battute i molteplici tratti di una vita straordinaria; tuttavia, un magistrale riassunto della sua personalità è stato realizzato dall’allora cardinale Ratzinger, il quale, in occasione del suo funerale, si esprimeva così: “Don Giussani era cresciuto in una casa povera di pane, ma ricca di musica; e così, sin dall’inizio era toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza; non si accontentava di una bellezza qualunque, di una bellezza banale: cercava la Bellezza stessa, la Bellezza infinita; così ha trovato Cristo, in Cristo la vera bellezza, la strada della vita, la vera gioia… Don Giussani realmente voleva non avere per sé la vita, ma ha dato la vita, e proprio così ha trovato la vita non solo per sé, ma per tanti altri”.
Non esiste migliore descrizione della vita di un uomo che, come dirà il suo successore don Julián Carrón, “ha vissuto le nostre stesse circostanze, e ha dovuto affrontare le stesse sfide e gli stessi rischi, ha dovuto fare lui stesso il cammino che descrive in tanti brani delle sue opere”. Una vita, quella del “Giuss” (come lo chiamavano i suoi amici), spesa per un unico scopo, quello di mostrare ai giovani la pertinenza della fede alle esigenze della vita, indicando un criterio tramite cui i ragazzi potessero giudicare tutto il reale: questo criterio, presente in ciascuno di noi, è sintetizzabile con l’espressione “esperienza elementare”, ovvero quel “complesso di evidenze ed esigenze originali” che accomunano tutti gli uomini, dal momento che don Giussani era persuaso che la fede corrispondesse alle esigenze fondamentali del cuore di ogni uomo. Tramite il suo metodo educativo, ricolmo di passione per l’umano, don Giussani desiderava ardentemente mostrare la ragionevolezza per l’uomo contemporaneo di quella risposta al dramma dell’esistenza che è costituita dall’avvenimento cristiano. Ed è proprio a partire da questa sua certezza nell’“inesorabile positività del reale” e dalla stima per ogni tentativo umano teso alla ricerca del bene, che gli è stato possibile entrare in dialogo con tutti: una vita costellata da incontri con uomini vivi, anche provenienti da posizioni culturali o religiose molto distanti, come quello con il monaco buddhista Habukawa, il quale avrà modo di dire che “l’incontro con lui è stato un’esperienza di rapporto con l’Assoluto. Da quel momento è nata un’amicizia che sovrasta la morte”.
Dal carisma di don Giussani, incentrato sulle dimensioni portanti della vita cristiana, vale a dire “cultura”, “carità” e “missione”, è nato il Movimento di Comunione e Liberazione, oggi diffuso in oltre 80 Paesi nel mondo ed insieme ad esso una grande fecondità: oltre alla “Fraternità di CL” (che conta circa 60.000 aderenti), infatti, sono sorte altre libere aggregazioni di uomini con lo scopo di aiutarsi a vivere il cristianesimo nella condizione vocazionale in cui si trovano, e tra queste citiamo l’Associazione Laicale Memores Domini e la Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo. Ma lui amava rimarcare che “tutto si è svolto nella più assoluta normalità, e solo le cose che accadevano, mentre accadevano, suscitavano stupore, tanto era Dio a operarle facendo di esse la trama di una storia che mi accadeva e mi accade davanti agli occhi”. A 7 anni dalla morte, il 22 febbraio 2012, al termine della Messa celebrata nel Duomo di Milano, don Juliàn Carrón, presidente della Fraternità di CL, comunicava di aver inoltrato la richiesta di apertura della causa di beatificazione e di canonizzazione di don Giussani, un uomo che fino all’ultimo istante di vita ha avuto gli occhi pieni di gratitudine per l’abbondanza di grazia che Dio aveva realizzato in lui e tramite lui, e che oggi è possibile sperimentare come esperienza personale, da ciascuno di noi.
DON LUIGI VERSO LA CANONIZZAZIONE
Luigi Giovanni Giussani nasce il 15 ottobre 1922 a Desio (Milano). Studia nel Seminario di Venegono e nel 1945 viene ordinato sacerdote dal card. Ildefonso Schuster. Dal 1954 al 1967 insegna religione al liceo classico Berchet di Milano. Guida e rinnova la Gioventù Studentesca di Azione Cattolica. Dal 1964 al 1990 insegna Introduzione alla teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 1969 nasce Comunione e Liberazione, che riprende (dopo la crisi del 1968) l’intuizione da cui era nata GS.
L’11 febbraio 1982, il Pontificio Consiglio per i Laici riconosce ufficialmente la Fraternità di Comunione e Liberazione, di cui don Giussani è presidente. I suoi testi, tradotti in numerose lingue, saranno diffusi in tutto il mondo. Nel 1987 viene nominato consultore del Pontificio Consiglio per i Laici. Il 22 febbraio 2005 muore nella sua abitazione di Milano. I funerali sono celebrati nel Duomo di Milano dal card. Joseph Ratzinger, inviato da Giovanni Paolo II. Nel 2012 viene aperta la causa di beatificazione e di canonizzazione.
Vincenzo Lorubbio



















