Volontari si diventa. A Scuola
Istituto Columella e Caritas/Un accordo per l’accoglienza dei ragazzi nelle strutture di solidarietà.
Sanzioni disciplinari o credito formativo/“Chi ha sanzioni potrà evitare di essere allontanato dalle lezioni, gli altri potranno acquisire credito formativo”.
L’istituto di istruzione secondaria superiore “L.G.M. Columella” di Lecce ha firmato un protocollo d’intesa con la Caritas diocesana con lo scopo di avviare un progetto sociale ed educativo che vede come protagonisti tanti giovani studenti, che saranno futuri neo volontari presso i diversi istituti di assistenza della diocesi. Ne parliamo, direttamente, con il Dirigente Scolastico il prof. Salvatore Fasano.
Preside Fasano, come e perché è nato questo protocollo d’intesa tra l’Istituto Columella e la Caritas Diocesana?
Ho preso servizio all’Iiss “L.G.M. Columella” di Lecce il 27 novembre scorso. Appena arrivato, ho dovuto firmare un grande numero di comunicazioni alle famiglie per sanzioni disciplinari già irrogate. Molte erano sospensioni da un minimo di 3 a un massimo di 14 giorni, in maggior parte per alunni di prima. Ho avvertito la necessità di evitare, nel rispetto delle decisioni già prese, il respingimento al di fuori dell’ambito scolastico di alunni, per lo più ancora nell’età dell’obbligo. Il Collegio Docenti è stato invitato quindi a definire le modalità di attuazione dei commi 2 e 5: “2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica”. “5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica”.
In cosa consiste il progetto e chi sono i soggetti coinvolti?
Dalla scelta delle attività è partita la fase. Il protocollo trasforma il volontariato, in attività della scuola, assicurando la presenza dei tutor delle associazioni e i tutor scolastici, oltre alle coperture assicurative. I soggetti coinvolti sono tutte le ragazze e i ragazzi della scuola: chi ha sanzioni da convertire potrà evitare di essere allontanato dalle lezioni e, in caso di giudizio positivo dei tutor eviterà conseguenze sul voto di comportamento; per gli altri sarà acquisito credito formativo che incrementerà il credito scolastico per gli esami di stato.
Quali sono i criteri in base ai quali saranno scelti i ragazzi che faranno questa esperienza?
Sono i ragazzi e le loro famiglie che sceglieranno di fare l’esperienza di volontariato. La scuola può solo proporla e incoraggiarla.
Chi (cioè: i professori, gli operatori Caritas, i genitori, gli studenti stessi) sceglierà la struttura di riferimento presso la quale sarà svolta l’attività di volontariato, le mansioni e la durata?
Le famiglie stanno già facendo le loro opzioni su un’articolata offerta di attività e sedi individuate dalla Caritas, differenziate per maggiorenni e per tutte le età degli alunni dell’Istituto. La durata sarà libera o, in caso di conversione di sanzioni disciplinari, determinata di concerto con la scuola.
Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo “speciale tirocinio di solidarietà”?
Gli obiettivi indicati sia nelle Norme sopra citate che nella missione generale della scuola: una missione di istruzione, formazione (in rapporto col sé) ed educazione (in rapporto con gli altri) che tende “al rafforzamento del senso di responsabilità” e, per chi abbia sbagliato,“al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale”, in modo da “promuovere una scuola più radicata nel sociale ed orientata verso una cultura educativa, fondata sul principio della convivenza ed il senso di solidarietà, il rispetto della persona e delle diversità”, come indicato nel protocollo.

















