Pubblicato in: Sab, Feb 1st, 2014

Volontari si diventa. A Scuola

Istituto Columella e Caritas/Un accordo per l’accoglienza dei ragazzi nelle strutture di solidarietà. 

Sanzioni disciplinari o credito formativo/“Chi ha sanzioni potrà evitare di essere allontanato dalle lezioni, gli altri potranno acquisire credito formativo”. 

L’istituto di istru­zione secondaria superiore “L.G.M. Columella” di Lecce ha firmato un protocollo d’intesa con la Caritas diocesana con lo scopo di avviare un progetto sociale ed educativo che vede come protagonisti tanti giovani stu­denti, che saranno futuri neo volontari presso i diversi isti­tuti di assistenza della diocesi. Ne parliamo, direttamente, con il Dirigente Scolastico il prof. Salvatore Fasano.

Salvatore Fasano

Preside Fasano, come e perché è nato questo pro­tocollo d’intesa tra l’Istitu­to Columella e la Caritas Diocesana?

Ho preso servizio all’Iiss “L.G.M. Columella” di Lecce il 27 novembre scorso. Appe­na arrivato, ho dovuto firmare un grande numero di comuni­cazioni alle famiglie per san­zioni disciplinari già irrogate. Molte erano sospensioni da un minimo di 3 a un massimo di 14 giorni, in maggior parte per alunni di prima. Ho av­vertito la necessità di evitare, nel rispetto delle decisioni già prese, il respingimento al di fuori dell’ambito scolastico di alunni, per lo più ancora nell’età dell’obbligo. Il Col­legio Docenti è stato invitato quindi a definire le modalità di attuazione dei commi 2 e 5: “2. I provvedimenti disciplina­ri hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corret­ti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso atti­vità di natura sociale, cultura­le ed in generale a vantaggio della comunità scolastica”. “5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gra­dualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente, del­la gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica”.

In cosa consiste il proget­to e chi sono i soggetti coinvolti?

Dalla scelta delle attività è partita la fase. Il protocollo trasforma il volontariato, in at­tività della scuola, assicurando la presenza dei tutor delle asso­ciazioni e i tutor scolastici, ol­tre alle coperture assicurative. I soggetti coinvolti sono tutte le ragazze e i ragazzi della scuo­la: chi ha sanzioni da convertire potrà evitare di essere allonta­nato dalle lezioni e, in caso di giudizio positivo dei tutor evite­rà conseguenze sul voto di com­portamento; per gli altri sarà acquisito credito formativo che incrementerà il credito scolasti­co per gli esami di stato.

Quali sono i criteri in base ai quali saranno scelti i ra­gazzi che faranno questa esperienza?

Sono i ragazzi e le loro fa­miglie che sceglieranno di fare l’esperienza di volontariato. La scuola può solo proporla e inco­raggiarla.

Volontari-Caritas

Chi (cioè: i professori, gli operatori Caritas, i geni­tori, gli studenti stessi) sceglierà la struttura di riferimento presso la qua­le sarà svolta l’attività di volontariato, le mansioni e la durata?

Le famiglie stanno già fa­cendo le loro opzioni su un’ar­ticolata offerta di attività e sedi individuate dalla Caritas, differenziate per maggiorenni e per tutte le età degli alunni dell’Istituto. La durata sarà libera o, in caso di conver­sione di sanzioni disciplinari, determinata di concerto con la scuola.

Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiun­gere con questo “speciale tirocinio di solidarietà”?

Gli obiettivi indicati sia nelle Norme sopra citate che nella missione generale della scuola: una missione di istru­zione, formazione (in rapporto col sé) ed educazione (in rap­porto con gli altri) che tende “al rafforzamento del senso di responsabilità” e, per chi abbia sbagliato,“al recupero dello studente attraverso atti­vità di natura sociale, cultura­le”, in modo da “promuovere una scuola più radicata nel sociale ed orientata verso una cultura educativa, fondata sul principio della convivenza ed il senso di solidarietà, il ri­spetto della persona e delle diversità”, come indicato nel protocollo.

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