VOLONTARI SI DIVENTA ISTRUZIONI PER L’USO
Comunità Emmanuel – la testimonianza
Giovani sposi consacrati, missionari tra i poveri dell’Ecuador.
Ci siamo conosciuti 14 anni fa, entrambi impegnati da anni in un cammino di fede alla scoperta del senso della vita; Stefania a Lecce, nella Comunità Emmanuel, e Luigi a Napoli con i Missionari Comboniani. Attraverso cammini paralleli, entrambi stavamo scoprendo lo scompiglio che Dio opera nella vita, sconvolgendo piani e progetti umani e proponendo percorsi capaci di realizzare pienamente se stessi. Entrambi ci sentivamo chiamati a realizzare la nostra vita attraverso una famiglia, aperta al servizio e alla missione. Quando ci siamo conosciuti e riconosciuti, attraverso un linguaggio comune, abbiamo compreso che Dio aveva per noi un progetto unico e che ci aveva messo l’uno accanto all’altra per aiutarci, sostenerci nella realizzazione di quel progetto di vita che metteva Lui al primo posto e, insieme a Lui, gli ultimi della terra.
A Lecce, nella Comunità Emmanuel, abbiamo iniziato un cammino insieme, da fidanzati; da una parte rafforzando il percorso personale e di coppia, grazie alla nostra guida spirituale, e dall’altra aprendoci al servizio agli immigrati e ai bisognosi in genere, svelando la bellezza di una scelta di vita fatta di solidarietà e di sobrietà. Dopo tre anni di fidanzamento, con momenti difficili, prove e difficoltà, scoprendo le differenze dei nostri caratteri e temperamenti, ma anche il dono di un Dio che chiamava a gran voce i nostri nomi insieme, ci siamo sposati nel 2000 nel mese missionario. Quel giorno, entrambi abbiamo messo i nostri cuori nel cuore di Gesù, e non l’uno nelle mani dell’altro; questo ci permette ogni giorno di guardarci e di ricominciare proprio da Lui.
Viviamo un’esperienza missionaria di tre mesi in Ciad; al rientro frequentiamo a Verona il corso del CUM di preparazione alla partenza in missione, senza ancora sapere per dove saremmo partiti. Africa? America Latina? L’incertezza del luogo non era una preoccupazione, ci guardavamo indietro e vedevamo chiaro come Dio, fino a quel momento ci aveva condotti; ci avrebbe indicato il luogo e le modalità strada facendo perché è vero “camminando si apre il cammino”.
Durante l’esperienza di Verona, si manifesta la Grazia di Dio che ci permette di fare luce sulla nostra personale vocazione, rinnovando il modo di vivere la fede e di fare comunità; maturando e confermando in noi l’impegno di mettere la nostra vita accanto a quella dei poveri del sud del mondo, nella Comunità Emmanuel al servizio del Regno di Dio. Piccole esperienze missionarie in Costa d’Avorio e in Albania anticipano la nostra consacrazione personale e di coppia a Cristo, ai poveri e alla Comunità Emmanuel, mettendoci al servizio degli ultimi fino ai confini della terra. Era la notte di Natale del 2002.
Nel gennaio del 2003 partiamo per Esmeraldas, in Ecuador, per un tempo indefinito. Eravamo giovani sposi impegnati in Italia in un progetto gratificante (umanamente, economicamente e professionalmente) rivolto agli immigrati; circondati da amici e familiari; tutto ciò che vivevamo ci invitava a proseguire la nostra vita in maniera “regolare”, continuando a fare volontariato e a impegnare la nostra vita nel sociale e nella Comunità. Insomma, pensando secondo “gli uomini”, non stavamo facendo nulla di male, anzi “perché andare, quando c’è tanto da fare anche qui?” era la domanda ripetutaci continuamente da familiari e amici. Perché? Perché sentivamo forte e chiaro che Dio ci stava chiamando lì, in Ecuador, a fare… cosa? Per quanto tempo? Sentivamo nel nostro cuore che Dio ci avrebbe aperto il cammino passo dopo passo.
Quando siamo giunti ad Esmeraldas ci ha accolto il Vescovo, padre premuroso e segno per noi visibile dell’Amore di Dio e della Sua vicinanza e, che meraviglia quando abbiamo realizzato che il suo progetto per noi coincideva con il nostro sogno! Il nostro intento era metterci al servizio della Chiesa locale; da subito sposiamo l’idea di missione del Vescovo di Esmeraldas, Mons. Eugenio Arellano: “la mia idea di missione si basa sul principio che occorrono persone disponibili, capaci di andare incontro alla gente, capaci di camminarci insieme, essere partecipi della sofferenza, ascoltare, prendere per mano aiutare a trovare risposte ad una sofferenza che, spesso, purtroppo, dura tutta la vita”.
Nasce così la Missione Emmanuel in Ecuador; il Vescovo ci invita a vivere in un barrio popolare, povero e periferico della città, sulle rive del fiume, abitato da circa 10.000 persone. La “missione” affidataci è creare, nel barrio Propicia, piccole comunità di base attraverso una condivisione di vita con i più poveri e dimenticati. Viviamo in Ecuador sette anni; è un’esperienza di conversione umana e spirituale continua.
Nel maggio del 2008, nasce Salvatore Emanuele, un altro dono che Dio ci fa e che ci offre l’opportunità di comprendere quanto siamo figli amati. Prima del “rientro” in Italia (continuiamo a essere presenti in Ecuador almeno una volta l’anno per attività di verifica, programmazione e formazione), il gruppo di volontari locali che abbiamo formato ci scrive: “attraverso la vostra testimonianza e il vostro servizio, abbiamo cambiato il nostro cuore di pietra per uno di amore, imparando a pregare, a camminare insieme, a servire, ad essere parte di un gruppo che lotta unito per una causa comune”.
Siamo consapevoli di essere stati solo strumenti nelle mani di Dio, scoprendo come ogni giorno, famiglia, servizio, comunità, solidarietà, lavoro, scelte, impegni, per noi si sviluppano in una dimensione circolare e non in una scala di priorità: Dio è al centro e fonde e armonizza il tutto.
Stefania e Luigi
Comunità Emmanuel – LA SCHEDA
• per ragazzi/e che abbiano compiuto 18 anni:
un anno di servizio volontario
• per gli universitari:
congiungere lo studio con un servizio di volontariato
• per le coppie:
apertura all’affido; disponibilità al sostegno dei servizi
• per chi voglia fare una scelta di vita:
esperienza, formazione, accompagnamento, tirocinio,
condivisione di vita
• per i professionisti:
mettere a servizio la propria competenza
• per i pensionati:
dedicare parte del proprio tempo…
• e ancora:
soggiorno, ricerca, esperienze, campi scuola…
e tutto quello che chiunque potrebbe suggerire e contribuire a realizzare!
“Dormivo e sognavo:
la vita era gioia.
Mi svegliai e vidi:
la vita era servizio.
Volli servire e vidi:
servire è gioia”
Caritas Diocesana – La testimonianza
In Albania per strappare sorrisi sinceri ai ragazzi di Mollas
“Raccontare qualcosa dell’esperienza di volontariato in Albania non è facile, perché non è facile raccontare le emozioni. Si possono descrivere le attività, riportare alcuni episodi, condividere le opinioni; ma le emozioni no, quelle devono essere vissute.
Per noi è stata la prima esperienza di volontariato all’estero e non sapevamo bene che cosa questo significasse; eravamo affascinati dal fatto di entrare in contatto con una realtà nuova e diversa dalla nostra, entusiasmati dalla possibilità di mettersi al servizio di persone più bisognose di noi.
Siamo arrivati alla casa delle suore “Figlie della carità” di Lumas e siamo stati accolti da alcuni ragazzi tra i 14 e i 18 anni, impegnati nell’ultima settimana di un campo estivo dal titolo “Shrek: non solo mostro”. A noi era affidato il compito di partecipare all’animazione dei gruppi e alla costruzione delle scenografie per lo spettacolo finale del campo.
Sinceramente ci aspettavamo di fare altro, di poter stare un po’ più in contatto con la gente del posto. Parlando con i responsabili del gruppo, però, abbiamo capito che probabilmente non c’era modo migliore, almeno per noi giovani, di entrare in contatto con questa terra: stringere amicizie sincere con i giovani albanesi, senza conoscere prima la loro storia, ci ha permesso di essere alla pari, lontani dai pregiudizi e da atteggiamenti di compassione.
Allora ci siamo buttati a capofitto nel lavoro. Noi eravamo impegnati nella struttura di Mollas, un villaggio a una decina di minuti di strada da Lumas.
La difficoltà principale per tutti è stata la lingua, ma i ragazzi non ce l’hanno fatto assolutamente pesare, perché molti di loro conoscono la nostra lingua abbastanza bene, ed anche noi ci siamo divertiti tutti un sacco ad imparare qualcosa in albanese.
A parte ciò, siamo stati molto colpiti dall’accoglienza ricevuta da questi ragazzi: sorrisi sinceri, attenzione nei nostri confronti per fare in modo che non ci sentissimo mai estranei ma parte del gruppo, se ci vedevano in difficoltà nel parlare con qualcuno, subito uno di loro arrivava, quasi per caso, e iniziava a tradurre.
L’aspetto più simpatico è stato il rapporto con i bambini.
Cosa ci è rimasto di questa esperienza?
Abbiamo iniziato a conoscere una realtà diversa dalla nostra, abbiamo stretto nuove amicizie e riassaporato lo stare insieme per il gusto di stare insieme: tanta musica, qualche trancio di pizza fatta in casa e qualche frutto, tentativi più o meno riusciti da parte dei giovani albanesi di insegnarci le loro danze, e poi la gioia dell’incontro, sorrisi ed emozioni gratuitamente dati e gratuitamente ricevuti.
Eros Piscopiello ed Ilaria Greco
CARITAS – LA SCHEDA
La Caritas Diocesana di Lecce svolge le sue multiformi attività di testimonianza della grazie ai Volontari. La Caritas è un organo pastorale creato appositamente per sensibilizzare e coinvolgere l’intera comunità cristiana, affinché venga realizzata una testimonianza di carità al suo interno e sul territorio in cui essa opera quotidianamente. Per questo la Caritas ha una funzione “essenzialmente pedagogica”, essendo uno strumento educativo in ordine alla carità. E Volontari Cristiani si diventa! Una data importante: il 16 agosto 2011, undici volontari della Caritas di Lecce arrivano a Lumas, nel distretto di Elbasan in Albania, per unirsi alle attività di animazione per minori portate avanti dall’inizio del mese dalle Suore Vincenziane della Comunità di Mollas e Lumas e da 25 giovani loro collaboratori, dando inizio così alla prima “Scuola di Formazione al Volontariato Cristiano”. Il “Volontario Cristiano” non vive semplicemente delle esperienze di carità, qualunque esse siano, ma ha una identità ben precisa: vive la Carità come Discepolo di Gesù. Ma ogni Volontario Caritas va a “Scuola di Carità”: il corso di formazione per animatori Caritas parrocchiali e il corso di formazione per operatori centro ascolto, sono stati e saranno un esempio di impegno costante per la formazione dei Volontari. E per concludere: il 10 giugno 2010 è stata costituita “Associazione del Volontariato Caritas” perché chi opera nella Caritas, nelle mense, nei centri di ascolto, devono vivere alcuni momenti associativi e non solo per conservare e approfondir l’esperienza e la formazione spirituale specifica ma anche per dotare il volontario di una copertura giuridica e assicurativa personale e verso le persone che avvicinano.
Il compleanno del Centro Servizi Volontariato – Salento
Da 10 anni al servizio del volontariato di Terra d’Otranto
Il Centro di Servizio al Volontariato Salento compie quest’anno il suo primo decennio di attività: infatti, nasce a Lecce nel gennaio 2002 su iniziativa di un gruppo di enti non profit ed enti pubblici della provincia di Lecce. Interviene a sostegno delle organizzazioni di volontariato del territorio (odv), attraverso la promozione di servizi e azioni progettuali innovative e coordinate, tutte miranti a sostenere lo sviluppo delle associazioni salentine. I Centri di Servizio al Volontariato sono organismi previsti dalla legge quadro nazionale sul volontariato (la n. 266/91 e il Decreto ministeriale 8.10.1997) ed hanno lo scopo di sostenere e qualificare l’attività di volontariato. A tal fine erogano le proprie prestazioni sotto forma di servizi gratuiti a favore delle organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte nei registri regionali. Molti i settori di intervento del Csv Salento, tutti motivati da un unico, grande obiettivo: il sostegno e la promozione del volontariato in tutte le sue forme, la crescita della cultura del dono e della solidarietà, la promozione di modalità partecipative attive a sostegno di cittadini responsabili e impegnati nell’attivismo delle comunità. “In dieci anni dall’avvio di questa bella esperienza sul territorio salentino – dice Luigi Russo, presidente del Csv Salento – abbiamo non solo supportato le associazioni salentine, qualificandone l’apporto in termini progettuali e di attività sul nostro territorio, ma riteniamo di aver contribuito alla diffusione di una cultura “altra”, distante da quella produttiva e consumistica a cui siamo sottoposti nei sistemi di vita della nostra società, e più attenta al legame, alla relazione, all’altro, rispettosa delle diversità e che rilancia la solidarietà e la costruzione dei Beni comuni, quali forme alternative agli individualismi e agli egoismi imperanti. Ci siamo fatti portavoce della necessità di fare della cittadinanza attiva, una forma di impegno responsabile nei confronti delle comunità: e tutto questo attraverso l’impegno volontario e gratuito”.
I CINQUE SETTORI DI PUNTA
L’attività di formazione è finalizzata alla qualificazione dei volontari, attraverso il potenziamento della capacità gestionale, relazionale e progettuale delle organizzazioni di volontariato. Elabora progetti formativi specifici sulla base dei fabbisogni delle odv del territorio e dei loro volontari. Ogni anno viene approvato un “Piano di attività” che si compone di corsi, laboratori e seminari promossi dal Csvs, alcuni dei quali organizzati in collaborazione con le odv stesse. Tutti i corsi sono gratuiti e sono rivolti ai volontari delle odv della provincia di Lecce e, ove possibile, allargati anche a giovani nuovi volontari, giovani e aspiranti volontari del Terzo settore salentino. Molto attivo anche il settore della consulenza che eroga gratuitamente alle odv servizi di assistenza, informazione, consigli e pareri in ambito assicurativo, civilistico, del lavoro, servizio civile, diritto amministrativo, finanziario, fund raising, fiscale, gestionale e progettuale, ambientale. Inoltre, viene offerta ai singoli attività di orientamento al volontariato. Non manca poi una capillare attività di informazione: il Csv Salento informa il territorio circa le attività realizzate dalle odv locali, gli eventi e le iniziative regionali e nazionali di rilevanza e di interesse per il mondo del volontariato. L’impulso alla conoscenza viene dal settore ricerca che conta ad oggi numerose indagini di tipo statistico e sociale sul Terzo Settore talentino a tutto vantaggio delle odv del territorio e degli Enti locali che, in tal modo, possono disporre di dati certi sui quali programmare la propria attività rivolta al sociale. Vero settore propulsivo è quello della promozione per la diffusione della cultura della solidarietà e la promozione del volontariato in particolare tra i giovani, attraverso progetti realizzati in collaborazione con gli istituti scolastici, iniziative rivolte a giovani in contesti extra scolastici ed iniziative di vario genere sul territorio rivolte alle diverse fasce d’età dei destinatari.
Serenella Pascali















