Pubblicato in: Gio, Set 6th, 2012

XXX Stagione Concertistica Internazionale/Trent’anni di Concerti d’Organo

Start venerdì 7 settembre nella Cattedrale di Lecce.

Un cartellone di diciotto concerti caratterizza la 30ª Stagione Concertistica Internazionale d’Organo, in programma tra settembre e ottobre nelle chiese e nei santuari del Salento. Trenta edizioni sono un risultato straordinario, un “prodigio” ascritto alla competenza e alla pura dedizione del M° Giovanni Laurentaci.

Fare l’elenco delle tappe artistiche e culturali più significative del trentennale sarebbe impresa improba, e allora meglio lasciare che a testimoniare la coerenza e lo spessore di tutta una storia sia proprio l’edizione di quest’anno, che si apre con il concerto inaugurale nella Basilica Cattedrale di Lecce e con la novità della presenza di un bimbo di sette anni, Lorenzo Lecci, impegnato all’organo (con l’Ensemble “G. Frescobaldi”) in un programma interamente dedicato a Mozart (e non poteva essere diversamente, trattandosi della scoperta di un precocissimo talento!).

Il cartellone della Stagione prevede nove produzioni, ognuna delle quali programmata due volte e in diversi luoghi, per un totale, come detto, di diciotto concerti, dislocati, oltre che a Lecce, anche a Maglie, Otranto, Gallipoli, Galatina, Lequile, Martignano, Sogliano Cavour, Soleto, Nardò, Marittima, Corigliano d’Otranto, Matino e Tricase, e destinati tanto ad organi storici che moderni. Quali protagonisti troviamo gli organisti ungheresi Zsigmond Szathamáry (il grande contrappunto di Bach e Fux ma anche l’omaggio ai grandi compositori della sua patria, Liszt e Bartók) e Katalin Mali Tihany (alle origini della grande letteratura organistica, ovvero Gabrieli, Banchieri, Frescobaldi, Froberger, per chiudere, anche in questo caso, con un omaggio nazionalistico, ovvero le “Danze ungheresi” del XVII sec. rivisitate da Ferenc Farkas).

Ospiti stranieri sono ancora lo svizzero di origine greca Georgs Athanasiadès (si resta nel Sei Settecento, da Purcell a Mozart, e si chiude con una “Lisztiana hellenica” composta dallo stesso esecutore) e il tedesco Christian Barthein (programma interamente dedicato a Bach), per il concerto che conclude la rassegna e che, vogliamo sottolineare, è dedicato alla memoria di don Gaetano Quarta, in occasione del Trentennale dell’organo realizzato per sua volontà nella Chiesa di S. Maria della Grazia a Lecce (e proprio in simbiosi con quella inaugurazione nacque la stagione organistica).

La schiera degli organisti italiani è guidata naturalmente dal grande Luigi Celeghin (che ci regala sempre repertori particolarissimi, come questo viaggio, insieme ad un gruppo di giovani voci, nel passato e nelle musiche di tradizione, attraverso canti e pagine strumentali che alternano e fondono la dimensione colta e quella popolare); troviamo ancora gli organisti Carlo Maria Barile e Mafalda Baccaro (con programmi speculari, nei quali le antiche musiche di A. Scarlatti, Trabaci, Zipoli o Couperin e Bach sono “contrappuntate” da pagine di autori contemporanei) e quindi il pugliese Leonardo Antonio Di Chiara e Antonio Mariani propongono un concerto per organo e tromba, sempre incentrato sul prezioso repertorio antico.

Insomma, i pilastri che hanno reso unica la rassegna organistica del Salento ci sono tutti e sono ben riconoscibili! Un’ultima, doverosa e ammirata considerazione va rivolta ai grandi sacrifici che l’Associazione Ars Organi “G. Frescobaldi” e il suo direttore Giovanni Laurentaci profondono per tenere in vita una realtà comela Stagione Organistica, considerate le attuali, oggettive e generali condizioni di difficoltà in cui si dibattono la cultura e l’arte, sommate però ad una più lontana e colpevole indifferenza istituzionale.

Antonio Farì

 

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