Pubblicato in: Ven, Nov 13th, 2015

Xylella Fastidiosa/Torchiarolo dal Papa per salvare gli ulivi

I disagi e le proteste di un intero territorio che fa i conti con gli interventi previsti dal Commissario Silletti. 

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Da qualche tempo, Tor­chiarolo si trova a dover affrontare un problema importante. Dai primi giorni di ottobre, è quasi la normalità vedere in giro delle auto della Guardia Forestale, che conse­gnano alla cittadinanza notifiche di abbattimento degli alberi di ulivo, perché infetti da Xylella Fastidiosa. Ad attuazione del piano interventi del commissario Silletti, la zona di Torchiarolo, essendo zona cuscinetto, oltre a estirpare la pianta malata, ha l’obbligo di eradicare tutte le piante d’ulivo ubicate nel raggio di 100 metri da quella infetta.

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I contadini sono “di­strutti”. In aiuto a essi, si è mossa tutta la popolazione creando un movimento spontaneo, che presta servizio di con­sulenza, avvalendosi di alcuni tecnici e avvocati. I primi ricorsi sono già parti­ti, ottenendo una sospensione da parte del Tar Lazio delle eradicazioni previ­ste dal piano sino al 4 novembre. Con un giorno di ritardo, il 5 novembre è arrivato il tanto atteso pronunciamento del Tar, che ha rigettato i ricorsi degli agricoltori torchiarolesi. Gli avvocati stanno già decidendo quali saranno le prossime mosse da attuare. Intanto i cittadini hanno iniziato la raccolta del frutto e l’Oleificio cooperativo di Torchiarolo, che conta oltre 400 soci e offre servizi di raccolta, potatura e supporto nella gestione dei terreni, ha iniziato la pratica della molitura.

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Il Presidente della cooperativa, Fran­cesco Miglietta, afferma “quest’anno l’olio è ottimo, dopo due annate di produzione pessima. La raccolta è stata fatta anche nelle zone colpite dal batterio, in quanto esso colpisce la pianta e non il frutto”. L’Oleificio cooperativo di Torchiarolo conosciuto con il marchio Torchio D’Oro ha una vendita su scala nazionale e internazio­nale ed è uno dei centri più grandi del­la provincia di Brindisi.

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Contempora­neamente all’estirpazione delle piante, c’è chi coraggiosamente organizza il re-impianto di circa 2500 ulivi. “L’idea nasce dal fatto che vogliono estirpare gli alberi dei nostri nonni, il sudore dei nostri antenati, quindi io insieme ad altri amici abbiamo deciso di ripiantare gli ulivi per lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti un patrimonio culturale importante, per dimostrare che si può lottare civilmente” – queste le parole di Cosimo Mazza, detto Mino, uno degli organizzatori della protesta. Numerose sono state le iniziative per sensibilizzare l’intera cittadinanza e non ultima la richiesta di partecipa­zione all’udienza generale del Papa del 28 ottobre.

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Due pullman di 73 cittadini di Torchiarolo sono partiti per raggiungere Roma, accompa­gnati naturalmente dal parroco della comunità don Daniele Fazzi, il quale sin da subito si è dimostrato molto sensibile alla causa. “Il pellegrinaggio a Roma è stato motivato dalla volontà che il Santo Padre potesse benedire noi, il nostro Salento e le nostre piante d’ulivo” – afferma il parroco. Du­rante il suo discorso, il Papa ha fatto riferimento a dei coraggiosi presenti in piazza e nella sua catechesi ha esortato gli uomini a salvaguardare il creato, per lasciare un’immensa eredità ai figli che verranno. Tutta la comunità ha voluto consegnare un dono, simbolo della nostra storia, a Papa Francesco.

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Infatti, sono stati donati una tanichetta di olio extravergine di oliva Torchio D’Oro, una giovane pianta d’ulivo con la richiesta che venga piantata nei giardini del Vaticano, una corona di rami d’ulivo e due lettere, una da parte della comunità parrocchiale e una da parte del movimento spontaneo dei cittadini. Altro gesto simbolico è stata la benedizione dell’albero d’ulivo durante la giornata del 4 novembre, in concomitanza della commemorazione dei caduti torchiarolesi. “È stato molto commovente aver trovato davanti all’antico e storico monumento dei caduti un albero di ulivo. I cittadini lo hanno portato lì come testimonianza delle oltre 300 piante estirpate quella mattina. Mi è parso opportuno, dopo il giusto ricordo dei caduti, benedire anche uno dei tanti ‘caduti’ di quel giorno, quella verde pianta strappata alla sua terra. Le lacrime della gente hanno segnato anche il mio volto” – continua don Daniele. Nel paese risuonano forti le parole della ultima Enciclica di Papa Francesco “Laudato Sii’”, in cui si invitano gli uomini di buona volontà a essere custodi del cre­ato. Nella mattina di domenica 8 no­vembre, quell’albero è stato ripiantato in piazza a opera dei contadini, vicino alla grande fontana, affinché possa continuare a vivere e rappresentare un momento di aggregazione della storia delle popolazioni salentine.

Eleonora Zecca

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